Mercato 2025/26: la folle giostra del Milan targato RedBird. Tantissimo Player Trading ma senza un filo logico: quello che, invece, mi sarei aspettato da Tare.
La mia opinione su questa intensa sessione di trasferimenti: commenti aperti fino a quando le risposte si manterranno civili. Thread molto lungo, buona lettura per chi vorrà.
A un mercato in uscita da Oscar, il migliore della storia di questo club come numeri e capacità di recuperare risorse anche per coprire i mancati incassi UEFA, fa purtroppo da contraltare un mercato in entrata da "Razzie Awards" caratterizzato da confusione e improvvisazione.
Sono stati comprati i due giocatori più costosi di tutto il torneo, Jashari e Nkunku, circa 70 milioni in due. Il tifoso distratto direbbe: "tanta roba". Nkunku, peraltro, di 28 anni e con uno stipendio pesante. Non erano stati mai spesi tutti questi soldi per un giocatore già pronto e che probabilmente non rivenderemo mai a cifre più alte. Idem Rabiot. Segno che, forse, qualcosa in questo senso sta cambiando. Bene ma non benissimo: chi scrive, infatti, avrebbe preferito eccezioni anche in difesa. La distribuzione delle risorse è uno dei punti dolenti: a parte Rabiot, l'unica richiesta esplicita del mister che è stata assecondata, non si è seguito uno spartito ma semplicemente si sono colte le migliori opportunità che offriva il mercato.
In uscita abbiamo visto finalmente le abilità tipiche dei mercanti del Suk, capaci di estrarre ricchezza dagli articoli più improbabili o da semplice merce di bigiotteria. La società, grazie anche alla collaborazione di intermediari, è stata in grado non solo di coprire le necessità legate ai mancati introiti CL nel corso di questa stagione ma, potenzialmente, ha già generato tantissima altra cassa per la prossima stagione (dipenderà dai riscatti dei giocatori ceduti in prestito con diritto). Molti tifosi avversari hanno detto: "ma come fanno?". Ce lo stiamo chiedendo anche noi.
Attenzione: non cambio idea sul fatto che sia rischioso affidarsi al player trading come parte importante dei ricavi. Sarebbe meglio aumentare gli introiti certi e non instabili, ad esempio quelli commerciali o da sponsor correlati. Ma in mancanza di tutto ciò... e in considerazione del fatto che non si vuole intaccare il patrimonio netto, né fare aumenti di capitale... produrre denaro con la gestione dei calciatori rappresenta l'unica alternativa. Di questo ne sono amaramente consapevole. This is RedBird, baby.
Passiamo alle note dolenti: il mercato in entrata. Presi tre registi dei quali solo uno titolare, assecondate parzialmente le richieste del mister solo negli ultimi giorni e ultimissime ore di mercato. Comprato Rabiot ma non il difensore esperto e manca pure l'altra punta. Obiettivi e strategie di mercato continuamente cambiati, segno che con l'allenatore non c'è stata la necessaria chiarezza e al momento non vi è la giusta sintonia. L'impressione è che con questa società non si possa programmare un mercato in base a idee tattiche predefinite: arriva quello che offre il mercato, poi tu allenatore devi adeguarti. Non farmi la lista della spesa: io vado al mercato, compro quello che posso e poi tu mi devi preparare la cena. Chiaro?
Il risultato è una rosa numericamente fin troppo tirata, con una difesa raffazzonata e qualche ragazzo di talento che dovrà crescere senza nessun leader. In generale un reparto con un QI calcistico bassissimo e che, probabilmente, necessiterà di interventi correttivi già nel mercato di gennaio (qualcuno brama una Last Dance di Thiago Silva) e, ancora di più, in quello estivo del 2026 dove - salvo altre rivoluzioni - andrà rifatto un intero reparto, quello difensivo, e comprata finalmente una punta da Milan. Le grandi carenze di questo mercato in entrata.
Dopo aver steso un inevitabile velo pietoso sulla difesa, passiamo oltre: il centrocampo è molto forte, a mio avviso come non vedevamo da anni. Fofana-Modric-Rabiot (Jashari-Ricci-Loftus le alternative, sperando che Ardon possa diventare titolare al posto di Fofana) è tanta roba e la loro capacità di palleggio, nonché di fare filtro, sarà decisiva vista la scarsa qualità dei compagni alle loro spalle. Per finire un attacco male assortito ma comunque molto forte con grandi individualità e capacità di creare superiorità numerica. Potremo qualificarci per la prossima CL se la bravura di Allegri riuscirà a colmare le lacune tutt'ora presenti in rosa.
Giudizio su Tare molto negativo, non solo perché a livello comunicativo ha combinato disastri, ma soprattutto perchè il suo innesto avrebbe dovuto portare chiarezza e capacità di costruire un mercato logico e senza patemi, vista la stagione purtroppo senza coppe. Non abbiamo visto nulla di tutto ciò. Se ha fallito Tare non è detto falliranno tutti quelli che verranno inseriti nel comitato tecnico. Ma il precedente non è affatto positivo: districarsi nel tritacarne di fogli excel e rigidi paletti di bilancio, non è affatto roba da tutti. Il gigante albanese ne è uscito malconcio, vedremo cosa combinerà nelle prossime sessioni (ha firmato un biennale con opzione per il terzo anno).
L'auspicio è che, dopo aver imparato a vendere, nel 2026 inizieremo anche a comprare seguendo un filo logico e con le tempistiche giuste. Come ho sempre detto, non è sufficiente fare player trading e, quindi, produrre un costante flusso di denaro grazie alla vendita dei giocatori: devi anche saper scegliere quelli giusti e creare l'amalgama tra giocatori esperti e giovani di talento. Le famigerate competenze sportive che invochiamo da tanti anni.
P.S. per i più curiosi, tutti i numeri di questo mercato presto sulla mia rubrica Substack! #staytuned
Banter Era: a new beginning
Sembrava impossibile ripiombare nell'epoca più modesta vissuta negli ultimi anni. E invece eccoci qui, al 2025 meno 6, ossia al periodo in cui Ibra ancora non era tornato come giocatore e la squadra non riusciva a trovare una sua identità. Venivamo da una gestione tragica, quella cinese, con Elliott non ancora in grado di prendere le misure, un bilancio da sistemare e tante limitazioni. Vi erano molte giustificazioni. Quelle che mancano oggi. E che aggravano la posizione di chi ha rilevato il club e di chi lo sta gestendo.
La differenza rispetto al passato è che la precedente proprietà si era affidata ai dirigenti giusti che, malgrado visioni differenti (Gazidis/Maldini), sono riusciti a creare un'alchimia di squadra perfetta. Lo svedese ci ha dato una grande mano, ma in campo scendevano 11 uomini pronti a lottare e morire, non mammolette che oggi sembrano farci un favore. La precedente gestione aveva puntato prima di tutto sui valori umani, elementi non percepibili attraverso dati e statistiche. E infatti, malgrado una squadra tecnicamente meno forte di quella di oggi, siamo riusciti a conquistare lo scudetto più bello di sempre davanti ad un'avversaria molto più forte.
Il Milan sembrava un missile lanciato nello spazio e invece la velocità si è arrestata, ed è iniziata la lenta ridiscesa culminata nell'attuale schianto a terra.
Elliott aveva dato a Gerry Cardinale un gioiellino da perfezionare e migliorare, invece il giocattolo si è rotto e oggi siamo qui a raccoglierne i cocci.
Limitandoci al settore tecnico, quindi lato sportivo, RedBird ha sbagliato ogni scelta dal 2022 a oggi. La colpa più grande è quella di aver svuotato di carattere una squadra che ne era piena. Oggi il Milan è un corpo senz'anima perché si è scelto consapevolmente di puntare sui numeri piuttosto che sui valori. Peccato che il calcio, e più in generale lo sport, non è praticabile ad alti livelli senza un approccio mentale giusto.
Quello che manca a questa squadra e che è stato progressivamente perso dal 2022 in poi perché è stata fatta sempre la scelta sistematicamente sbagliata. Confermare Pioli, togliere Maldini e Massara sostituendoli col "gruppo di lavoro" anziché con manager dalla comprovata esperienza, affidarsi a Fonseca e prendere l'uomo giusto - Conceicao - nel momento però sbagliato. Dal 2022 in poi ogni singola scelta in ambito sportivo si è rivelata fallimentare, al punto tale che oggi siamo al paradosso che ci troviamo con una società sana ma una squadra allo sbando.
Qualcosa che dovrebbe interessare anche alla proprietà perché se i risultati sportivi non arrivano, diminuiranno anche i ricavi e quindi la società diventerà meno sana. Le due cose sono collegate, non puoi allenare soltanto la gamba sinistra e lasciare la destra per conto suo. Verrebbe fuori un corpo sproporzionato soggetto a infortuni ed è esattamente quello che sta accadendo al Milan. Due gambe, ma soltanto uno dei due muscoli sta lavorando correttamente. Possibile che il cervello che governa le gambe ancora non se ne sia accorto?
Il progetto sportivo va resettato, anche vendendo qualcuno dei giocatori più importanti perché questa squadra oggi ha bisogno di valori più che di giocatori forti solo sulla carta o su YouTube. Ma serve prima di tutto una proprietà che lo capisca e poi dei dirigenti che sappiano prendere le decisioni giuste. Quelle che da luglio 2022 in poi nessuno è stato in grado di prendere.
Benvenuti agli Hunger Games 23/24!
Sono ben 17 i tributi caduti, restano in gara:
-Mirante
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-Reijnders
-Pobega
-Musah
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-Romero