Mi chiamavo Alessandro Ambrosio
Facevo il Capotreno
Ero felice con una donna e una famiglia
che mi adoravano
A 34 anni la mia vita venne fermata
da uno straniero senza fissa dimora
Mi uccise a coltellate senza motivo
"Bologna non mosse un dito per me"
https://t.co/6tNPdtKQ03.
Morta nel silenzio generale
Si chiamava Monica Esposito (in alto a destra) e aveva 55 anni.
Il 16 maggio scorso, a Modena, è stata travolta da un’auto lanciata deliberatamente sulla folla in pieno centro.
L’autore del gesto è Salim El Koudri, un 31enne di origine marocchina.
Subito dopo, il sindaco ha fatto un evento "per la pace".
Dopo oltre due mesi di agonia in ospedale, oggi Monica è morta. È la prima vittima di quello che appare chiaramente come un attentato islamista.
Eppure, per lei non c’è stato alcun cordoglio istituzionale: nessun evento indetto dal sindaco, nessun corteo, nessuna manifestazione di piazza, nessuna attenzione mediatica.
Solo un silenzio assordante, durato due mesi interi, mentre lei lottava tra la vita e la morte.
Nessun giornale, nessun opinionista, nessun politico ha parlato dell'attentato e delle decine di Feriti. Staranno zitti anche davanti alla morte?
Come se questa vittima fosse più scomoda delle altre. Come se la sua morte pesasse meno.
Monica non era una semplice statistica, ma una persona con una vita, affetti e progetti bruscamente interrotti dal terrorismo assassino.
Se n’è andata nel silenzio generale.
Riposa in pace, Monica.
Noi non ti dimenticheremo.
Verità e giustizia per Monica.
Sotto potete vedere Massimo “mini Lepore” Mezzetti insieme a Wael Al-Dahdouh, giornalista di Hamas, e Stefania Ascari, deputata 5stelle, legata ad Hannoun, sotto indagine per terrorismo. La classe politica che governa in Emilia-Romagna e da che parte stanno
Avezzano, stupro in strada di una 16enne: il Gip convalida l’arresto ma rimette in libertà l’egiziano per mancanza di esigenze cautelari (fonte ANSA).
(L’Aquila) – Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avezzano ha convalidato l’arresto del 21enne di origine egiziana accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di una ragazza di 16 anni, ma ne ha disposto la rimessa in libertà perché non sono state ravvisate esigenze cautelari.
L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di giovedì 5 giugno nella zona nord di Avezzano, in via Massimiliano Kolbe, a pochi passi da un asilo nido. Secondo la ricostruzione, il giovane – residente a Tagliacozzo, incensurato, con regolare permesso di soggiorno e contratto di lavoro – avrebbe approfittato dello stato di alterazione alcolica della minorenne (in stato confusionale) per trascinarla in un’area isolata e abusarne.
Una residente, affacciata alla finestra, ha assistito alla scena, ha chiamato immediatamente i carabinieri e ha filmato parte dell’aggressione con il cellulare. Le immagini hanno fornito prove decisive: i militari sono intervenuti in flagranza, bloccando l’uomo e ponendo fine alla violenza. La 16enne, sotto shock, è stata soccorsa dal 118, trasportata in ospedale e poi dimessa.
L’udienza di convalida si è svolta nella mattinata di lunedì 8 giugno. Il 21enne, assistito dall’avvocato d’ufficio Antonello Santilli, ha risposto alle domande del giudice collaborando alla ricostruzione.
La difesa ha sottolineato che i due si conoscevano già e che non si tratterebbe di una “storia di immigrazione”.
Il Gip ha convalidato l’arresto ma, valutati gli atti, ha ritenuto non necessarie misure cautelari come la custodia in carcere.
L’indagato è quindi tornato libero in attesa del prosieguo delle indagini e del processo.
La Procura di Avezzano, guidata dal pm Maurizio Sgambati, continua le indagini per accertare tutti gli aspetti della vicenda. Il caso ha suscitato forte emozione e indignazione nella comunità locale, con commenti anche a livello nazionale. Il sindaco di Avezzano aveva invocato “pugno duro dello Stato” dopo l’arresto
#Avezzano #stupro #immigrazione #sicurezza #giudici #magistratura
A Genova fermano un irregolare che cammina in un parco del centro città. Sta trascinando il cadavere di un uomo legato mani e piedi. L’ha appena ucciso a bottigliate. L’assassino si chiama Camara Cissé, è senegalese, irregolare in Italia, con precedenti per rapina, furto, spaccio, ricettazione, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Praticamente nessuno ne parla. Come se ormai fosse normale. Come se ci fossimo abituati. E’ per questo che mi sento #fuoridalcoro A stasera per l’ultima puntata
I leoni da salotto predicano il rispetto e si ergono a paladini dei diritti delle minoranze, ma poi rasentano lo squallore con dichiarazioni inaccettabili sulle persone con disabilità.
Emanuel, 27 anni, affetto da SMA, dà una grande lezione a Massimo Giannini. Da ascoltare e diffondere.
Bologna, il sindaco Matteo Lepore, il cardinale Matteo Zuppi e Romano Prodi hanno presenziato all’iftar, pasto serale con cui si interrompe il digiuno quotidiano durante il ramadan.
Il diffamatore Marco Travaglio, nel giugno 2021: “Se vuoi sbaragliare le correnti devi fare una riforma costituzionale che sorteggia i membri del CSM”.
Lui: c’ha la faccia come il culo.
Voi: votate SÌ.
La giustizia in Italia funziona così
👉 Un bengalese che ha violentato una bimba di 10 anni, mettendola incinta, in un centro di accoglienza si è beccato 5 anni di reclusione perché il reato è stato riqualificato in “rapporti sessuali con minori”
👉 Un uomo italiano che ha sfiorato il sedere a una giornalista fuori dallo stadio è stato condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione
Questo è ciò che dicevano i leader del Fronte del NO fino a pochi anni fa...
Lo abbiamo detto e lo ribadiremo fino alla fine: la #SeparazionedelleCarriere non è una battaglia di destra o di sinistra. È una battaglia di civiltà!
#SìSepara