Un vivace confronto con il rappresentante di Meta che cercava di spiegare come l'Europa dovrebbe assomigliare agli Stati Uniti di Trump per essere un posto più giusto più democratico.
Hackers claim they exploited Meta’s AI-powered support chatbot to gain access to a number of high-profile Instagram accounts by convincing the bot to change the email addresses linked to targeted profiles.
Terroristi russi massacrano innocenti mentre parlano di «pace»
🇺🇦Kyiv sotto attacco
💔Nella notte, un palazzo crolla sui civili che dormono: morti, decine di feriti -anche bambini
Fino a quando questi mostri potranno continuare a uccidere innocenti?
#Sumy
Scene raccapriccianti di distruzione.
Due droni Shahed hanno colpito deliberatamente un asilo nido
La Russia continua a prendere di mira i bambini: l'infanzia, l'innocenza💔
Questa è la vera faccia del “cessate il fuoco” russo.
#SlavaUkraïni 🇺🇦
Un video propagandistico diffuso in #Russia incoraggia i giovani a lavorare in una fabbrica di droni.
Promette alti salari per gli studenti, sottolineando il carattere patriottico di tale lavoro.
Cosa c'è di più patriottico che uccidere civili e bambini?
#HungaryElections
Mentre i seggi chiudono, i primi risultati fanno tremare Orbán.
L’uomo che si è venduto a Putin e ha tenuto l'Europa in ostaggio per anni rischia la sconfitta storica.
Era ora🔥
Budapest
✊I sostenitori di Péter Magyar già festeggiano
#Kyiv dopo un brutale attacco russo
-24 aprile 2025.
💔Una donna emerge dalle macerie: lo sguardo perso nel vuoto con l’orrore della guerra inciso sul viso.
🇺🇦La foto, di Mstyslav Chernov (Maloletka), ha appena vinto il #WorldPressPhoto 2026– Europa.
#SlavaUkraïni
**HONG KONG**
Jimmy Lai, fondatore del quotidiano pro-democrazia Apple Daily e uno dei simboli più importanti della resistenza di Hong Kong contro l'influenza di Pechino, è stato condannato a 20 anni di carcere. Di fatto una condanna a morte.
Lo hanno osservato per ore vomitare, contorcersi per il dolore, impazzire e infine soffocare.
Gli esperti di Regno Unito, Germania, Francia, Svezia e Paesi Bassi, dopo aver esaminato campioni biologici dell’oppositore russo Alexei Navalny, morto in carcere il 16 febbraio di due anni fa, hanno dichiarato che sono state trovate tracce di epibatidina, una potente neurotossina, e che non esistono motivazioni innocenti per le quali quella sostanza poteva essere nel suo corpo, visto che viene estratta da una rana freccia del Sud America (che certo non passava per caso quel giorno in un gulag in Siberia) e che servono grandi competenze chimiche per maneggiarla.
Si tratta di una sostanza che sovrastimola i recettori nicotinici, amplificando in modo incontrollato i segnali nervosi e mandando in crisi muscoli e sistema nervoso. I sintomi all’inizio sono quelli di una forte nausea e di una sudorazione intensa, cui segue uno stato di confusione acuta ed agitazione neurologica. Poco dopo arrivano spasmi muscolari e convulsioni ed un rallentamento del battito cardiaco. A quel punto subentra una crescente difficoltà respiratoria fino alla totale paralisi dei muscoli respiratori, che inevitabilmente porta alla morte per soffocamento. Se somministrata nelle dosi giuste l’agonia è estremamente dolorosa, può durare diverse ore e, a differenza di quello che accadrebbe con potenti sedativi ed oppioidi, il soggetto avvelenato può restare cosciente e consapevole fino all’ultimo istante.
Mi scuso per i dettagli crudi, ma è bene che siano tutti consapevoli di quali metodi utilizzi Vladimir Putin con gli si oppone. Leggeteli ad alta voce ai tanti “pacifisti”, secondo i quali, “insomma, qualche concessione l’Ucraina la deve pur fare”, parlando di territori come se fossero distese vuote e disinteressandosi completamente della sorte dei milioni di donne, uomini e bambini che ci vivono.
Quello russo è un regime mafioso, malato e assassino, che ha scelto la strada della sopraffazione e dell’oppressione, che ha trasformato la morte in dottrina di Stato e la tortura in scienza. Il mito delle colpe dell’Occidente, davanti a queste evidenze, ha senso solo per gli imbecilli e i collaborazionisti.
La Russia perderà questa guerra e non c’è alternativa ad una condanna che la costringa a pagare per ogni singola malefatta. Di certo non potrà tenere un solo centimetro di terra non sua. Perché questo gigantesco paese, incapace di coesistere pacificamente col prossimo, nato da terre rubate in mille anni di guerre e che continua a volerne rubare, ancor più nel quarto di secolo di potere di Putin, ha sempre rispettato lo schema ineludibile secondo cui non esiste un solo criminale che, dopo essere stato premiato per i propri crimini, non senta il desiderio di compierne di peggiori.