Per fortuna la #virtus è stata costruita per correre e fare tanti punti . Dopo un quarto 23 punti, 1/10 da tre, 25% generale -17. Se il buongiorno si vede dal mattino...
La risposta del vicedirettore de L'Espresso Enrico Bellavia all'ambasciatore istaeliano Peled.
"La scorsa copertina de L’Espresso sugli abusi dei coloni in Cisgiordania che l’ambasciatore 🇮🇱 Peled ha improvvidamente «condannato», insegna alcune cose. Innanzitutto, a noi che abbiamo molto da imparare. Anche da quello che facciamo.
Senza il ghigno beffardo del colono che irride alla donna palestinese, colto dall’obiettivo esperto di Pietro Masturzo quel racconto, intriso di sradicamento, violenza, sangue non avrebbe avuto la stessa forza. Perché dice di una pulizia etnica che punta a coltivare le spinte espansionistiche del Grande Israele.
E non ha nulla a che vedere con LA SICUREZZA nazionale. Non obbedisce a logiche, sia pure distorte o funzionali, di contrasto a minacce terroristiche.
È un’operazione di conquista condotta da civili, liberamente armati, spalleggiati dall’esercito 🇮🇱 . Un’annessione né lenta né silenziosa, in spregio al diritto, sotto gli occhi del mondo. In quella foto che ha fatto il giro del mondo c’è la sintesi e il grado zero del sopruso: lo scherno. Più di un corpo martoriato, stabilisce senza lambiccamenti il torto e la ragione. Documenta un surplus di prevaricazione nella sproporzione tra un maschio armato e una donna inerme, cacciata dal suolo che ha calpestato.
L’immagine su carta ha il privilegio di fissare l’istante e consegnarlo alla memoria. Duratura e non volatile, per quanto evocabile on demand in ogni istante, come nel mondo digitale. Ha il merito di aderire istantaneamente al nostro immaginario, di entrare nell’archivio del vissuto collettivo. Non richiede altro per essere richiamata. Non presuppone una ricerca, ma la nostra intelligenza. Naturale. Il web la veicola e la porta dove il settimanale non arriva. Oltre a conservarla per tutti.
Una straordinaria fotografia non basta, senza il lavoro rigoroso sul contesto. Se l’ambasciatore si fosse preso la briga di controllare – era in chiaro, sfogliando il settimanale dalla seconda pagina – si sarebbe evitato un infortunio e un corto circuito. L’infortunio di sollevare semplici sospetti «manipolatori» sull’immagine. Il corto circuito di impartire lezioni sull’uso della «responsabilità» e della «correttezza» che gli si sono ritorte contro da parte di chi non si è fermato alle figure, ma si è concesso l’ormai raro scrupolo di leggere.
La copertina è parte di un foto-racconto, corredato di una serie di minuziose informazioni raccolte sul campo da chi quella Cisgiordania la testimonia da anni. Non bastasse, Alae Al Said ha riscontrato ogni dettaglio, aggiungendovi la propria conoscenza di quella realtà. La partigianeria sui fatti non è mai un buon viatico per approcciarli o confutarli. Sedicenti esperti, sulla scia dell’ambasciatore, si sono spinti a sostenere che l’immagine fosse generata dall’Ia. Bastava documentarsi. Per gli scettici, esiste una versione video di quel lavoro e il New York Times ha pubblicato un reportage realizzato in quegli stessi frangenti. Nel quale, peraltro, è immortalato il medesimo colono.
Non siamo noi a promuovere «stereotipi e odio». Contro neonazisti e neofascisti, contro gli antisemiti, siamo dove siamo sempre stati. In quello stesso posto dove i TERRORISTI non sono un’etnia, come i CRIMINALI non sono un popolo. Il GENOCIDIO si chiama con quel nome. E non si fanno sconti a chi nasconde o mistifica la realtà. Neppure in nome della Storia".
@LucioMalan On. @LucioMalan ribadire che “i lockdown furono inutili e dannosi” non è una valutazione scientifica
È uno slogan che vuole riscrivere la storia per convenienza politica
Senza vaccini e con ospedali allo stremo, i lockdown hanno ridotto la circolazione del virus, ricoveri e morti
Bologna-Roma ha rimesso il dito nella piaga: la gente paga costosi abbonamenti per sentire telecronache di tifosi sfegatati o di telecronisti riverenti e ossequiosi solo verso i grandi club
Le urla belluine di Caressa ai gol giallorossi e i toni smorzati ai gol rossoblu (al 4-3 di Cambiaghi il telecronista ha addirittura rinunciato a scandire in tono epico, come suo solito, nome e cognome del marcatore) hanno indisposto non solo i tifosi emiliani ma tutti gli sportivi d'Italia. Cosa si deve fare per avere un commento imparziale e non una narrazione partigiana? Il tifo dovrebbero farlo i tifosi a casa, non i telecronisti allo stadio
Se in Italia lo strumento della class action fosse potente e collaudato come quello in auge negli USA dove la regola è quella dell’opt-out (non partecipi all’azione rivendicativa solo se chiedi di restarne fuori) e non quella dell’opt-in (devi essere tu a dare la tua espressa adesione all’azione per beneficiare dell’eventuale sentenza favorevole), le pay-tv del calcio DAZN e Sky, e forse non solo loro, passerebbero tutto il loro tempo in tribunale a difendersi dalle richieste di risarcimento dei propri clienti. Che da sempre pagano costosi abbonamenti e in cambio si ritrovano ad ascoltare telecronache in cui l’imparzialità dei telecronisti non si sa dove stia di casa e dove il tifo e/o l’ossequio/servilismo nei confronti dei club più potenti se parliamo di Serie A, o il nazionalismo spinto se parliamo di competizioni internazionali, la fanno da padroni. In pratica: l’utente paga un salato abbonamento a DAZN e a SKY, poi accende la tv o il Mac o l’iPad e assiste a partite che sembrano prodotte da “Juve Tv”, “Inter Channel”, “Milan Network” e chi più ne ha più ne metta. Con commenti così platealmente di parte (dell’argomento ho scritto a più riprese, l’ultima volta il 19 febbraio nell’articolo intitolato “Il totale disprezzo di Sky verso gli abbonati che devono sorbirsi le telecronache partigiane di Marocchi manco fossero su Juve Channel”), con narrazioni del genere, dicevo, l’effetto è uno solo: quello di provocare giganteschi moti di protesta, disgusto e rabbia in quella vasta parte di clientela che detesta la narrazione partigiana e faziosa, non si riconosce nel tifo per il club di volta in volta portato in palmo di mano e semplicemente vorrebbe, com’è suo diritto, ricevere il servizio che le spetta, un servizio professionalmente inappuntabile, una telecronaca imparziale e equidistante lasciando che a fare il tifo siano, com’è giusto che sia, i tifosi a casa e non i commentatori allo stadio...
P.S. L'articolo continua sul mio account “Palla Avvelenata” su Substack https://t.co/l4gP5JEXPE
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72,000 killed in the genocide in Gaza.
1 million+ displaced in Lebanon.
1,700 settler attacks in the West Bank.
And now war in Iran.
Sending 20,000+ more bombs to Netanyahu isn’t just immoral—it’s illegal.
That’s why I introduced legislation to stop it.
Guardate che sta succedendo. Anche se i tg non ve lo raccontano. I coloni israeliani attaccano ovunque in #Cisgiordania. Colonialismo? Apartheid? Occupazione? In ogni caso crimini. Crimini contro i diritti umani.
BREAKING
Spain’s PM Sánchez:
“They say that Spain is alone.”
“They’re the same people who said that when we recognized the State of Palestine, and then others followed.”
“We are not alone. We are the first.”
“Those defending the indefensible will be the ones left alone.” 🇪🇸
#7marzo 🧵su #Iran
il metodo Gaza applicato da Usa e Israele all’Iran 👇 Liberazione di in popolo una bomba alla volta colpendo case, ospedali, scuole.
A proposito se vi dico Gerani? Farah? A voi cosa ricorda? A molti di voi poco ma…