Non so se è chiara la gravità di quello che sta accadendo, ma temo proprio di no.
Provo a mettere brevemente in fila i fatti per spiegarlo.
- come noto, un software spia (Graphite, prodotto dalla azienda Paragon) è stato utilizzato per spiare attivisti politici e giornalisti come il direttore di @fanpage@fcancellato
- quando è emersa la notizia il governo ha negato ogni responsabilità
- il Guardian ha scritto che a causa dell'uso improprio l'azienda Paragon aveva sospeso il contratto col nostro paese
- il ministro Ciriani ha detto in parlamento che non era vero, e che il software era ancora pienamente operativo
- due giorni dopo le dichiarazioni di Ciriani una nota del governo comunicava la sospensione dell'uso del software stabilita d'intesa con la società che lo produce per consentire approfondimenti sulle violazioni
- in realtà a quanto pare la sospensione è stata voluta dalla società produttrice a fronte di un uso improprio del software (quindi Ciriani aveva mentito al Parlamento)
- ma chi è in possesso del software? I servizi segreti e le varie polizie giudiziarie che operano per conto delle procure
- i servizi hanno smentito risolutamente di aver utilizzato illegalmente il software per spiare giornalisti.
- le procure possono utilizzarlo solo per reati gravissimi e onestamente pare assai poco realistico che il direttore di fanpage sia sotto indagine per terrorismo internazionale
- resta dunque una sola ipotesi, ovvero che sia stato utilizzato illegalmente e autonomamente da un corpo di polizia giudiziaria.
- ma quale? Praticamente tutti i corpi di polizia hanno smentito di aver utilizzato lo spyware per intercettare giornalisti e attivisti. A parte uno: la polizia penitenziaria
- le opposizioni hanno chiesto chiarimenti al governo che non ha risposto
- oggi alla Camera era previsto il question time, ovvero la sessione in cui i gruppi parlamentari interrogano il governo e i ministri hanno l'obbligo di rispondere
- @pdnetwork e @ItaliaViva avevano previsto di chiedere se la polizia penitenziaria avesse accesso o meno allo spyware in questione.
- il quesito era stato ritenuto ammissibile dalla presidenza della Camera
- ieri il governo ha fatto sapere che non intende rispondere perché le informazioni sono "classificate", ovvero non divulgabili.
- è falso, perché non c'è nulla di classificato nel rispondere si o no a una domanda semplice e trasparente come quella che abbiamo fatto. Sapere se la penitenziaria ha in dotazione il software è una domanda lecita a cui basta rispondere si o no.
- la polizia penitenziaria dipende dal ministero di giustizia di Nordio. E la delega specifica la ha Delmastro.
Voi capite che visti i precedenti dei due la vicenda diventa ancora più inquietante.
Un software in dotazione al governo è stato utilizzato illegalmente per spiare giornalisti e attivisti.
Il governo invece di fare chiarezza e difendere chi è stato spiato illegalmente, sta utilizzando tutti gli strumenti possibili per insabbiare questa vicenda gravissima. E per evitare di rispondere.
Il che, in tutta onestà, non fa che aumentare i dubbi e i sospetti.
Ah, ovviamente la Meloni è sparita anche in questo caso.
Ieri sera, alla presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa, è andata in scena la demolizione controllata del peggior vicepresidente del Consiglio della storia repubblicana.
Matteo Salvini si lancia in un elogio sperticato a Trump, alle sue nomine “di livello”.
A quel punto Calenda, che ogni tanto si ricorda di essere all’opposizione, fa quello che avrebbe dovuto fare Vespa (figuriamoci), ovvero fare una domanda.
“Ma esattamente cos’è che ti appassiona della nuova classe dirigente di Trump? Quello con la croce tatuata sul cuore? Quella che ha ammazzato il cane a 12 anni? Il no va*?”
Salvini allora bofonchia l’unico nome, a parte Musk, che gli viene in mente: “Vivek, quello che è stato nominato per il Dipartimento per la sburocratizzazione: un ragazzo in gambissima.”
Poi ammette candidamente: “Gli altri non li conosco…”
“Ma come non li conosci? Sono su tutti i giornali”.
“Ho il brutto vizio, per garantire il mio fegato, di non leggere i giornali”.
Calenda a quel punto se lo mangia: “Il vicepresidente del Consiglio non sa chi è stato nominato da Trump però dà un giudizio meraviglioso di quello che farà Trump”.
Alle corde, Salvini butta lì il nome di Musk, servendo a Calenda un assist su un piatto d’argento.
“Musk? Quello che manderesti in galera per il reato universale di GPA? Quello che si fa le canne?”
Poi la grande chiusura.
“Non puoi dire che l’amministrazione americana è di livello e poi che non hai nemmeno letto i nomi sui giornali: ma che cacchio vuol dire? E poi, seconda cosa: sei il vicepresidente del Consiglio, leggi i giornali, che ti fa bene”.
È finita così, con Salvini che tace e rifà il borsone dopo un 6-0 6-0 agile e in scioltezza.
Non ricordo, a memoria mia, una tale figura fantozziana come quella fatta da Salvini ieri sera con Calenda. Una tale vergogna. Un tale imbarazzo.
Tosa. Video @AgenziaVISTA
Civiltà delle macchine è la storica rivista fondata da Leonardo Sinisgalli e oggi diretta da Marco Ferrante ma, in realtà, vero direttore è Aristotele (al quale - fateci caso - Ferrante un po' assomiglia).
Qui il mio pezzo sul direttore! 😊⚽😎
FONDAZIONE LEONARDO SINISGALLI E ASSOCIAZIONE AMICI DELLA BASILICATA IN LOMBARDIA PRESENTANO A MILANO IL LIBRO “LEONARDO SINISGALLI E LA PUBBLICITÀ ENI NEGLI ANNI DI ENRICO MATTEI: 1958-1963”
https://t.co/CKq03QNwYw