Escursionisti israeliani pacifici e democratici visitano i villaggi e le moschee della Cisgiordania, portando pace, amore e umanità.
Ma quelli del Tg1 e del Tg2 ancora non si sono andati a nascondere?
Seguo con apprensione il perdurare e l’inasprirsi della violenza in #TerraSanta, di cui ultimamente sono state vittime anche molti civili, in #Cisgiordania e a #Gaza. Rivolgo un accorato appello affinché si torni a negoziare un’equa soluzione politica, fondata sulla pari dignità e gli uguali diritti di ogni persona umana, e a rigettare nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo status quo dei luoghi santi di ogni fede religiosa.
Intanto nel campo di concentramento di Gaza, chiuso dal muro costruito dagli israeliani, in una delle principali zone residenziali di Gaza City, Al-Jalaa, Israele continua a bruciare vivi i palestinesi.
Solo fiamme, macerie e persone intrappolate.
#IsraeliGenocide#24luglio2026
Costruiscono il muro chiudendo i palestinesi tra le macere del 26% del territorio di Gaza e impediscono anche ai malati gravi di essere curati in Cisgiordania.
La Corte suprema israeliana ha respinto l’appello di 5 Ong per dare cure a 18.500 palestinesi.
Tra loro 4mila bambini.
Morti a Latina due operai in 24 ore: colti da malore per il caldo. I sindacati proclamano sciopero.
Non tutti i lavori sono uguali. E neanche le notizie sui media
Soltanto ieri Israele ha ucciso a #Gaza 12 palestinesi mentre l' esercito lavora per alzare un muro che rinchiuderà i sopravvissuti tra le macerie.
Il #genocidio continua e troppe bocche e troppi microfoni sono ancora chiusi.
Silenzio e ombra coprono i crimini israeliani.
Il fallimento dell'umanità in un'immagine.
Deir al-Balah, campo di sterminio di Gaza, Tayseer Obaid scava una buca nel terreno all'interno della tenda dove i suoi otto figli trascorreranno le notti.
Si affida alla terra come ultimo disperato tentativo di proteggere i bambini dalle bombe e dal fuoco delle mitragliatrici.
Un'immagine che i posteri vedranno sui libri di scuola, simbolo del popolo palestinese.
Un'immagine che racchiude tutta la tragedia di un popolo eroico che resiste e tutta la codardia razzista dei governi e dei media occidentali.
Un popolo di un milione e mezzo di esseri umani indifesi, senza diritti, ammassato dentro case di stoffa alla mercé dei suoi aguzzini.
Un popolo sottoposto a un costante sterminio da 1000 giorni e 78 anni.
Il popolo più solo al mondo, tradito dall'ONU, colpito dall'Occidente, pugnalato alla schiena dai regimi fantoccio arabi.
Esemplare quanto accaduto il 25 marzo 2024.
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU approva la risoluzione per il cessate il fuoco a Gaza.
La Resistenza palestinese libera tutti gli ostaggi con la promessa di una tregua.
A convincere i palestinesi ci pensano l'Egitto e il Qatar che garantiscono il rispetto della tregua da parte di Israele.
(Fare da garante a Israele è come fare entrare un cieco con una motosega in un negozio di bomboniere e assicurare il proprietario che non farà danni)
Dal 24 marzo 2024, Israele ha violato la tregua più di 4000 volte, ha ucciso 900 persone, ha spostato la linea gialla fino a rubare il 70% del territorio della Striscia di Gaza.
Ha violato tutto ciò che c'era da violare.
Dov'è l'ONU?
Dove sono i garanti Egitto e Qatar.
Dov'è al-Sisi?
Hanno annunciato una tregua allo sterminio, abbiamo visto una tregua mediatica.
Non smettete di parlare della Palestina.
A quattordici anni, da ieri, in Italia si presume che tu sappia perfettamente quello che fai.
Lo ha deciso il Consiglio dei ministri, lo ha annunciato Giorgia Meloni in un videomessaggio: "Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne".
Con la nuova norma, un ragazzo tra i 14 e i 18 anni viene considerato capace di comprendere le proprie azioni, salvo prova contraria.
Peccato che cinque giorni fa la stessa Giorgia Meloni, sul Corriere della Sera, parlando dell'omicida Mario Roggero si sia posta questa domanda: "Ma siamo sicuri che in quel momento fosse capace di intendere?".
Ragazzino di quattordici anni: capace di intendere e di volere fino a prova contraria.
Signore di settantadue anni che ammazza due persone: ma siamo sicuri che fosse capace di intendere?
Sublime.
Per gli adulti scelti da Giorgia funziona da sempre al contrario: si presume che siano tutti vittime. Delle toghe, dei giornalisti, dell’opposizione, della sfortuna, di Mercurio retrogrado.
Augusta Montaruli, condannata definitivamente per peculato, è rimasta tranquillamente deputata ed è stata promossa a vicepresidente in Commissione Vigilanza Rai.
Daniela Santanchè è stata difesa per anni, tra processi e indagini, fino a quando la situazione politica è diventata talmente imbarazzante che per staccarla dalla poltrona serviva il carro attrezzi. L'hanno piazzata in Commissione affari esteri.
Andrea Delmastro è stato protetto fino alle dimissioni e adesso la maggioranza ha persino impedito alla Procura di acquisire le sue chat con un ristoratore coinvolto in affari di mafia. Evidentemente “chi sbaglia deve rispondere” vale meno quando bisogna rispondere ai magistrati.
Mario Roggero è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi. Meloni ha definito la pena sproporzionata e ha rivendicato di aver personalmente spinto Nordio ad andare avanti con la pratica per la grazia.
Quindi il principio è chiarissimo.
A quattordici anni sei abbastanza grande per rispondere davanti a un giudice.
A cinquanta, con una poltrona e il numero di Giorgia in rubrica, diventi improvvisamente una creatura delicata: servono prudenza, comprensione, garantismo, scudi parlamentari e, quando capita, persino una grazia.
Con i ragazzini, pugno di ferro.
Con gli amici, guanto di velluto, crema idratante e servizio di protezione istituzionale.
Che meraviglia.
Oggi Israele ha ucciso 15 palestinesi.
Uno era suo cugino, ammazzato “non dal
primo colpo, dal secondo”, la specialità israeliana del “doppio tocco” per evitare che qualcuno possa salvarsi.
#IsraelTerroristEntity#IsraelEnemyOfHumanity#IsraeliNewNazism
Le immagini del fermo con esiti mortali di Abderrahim Fakir sono agghiaccianti e fanno tornare alla memoria altre manovre di immobilizzazione come quelle che costarono la vita a Riccardo Magherini nel 2014 e ad Andrea Soldi nel 2015: manovre che dovrebbero essere assolutamente evitate. Le immagini mostrano una terza persona non in divisa collaborare coi due agenti di polizia alla manovra d'immobilizzazione mentre gli operatori sanitari presenti non intervengono e lo fanno con circospezione persino quando Abderrahim Fakir è esanime. Auspichiamo che siano adottate tutte le iniziative per chiarire le circostanze di questo ennesimo caso di fermo mortale.
Non si può morire così. Abderrahim Fakir è stato ucciso durante un intervento della polizia. Come scrive la Rete NODDLSicurezza, "le forze di polizia, rese se possibile ancora più razziste e violente dal clima repressivo di questo governo e dai decreti sicurezza, uccidono ancora.
CAPITOLO PRIMO: IL MISFATTO
Nelle campagne intorno a #Gerico, la città più torrida di Palestina, i #coloni rubano l’acqua dei contadini #palestinesi per farne piscine.
Nulla di nuovo sotto il sole, non un buon motivo per smettere di parlarne
Con Ivo Bonato, ci siamo andati
“Non so se sarò capace di dirlo senza piangere: abbiamo appena trovato una fossa comune a Gaza con dentro 300 corpi, inclusi quelli di bambini piccoli giustiziati con entrambe le mani legate dietro la schiena.
E continuano a dire che l’esercito israeliano è l'esercito più morale
È sconvolgente vedere un uomo morire immobilizzato a terra da agenti della polizia dopo essere stato ammanettato.
Occorre chiarezza su ciò che è accaduto a Bologna. È necessario sapere che la polizia agisce nel pieno rispetto dello Stato di Diritto e non abusa della forza.
Tra le macerie di Gaza aveva trovato un modo semplice per restituire soprattutto ai bambini un po' di normalità: un maxischermo, una partita di calcio, novanta minuti in cui dimenticare il rumore delle bombe. Mohammad Al-Waheidi era un operatore umanitario che coordinava gli aiuti e aveva organizzato la proiezione delle partite del Mondiale negli accampamenti e tra gli edifici distrutti.
È stato ucciso in un bombardamento nel quartiere di Al-Sabra, a Gaza City. Con lui hanno perso la vita anche altre tre persone, tra cui due fratellini di 8 e 10 anni che stavano tornando a casa dopo aver giocato a pallone. La sua morte è avvenuta ad appena un'ora dall'inizio dell'ottavo di finale tra l'Egitto e l'Argentina, un match attesissimo dalla popolazione locale per via dei profondi legami storici, culturali e affettivi che uniscono la Striscia alla nazione egiziana. Mentre le piattaforme social venivano invase dai messaggi di cordoglio degli attivisti, la comunità palestinese ha sollevato una dura polemica contro l'assoluto silenzio istituzionale mantenuto dalla FIFA.
La storia di Mohammad ricorda che, anche nei luoghi più devastati dal conflitto, c'è chi prova ogni giorno a difendere la dignità, la speranza e l'infanzia. E che, a volte, basta uno schermo acceso per ricordare cosa significhi sentirsi vivi.
L'articolo completo qui: https://t.co/hD8OvY88RG
#Gaza #Palestina #DirittiUmani #Bambini #Sport #Mondiali2026 #Calcio #Pace #GreenMe #Palestina #operatoriumanitari #israele
"Hussam Abu Safiya sta morendo". È l'allarme lanciato da alcune ONG per il direttore dell'ospedale di Gaza catturato e detenuto da due anni nelle carceri israeliane.
#Tg3
Torturato, picchiato, tenuto in catene, arrestato dall'Idf il 27 dicembre 2024 senza un'accusa precisa. Le condizioni del dott. Hussam Abu Safiya, pediatra dell'ospedale Kamal Adwan di Beit Lahia, nella Striscia di Gaza, sono drammatiche.
Con Abu Safiya furono arrestate altre 350 persone tra personale medico e pazienti dell'ospedale e per la loro liberazione sono stati fatti molti appelli a livello internazionale.
Le immagini che lo ritraggono con i segni dei maltrattamenti hanno fatto il giro del mondo rendendolo uno dei simboli delle condizioni disumane in cui le autorità israeliane tengono i detenuti palestinesi.
Diverse organizzazioni per i diritti umani, oltre all'Onu, denunciano il trattamento degradante riservato ai prigionieri palestinesi rinchiusi nelle prigioni israeliane in base alla legge cosiddetta sui “combattenti illegali” che consente la detenzione a tempo indeterminato senza alcuna formale incriminazione.
È l'ennesimo orrore davanti al quale non possiamo restare in silenzio.
Ho presentato una interrogazione al ministro Tajani perché faccia pressione sul governo israeliano e si adoperi nelle sedi europee e internazionali per la liberazione immediata di Abu Safiya, di tutto il personale medico e sanitario detenuto e dei prigionieri politici palestinesi che si trovano nelle stesse deprecabili condizioni in violazione del rispetto dei loro diritti.
Il primo Papa statunitense della storta nel giorno dei 250 anni dell'indipendenza americana va a Lampedusa e prega per i migranti morti nel Mediterraneo e per quelli vivi e ricorda a #Trump “Gli immigrati hanno plasmato il futuro degli USA"
Leo, il bambino che ha trasformato il dolore in speranza.
Dieci anni fa, tra i migranti sbarcati a Lampedusa, c’era anche Leo, un bambino di appena un anno e mezzo. Sua madre, che lo aveva portato con sé durante la traversata, non sopravvisse al viaggio.
“Ora è in cielo”, racconta oggi, a undici anni. “Me la immagino come un angioletto che mi protegge.”
Dopo lo sbarco ricevette in regalo un pallone, un piccolo gesto di umanità che non ha mai dimenticato. In seguito fu adottato da una famiglia italiana, che gli ha dato la possibilità di costruire una nuova vita.
Oggi ama il calcio, sogna di diventare medico e vuole che la sua storia sia un messaggio di speranza per altri bambini. Durante la visita del Papa a Lampedusa ha consegnato una lettera e un pallone, simboli di pace e di futuro.
La sua storia ricorda che dietro ogni numero ci sono persone, sogni e vite. Solo quest’anno, lungo la rotta del Mediterraneo centrale, sono morte oltre 1.300 persone, tra cui decine di bambini.