La cultura nell'era meloniana è quella che nega finanziamenti per un documentario su Giulio Regeni ma li accorda a una docuserie su Rita De Crescenzo.
Questa gente deve tornare nelle fogne.
non era vergine
sapeva cosa sarebbe accaduto se si fosse appartata
non ha posto resistenza
poteva aprire la portiera e scappare
tutto, tranne la cosa più semplice:
se io non voglio, tu non puoi
#macerata#stupro#medioevo
Angela Carini e le altre atlete della nazionale di pugilato litigano per la faccenda delle Olimpiadi, si accusano a vicenda di scarso spirito di squadra.
È una storia molto incasinata, ma si può ancora risolvere trasformandola in un grande evento sportivo.
Discutetene sul ring.
Col nuovo #CodicedellaStrada chi viaggia molto per lavoro vivrà in uno stato di terrore perenne. Basterà una piccola infrazione, con limiti spesso impossibili da rispettare, per incorre in sanzioni sproporzionate, che possono portare una famiglia in serie difficoltà economiche.
Borges diceva: "Ho sempre immaginato che il paradiso fosse una sorta di biblioteca."
La Biblioteca dell'Abbazia di San Gallo è la prova che il paradiso esiste.
https://t.co/vgv5zVvf5Y
“Noi ci aspettiamo dal Pd lo stesso atteggiamento che nel 2019 Fratelli d’Italia ha avuto nei confronti di Paolo Gentiloni. E quindi mi auguro che vogliano, e possano, convincere la propria famiglia politica, i Socialisti, a promuovere Fitto in audizione. Se così non fosse, sarebbe un’occasione persa per l’Italia”. Le parole di Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia a Bruxelles fanno il paio con quelle della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che a Cinque minuti su Rai1 il 17 settembre ha detto: “Raffaele Fitto, esponente al Parlamento europeo di Fratelli d’Italia, all’opposizione dell’allora governo di centrosinistra, votò Paolo Gentiloni”. Ma è vero? Ovviamente no.
La destra italiana sembra avere la memoria corta. O forse, più probabilmente, spera che siano gli elettori ad averla. Perché la realtà dei fatti, come ricostruito da Pagella Politica, racconta una storia ben diversa da quella che Meloni e compagni stanno cercando di vendere.
Riavvolgiamo il nastro al settembre 2019. Gentiloni viene nominato commissario europeo dal governo Conte bis. La reazione di Fratelli d’Italia? Un secco “Gentiloni? No grazie” sui social, accompagnato da critiche feroci. Lo stesso Fitto, allora eurodeputato di FdI, definì la nomina “l’ultimo frutto avvelenato del patto delle poltrone tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico”. Non proprio un caloroso benvenuto.
Il processo di nomina di un commissario europeo è complesso e prevede diversi passaggi. C’è l’audizione davanti alla commissione parlamentare competente, dove effettivamente il coordinatore del gruppo Ecr (di cui fa parte FdI) non si oppose formalmente alla nomina. Ma attenzione: questo non equivale a un voto favorevole.
Il momento della verità arrivò il 27 novembre 2019, quando il Parlamento europeo votò per approvare l’intera Commissione von der Leyen, Gentiloni incluso. E qui le bugie hanno le gambe cortissime. I registri del Parlamento europeo parlano chiaro: tutti gli eurodeputati di Fratelli d’Italia, Fitto compreso, votarono contro. Sì, avete letto bene: contro. Quindi, ricapitolando: FdI ha criticato aspramente la nomina di Gentiloni, ha espresso perplessità durante tutto il processo e alla fine ha votato contro la sua nomina. Ma oggi dicono di averlo sostenuto.
Ma perché adesso raccontano un versione diversa? La risposta è semplice: ora che il gioco si è invertito, con Fitto candidato commissario, FdI spera di poter ricattare moralmente l’opposizione. “Noi siamo stati leali con voi, ora tocca a voi esserlo con noi”, sembrano dire. Peccato che il ragionamento crolli dalle fondamenta.
La verità è che la destra italiana sta giocando una partita pericolosa. Non solo travisa i fatti, facilmente verificabili, ma cerca di manipolare il processo democratico europeo chiedendo all’opposizione di sostenere Fitto non per merito, non per competenza, ma per una presunta reciprocità che non è mai esistita.
E c’è di più. Questo atteggiamento rivela una visione miope e provinciale della politica europea. FdI sembra vedere le nomine dei commissari come una sorta di scambio di favori tra partiti nazionali, mettendo in secondo piano l’importanza di avere figure competenti e indipendenti alla guida delle istituzioni europee.
Ma forse la cosa più preoccupante è il disprezzo per la verità piegata agli interessi politici. In un’epoca in cui la disinformazione è già un problema enorme, vedere un partito di governo distorcere così apertamente la realtà è inquietante. Persino su fatti così facilmente verificabili.
(il mio pezzo per @LaNotiziaTweet)
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"Non voglio che sul mio conto finiscano soldi intrisi di sangue.
Ho rifiutato l'offerta del Maccabi Haifa, non rappresenterò un Paese che uccide innocenti.
Anche mi offrissero 500 milioni non li accetterei”
Il calciatore norvegese Ole Saeter ha rifiutato di giocare in Israele.
E se vi dicessi che @UltimaGenerazi1 aveva ragione?
Si sta per costruire una pista da bob per le olimpiadi invernali che costerà 124 milioni. Costerà 694.000 € all'anno per la refrigerazione, avrà la necessità di un pelievo idrico di 3000 metri cubi di acqua e per far spazio al tracciato si sacrificheranno 25.000mq di lariceto con l'abbattimento di 500 grandi larici. E se vi dicessi che la pista realizzata a Cesana Torinese costruita per le olimpiadi di Torino del 2006 è stata abbandonata subito dopo per gli alti costi? Impianto costato 110 milioni di euro. La domanda sorge spontanea: è indispensabile costruirne un'altra a Cortina? Ebbene il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha detto no ma gli ottusangoli del Comitato promotore di Milano-Cortina 2026 hanno risposto che la pista da bob la fanno comunque. Non importa che ci sia già stato l'esempio di Cesana, non importa che in tutta Italia ci siano soltanto una trentina di atleti a praticare questo sport. E non importa neanche che i bandi sono andati deserti e si procederà per trattativa privata. Bisogna spendere per forza "ad cazzum" i soldi degli italiani e fare un altro disastro ambientale, come se non bastassero i cambiamenti climatici in atto e il consumo di suolo che avanza come se non ci fosse un domani. E se vi dicessi che a 160 km c'è già un'altra pista da bob a Innsbruck e che il sindaco ha dato la disponibilità ad ospitare le gare di bob? E se poi vi dicessi che il costo per l'adeguamento sarebbe di 27 milioni ma che il primo cittadino di Innsbruck george Willi chiede un contributo di soli 15 milioni? 0 alberi abbattuti, 0 impatto ambientale e 110 milioni risparmiati. Bisogna davvero essere ottusi, ciechi sordi, incapaci e con manie di grandezza, dei geni del male per perseverare in questo piano diabolico. Soldi degli italiani buttati dalla finestra per distruggere l'ambiente. Da denuncia. Se abitassimo in un paese civile, con un governo lungimirante, con una visione del futuro una tale opera non sarebbe neanche presa in considerazione..ma abitiamo in una repubblica delle banane. Rivotateli mi raccomando. #cambiamentoclimatico
#Trump: "Dio vuole che io sia presidente".
Donald, vecchio mio, l'hai già detta questa. Dì qualcosa di nuovo, balla, fai un numero di magia, che il pubblico si annoia.