@LucaBizzarri Al di là della sentenza , ma dopo aver rovinato la vita di un uomo che a differenza del ladro stava LAVORANDO, questo deve anche risarcire la famiglia del "povero ladro " con 500.000€? Oltre al danno la beffa....mi pare troppo eh.
@elliotout@LcastC51478@En3rix Il tuo Dio ha venduto chalanoglu Donnarumma kessie e romagnoli ( un capitale di 150 milioni di euro) a ZERO, non è entrato un soldo bucato, poi è andato da cardinale a chiedere i soldi per il mercato.....ha davvero fatto così male a mandarlo a cagare? Dimmi te.
@AConan_Doyle@GimlilInterista@Rossonerosemper Difesa a 4 con quali terzini? Per altro quando allegri è passato al 4-3-3 il Milan ha sempre giocato malissimo....insisto col dire che senza modric quello non è un centrocampo ma una tonnara
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@En3rix Nessuno ti obbliga eh, puoi pure trovare un lavoro dove fatichi 8 ore al giorno, ma almeno sei rispettato, perché il 90% che commenta ti insulta, e poi permettimi di dire che sembri un 40 enne e dovresti tenere di più alla tua salute.... perché i soldi non te la possono comprare.
@AlfredoPedulla Rocchi peggio di un politico, mai una volta che si prenda le colpe, ma non c'è nessuno che lo manda via? È palesemente inadeguato per il ruolo
@FMaria_Corona Beh no questo è troppo, l' avvocato non ha insultato nessuno ed ha usato un linguaggio consono, capisco l'esuberanza di Corona , ma l' avvocato non ha detto nulla che giustifica la chiusura del profilo
Ma Sky Sport che caccia due stagisti per un'esultanza fuori onda è la stessa tv che fu sponsor della Juve e suo house organ ai tempi di CR7, la stessa tv che licenziò Adani, quella di Marocchi, Massimo Mauro e Ilaria D'Amico?
Quanta ipocrisia dietro il licenziamento dei due giovani aspiranti giornalisti: il direttore Ferri chiede alla redazione sobrietà e imparzialità dimenticando decenni di narrazione genuflessa pro Juventus con momenti fantozziani come il sondaggio che decretò Del Piero miglior numero 10 della storia del calcio davanti a Maradona e Pelè e tre anni di racconti alla melassa su Cristiano Ronaldo, le sue meches, il suo gatto
Domenica 2 novembre, Sky Sport, ore 14:25. Mentre il conduttore del notiziario vede sul suo monitor l’Inter segnare il gol del 2-1 con cui i nerazzurri in pieno recupero vincono a Verona e ne dà notizia in diretta, nello studio alle sue spalle si intravedono le sagome di due persone, evidentemente tifosi dell’Inter, che esultano e si abbracciano in segno di giubilo. Si saprà poi trattarsi di due giovani stagisti; due giovani stagisti che il direttore di Sky Sport Federico Ferri ha licenziato su due piedi spedendo poi alla redazione un’accorata lettera aperta che qui di seguito, interamente e integralmente, riporto.
“Cari colleghi, oggi la redazione si è resa protagonista di una scena indegna della nostra professione e del prestigio e della serietà che contraddistinguono e devono contraddistinguere Sky Sport. Dico “la redazione”, ovvero tutti noi, perché per la gente fuori di qui non ci sono i singoli responsabili, ma c’è Sky Sport, punto. E quando uno di noi si rende protagonista di una brutta figura, la facciamo tutti. Esultare per il gol di una squadra, qualsiasi essa sia, in qualsiasi partita, e mettere in scena baracconate da bar o da stadio (purtroppo vale anche per le tribune stampa, ma questo è un altro discorso), è inaccettabile sempre, a maggior ragione se la scena finisce in onda. I responsabili sono stati individuati e saranno puniti, ma quello che più mi preme non è penalizzare dei ragazzi, peraltro non appartenenti alla redazione (ma qui torniamo al tema al quale ho accennato prima), ma è fare capire a tutti che il calcio – soprattutto in epoca social, nostro malgrado – è una materia delicata e la terzietà, l’imparzialità, la sobrietà, la professionalità, sono elementi imprescindibili per una testata giornalistica, in tutte le sue forme. E tutti noi dobbiamo essere consapevoli della responsabilità del ruolo che ricopriamo e del marchio che rappresentiamo.
Allargo dunque il discorso ai vostri profili personali sui social network. A come vi comportate allo stadio con l’accredito di Sky e sotto la mia responsabilità, dunque, quando siete inviati o semplici spettatori (chiedere una foto o una maglia a un giocatore non fa parte del nostro mestiere, ad esempio, secondo il mio parere, perché non siamo fan ma giornalisti), o ancor di più ovviamente quando andate in onda. La verità è che quei malcapitati ragazzi non sono gli unici. E io mi sono stufato. Non voglio nemmeno più mettermi a dettare regole o discutere ulteriormente su questo aspetto, come ho fatto in passato. Chi fa il tifoso, chi dimostra di non essere imparziale o di dare giudizi in qualche modo condizionati anche solo da simpatie o antipatie, o da qualsiasi pregiudizio, e in generale chi non si comporta in modo da onorare la nostra professione e Sky Sport, verrà giudicato editorialmente inadatto a ricoprire il ruolo di inviato, o ad andare in onda, o ad avere responsabilità in redazione. L’ho sempre fatto, come sapete, ma ora mi impegnerò a farlo ancora di più. Vediamo se così entra nella testa di tutti”.
Ebbene. Ho lavorato per quasi 30 anni a Mediaset - con la qualifica prima di caposervizio e poi di caporedattore - come ideatore, autore e curatore di tanti programmi sportivi (Calciomania, L’Appello del Martedì, Controcampo, Guida al Campionato, la Tribù del Calcio): conosco quindi bene il mondo delle tv sportive e so di cosa parlo. So ad esempio che ai tempi di Controcampo, in accordo con Sandro Piccinini, che del programma era anche ottimo conduttore, andammo un giorno dal direttore Ettore Rognoni a chiedergli di interrompere e troncare l’usanza di avere come inviati fissi al seguito delle grandi squadre giornalisti tifosi di quelle stesse squadre. Come già ebbi modo di raccontare in un mio precedente articolo, la redazione sportiva di Mediaset aveva ai tempi Carlo Pellegatti inviato fisso sul Milan, Gianni Balzarini inviato fisso sulla Juventus e Antonio Bartolomucci inviato fisso sull’Inter. Colleghi bravissimi, sia chiaro, ma che essendo e apparendo tifosi dei club di cui erano al seguito erano i meno indicati - a nostro parere - a informare e riferire sui fatti & misfatti delle squadre per cui palpitavano. La nostra proposta creò a Ettore Rognoni notevole imbarazzo: ma venne accettata e quindi - nel corso di un breve incontro redazionale appositamente convocato -, la decisione venne comunicata ai diretti interessati e a tutta la redazione. Ci fu chi la prese malissimo andando quasi in crisi esistenziale. E a dire il vero, e per la cronaca: dopo pochi mesi tutto tornò come prima. Troppo forti le resistenze trovate; troppo comodo (per Mediaset nel suo rapporto con Milan, Juventus e Inter e viceversa) tornare a viaggiare sui binari conosciuti che mettevano tutti al riparo da eventuali, possibili, spiacevoli scossoni. Per dire le cose come stanno: per Sandro Piccinini e il sottoscritto quella fu una vittoria di Pirro.
Perchè ho raccontato questo? L’ho fatto per ribadire che le dinamiche e i modi di funzionare delle redazioni sportive sia nei giornali che nelle tv mi sono perfettamente chiari. Gigli immacolati non ce ne sono: e anche quando ti metti di impegno e sei convinto di averne trovato uno, te lo ritrovi appassito in mano il giorno dopo.
Detto questo, vorrei tornare alle prime righe della lettera aperta spedita ieri dal direttore Federico Ferri alla redazione di Sky Sport dopo l’episodio dei due stagisti sorpresi in un imprevisto fuori onda ad abbracciarsi dopo un gol segnato dall’Inter: “Oggi - ha scritto il direttore - la redazione si è resa protagonista di una scena indegna della nostra professione e del prestigio e della serietà che contraddistinguono e devono contraddistinguere Sky Sport”. Domando: siamo sicuri che sia l’esultanza di due giovani stagisti sorpresi in un inatteso fuori onda a minare “il prestigio e la serietà” della testata Sky Sport? Siamo sicuri che due sagome indistinte scorte per due secondi a esultare alle spalle del conduttore di un notiziario mettano in discussione “la terzietà, l’imparzialità, la sobrietà, la professionalità” di Sky Sport, cioè gli “elementi imprescindibili per una testata giornalistica in tutte le sue forme”? Siamo sicuri che nulla di più riprovevole sia mai successo a Sky Sport prima dell’avvento dei due poveri stagisti tifosi dell’Inter? A me non pare.
A Federico Ferri, che di Sky Sport è direttore dal gennaio 2017 (fra poco soffierà quindi su una torta con 9 candeline), e che è un’ottima persona e un collega stimabile (lo penso davvero) domando:
Ricorda quando Sky Sport - correva l’anno, anzi la stagione 2004-05 - fu addirittura sponsor di maglia della Juventus? E tutte le stagioni in cui figurò tra i partner ufficiali del club bianconero esattamente come avviene oggi per DAZN?
Ricorda gli anni di telecronache (e di trasmissioni) trascorsi con Massimo Mauro, ex juventino e compagno di golf di Andrea Agnelli al circolo “I Roveri”, impiegato come seconda voce non esattamente terza e imparziale?
Ricorda gli anni di telecronache (e di trasmissioni), a dire il vero tuttora in corso, con Giancarlo Marocchi, ex juventino, impegnato come seconda voce non esattamente sobria, equidistante e imparziale?
Ricorda gli anni di trasmissioni condotte da Ilaria D’Amico, compagna e poi moglie di Gigi Buffon, che sembravano tanti episodi della serie “Casa Buffon”, programmi in cui la conduttrice parlando del club bianconero, bella come il sole non si faceva problemi a dire “noi della Juve”?
Ricorda quando Sky Sport lanciò il sondaggio per decretare qual era stato il migliore n. 10 della storia del calcio e il risultato fu che dopo aver battuto Maradona in semifinale (59-41) e Pelè in finale (63-73) trionfò Alessandro Del Piero della Juventus?
Ricorda quando non più tardi di quattro anni fa Sky Sport licenziò a sorpresa l’opinionista Adani, certo non il più scarso del lotto, reo di essersi mostrato critico sul lavoro compiuto dall’allenatore Allegri della Juventus con cui si era scontrato in tv?
Ricorda i tre anni di Cristiano Ronaldo alla Juventus, dal 2018-19 al 2020-21, quando Sky Sport si fece capofila e apripista della imbarazzante, zuccherosa, servile narrazione delle gesta del campione portoghese con sprezzo del ridicolo e del tutto dimentica del valore del minimo decoro deontologico?
A questo atteggiamento fantozzianamente genuflesso e a questa narrazione in stile Istituto Luce di Sky Sport ai tempi di CR7 dedicai un intero capitolo, intitolato “Una volta era Sky, ora è Juve Channel”, del mio libro “Cristiano Ronaldo nel Paese degli Agnelli”. Se Federico Ferri avesse voglia di leggerlo e rinfrescarsi la memoria, per poi magari prendere il telefono, chiamare i due stagisti licenziati, chiedere loro scusa e farli tornare in redazione, ne trova qui di seguito uno stralcio.
UNA VOLTA ERA SKY, ORA È JUVE CHANNEL
In casa Juventus l’anno I dell’era CR7 si avvia verso una conclusione che definire malinconica, oltre che imprevista, è dire poco. L’Istituto Luce è attonito: i media italici, che per dieci mesi non hanno fatto altro che cantare le gesta di CR7 accompagnandole con vaticini di trionfi e primati in serie, non sanno più dove sbattere la testa. Fra le tv, il motore che più rumorosamente batte in testa dando vita a sinistre dissonanze è quello di Sky, che figurando tra gli sponsor ufficiali del club di Andrea Agnelli (cose che succedono solo nel Belpaese), con la grancassa ci aveva dato dentro a più non posso. Dal giorno in cui CR7 ha messo piede sul suolo italico, Sky ha seguito le mosse dell’asso portoghese con una morbosità sconfinante nel feticismo. Dal sondaggio “Meglio Pelè o CR7?” allo strillo “CR7 fa andare in fiamme la cyclette” a proposito di una normale seduta d’allenamento domestica cui non è permesso assistere ad anima viva (Georgina esclusa), Sky ha scelto di raccontare il Ronaldo bianconero come il superuomo protagonista di inverosimili prodezze, di inauditi record, di inenarrabili (se non impossibili) gesta. Non ci è naturalmente possibile dar conto di tutte le parole spese su CR7 via etere nei millanta programmi televisivi; ma una veloce immersione nel sito di Sky Sport dall’estate del 2018 a oggi è sufficiente a dare l’idea del tipo di narrazione che la pay tv partner juventina ha deciso di adottare. Trovare un aggettivo per definirla è impresa titanica e l’Accademia della Crusca ce lo contesterà, ma noi non siamo stati capaci di trovarne uno più calzante: azzerbinata.
AGOSTO 2018. L’attesa della prima partitella di CR7 nella Juventus viene a accompagnata da un count down-video manco stessimo aspettando di vedere il primo passo dell’uomo sul pianeta Marte. La partita è Juve A-Juve B a Villar Perosa; non ci sono nemmeno arbitri e guardalinee ma per Sky Sport il debutto di CR7 in bianconero è un evento paragonabile alla nascita del Messia a Betlemme. Per un tempo che pare interminabile la tv tiene in sovrimpressione, in basso a sinistra sullo schermo, il conto alla rovescia che ci separa dal fischio d’inizio della partitella: 23 ore, 12 minuti, 45 secondi… 17 ore, 51 minuti, 03 secondi… 6 ore, 30 minuti, 49 secondi… Dopo Neil Armstrong che sbarca sulla luna (20 luglio 1969), ecco Cristiano Ronaldo che sbuca in mutande sul prato di casa Agnelli. Succede il 12 agosto 2018. Come si dice in questi casi: “Houston, abbiamo un problema…”.
SETTEMBRE 2018. Dopo le prime tre partite in serie A in cui CR7 è andato desolatamente in bianco, il portoghese segna i suoi primi due gol in un match di difficoltà non proprio memorabile, Juventus-Sassuolo 2-1 (per l’appunto, una sorta di Juve A-Juve B) e Fabio Caressa, il telecronista principe di Sky, in preda a un’incontenibile euforia che contagia anche la sua ospite in studio, nientemeno che donna Ilaria D’Amico in Buffon, dichiara testualmente: “La notizia vera secondo me è che ha fatto gol Cristiano Ronaldo allo Juventus Stadium e hanno esultato i tifosi dell’Udinese a Udine (pensate il superpotere: far gol per il tuo club in un angolo del mondo e mandare in delirio i tifosi di un altro club in un altro angolo del mondo, n.d.r.): cioè vuol dire che questo giocatore è planetario”. Caressa a dire il vero dice “platenario”, ma l’esaltazione gioca brutti scherzi e insomma, ci siamo capiti lo stesso.
OTTOBRE 2018. In una foto sul sito di Sky Sport si vede CR7 in posizione supina, con indosso solo un paio di mutande blu griffate Cristiano Ronaldo, in un letto di palline di polistirolo e in una posa che si presume sexy. Il titolo annuncia: “CR7 diventa il più seguito al mondo su Instagram: superata Selena Gomez”. Per lo più, i record che Ronaldo stabilirà nella Juventus saranno di questo tipo: niente a che vedere col calcio. I tifosi di Madama però non lo sanno e per il momento, proprio come Caressa che va in brodo di giuggiole per i gol di CR7 in Juventus-Sassuolo che provocano deliri di folla a Udine, paiono entusiasmarsi.
NOVEMBRE 2018. Anche se è difficile crederlo, il giorno 8 il sito di Sky Sport esce con questa notizia: “Cristiano Ronaldo, la famiglia si allarga: Georgina presenta il nuovo gatto”.
Non viene rivelato il colore del fiocco appeso alla porta di casa, ma per il resto il report è dettagliato il giusto. “Continua ad allargarsi la già numerosa famiglia di Cristiano Ronaldo. Il nuovo arrivato è un gatto Sphynx, che costa dai 1500 ai 3000 euro, e a presentarlo ai fans di Instagram è stata Georgina che ha postato una foto che ritrae lo stesso gatto (pensavamo quello di Mandzukic, n.d.r.). ‘Buongiorno con allegria’ ”. Per la cronaca: si tratta del felino che nella giornata mondiale del gatto la Gazzetta dello Sport definirà “il gatto più famoso del mondo” con buona pace di Silvestro e di Felix the cat, detronizzati dall’ennesimo superpotere di CR7 evidentemente trasmissibile anche al felino di casa. Sempre per la cronaca: il post sul gatto Sphynx di CR7 supera per like il post sul cane di Dybala proposto da https://t.co/FHQO2Mz71y (“Il cane di Dybala combina un disastro in giardino. Ma quello sguardo languido…”) che pure, come avrete notato dal titolo, valeva da solo il prezzo del biglietto.
FEBBRAIO 2019. Il giorno 5 Ronaldo compie 34 anni e il sito di Sky Sport gli fa gli auguri così: “Potente come una Ferrari (forse dire Mercedes sarebbe stato meglio, n.d.r.). Si eleva come LeBron (qui non sono riusciti a trovare l’aggettivo, sarà per un’altra volta, n.d.r.). Veloce come Bolt. Questo è CR7. Auguri @Cristiano”. Un capolavoro di misura al cui confronto l’inno a Goldrake, “Mille armi tu hai / non arrenderti mai / perchè il bene tu sei / sei con noi” impallidisce.
APRILE 2019. Il giorno 10, in occasione del match d’andata dei quarti di finale di Champions Ajax-Juventus, pensando di fare cosa gradita ai tifosi bianconeri il sito di Sky Sport se ne esce con questo annuncio: “Ajax-Juventus, Cristiano Ronaldo sfoggia le meches bionde delle grandi occasioni”.
E racconta: “L’attaccante portoghese ha cambiato il proprio look dando un tocco di colore ai suoi capelli, come aveva già fatto in passato prima di sfide decisive. Ronaldo si è presentato all’Amsterdam Arena con le meches bionde. Probabilmente una scelta scaramantica, di sicuro non inedita visto che anche i tifosi del Real Madrid ricordano bene questo look. In passato, la decisione di schiarirsi i capelli è quasi sempre coincisa con partite di cruciale importanza. Quasi un segnale come a dire: ora si fa sul serio. Anche questa volta potrebbe quindi essere lo stesso. I tifosi bianconeri ci sperano, quelli olandesi cominciano a nutrire qualche legittima preoccupazione”. Avviso urgente: non ci stiamo burlando di voi, queste cose le hanno scritto davvero. Sul loro sito. Il sito ufficiale. Come hanno scritto davvero, alla vigilia del ferale match di ritorno, l’articolo intitolato “Trono di spade 8: se i personaggi fossero gli juventini dell’8° scudetto”, con CR7 che diventa Jon Snow (“Chi se non Cristiano Ronaldo può essere paragonato al leader di Grande Inverno? Tutti lo rispettano, non sbaglia un colpo e non si tira mai indietro”) e Max Allegri che diventa Net Stark (“Chi pronuncia la sentenza deve essere colui che cala la spada”. Un motto che sembra una frase uscita da una conferenza stampa di Allegri”). Peccato che la spada sarebbe calata poi, per due volte, sul capo dello stesso Allegri prima sbattuto fuori dall’Europa per mano dell’Ajax e poi dalla Juventus per mano del presidente Agnelli.
Morale della favola: se anche voi pensate che i due stagisti licenziati da Sky Sport non abbiano fatto, in confronto alla loro emittente, nulla di male e meritino una seconda occasione, retwittate e fate girare questo post. Farete un’opera buona. Perchè, parafrasando il titolo di quel famoso film, “Non si uccidono così nemmeno i cavalli”.
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