Ottobre 2018: Federico Zampini si rompe il legamento crociato del ginocchio sinistro. Stop di sette mesi.
Luglio 2019: si rompe di nuovo il legamento crociato dello stesso ginocchio. Stop di quattordici mesi che lo costringono a saltare un'intera stagione.
Settembre 2021: si frattura la spalla. Stop di quattro mesi.
Dicembre 2022: si rompe il legamento crociato del ginocchio destro. Stop di nove mesi.
Da ottobre 2018 a ottobre 2023, in cinque anni resta fuori 34 mesi. In praticamente tutti i (pochi) casi simili, il giocatore si è poi ritirato, o comunque ha avuto una carriera di basso livello.
Dei casi come quelli di Klay Thompson o Derrick Rose, sappiamo tutto. Di Federico Zampini, grande talento del basket italiano a livello giovanile, molti sanno poco o nulla.
Qualcuno, però, dopo la grande stagione a Forlì, la scorsa stagione a Cremona in Serie A e soprattutto quest'ultima a Verona, ha iniziato a conoscerlo perchè è semplicemente un giocatore meraviglioso da vedere sul parquet.
33 punti, 7 rimbalzi, 4 assist, 43 di valutazione contro Brindisi nei quarti di finale.
19 punti, 7 rimbalzi, 7 assist, 27 di valutazione, in gara 2 di semifinale contro la Fortitudo.
21 punti, 6 rimbalzi, 7 assist, 28 di valutazione, in gara 1 di finale contro Rimini.
30 punti e 31 di valutazione, in gara 2 di finale contro Rimini.
17.2 punti, 5.2 rimbalzi, 4.1 assist, 22.3 di valutazione di media, le sue medie ai playoff. Cifre che un giocatore italiano mette in piedi di rado, soprattutto in un campionato come quello di A2 dove sono spesso i due stranieri a rubare la scena.
Questa volta, il dominatore di una promozione in Serie A, è stato un ragazzo italiano.
Infine, è arrivato il capolavoro di ieri sera: gara 4 di finale, Rimini-Verona, partita in cui per 36 minuti Zampini ha giocato malissimo, forse la peggiore dei playoff. Poi Ramagli lo ha rimesso in campo alla fine, e negli ultimi quattro minuti: schiacciata nel traffico, tripla del +3 in step back, tripla della vittoria da nove metri di tabella in step back del +6. Otto dei dodici punti totali di squadra.
Verona ha vinto la finale di A2 ed è tornata in Serie A.
E il basket italiano, con un po' di ritardo, ha finalmente potuto ammirare un ragazzo di 26 anni, che dopo un lunghissimo periodo psicologicamente devastante, e dopo aver cancellato la parola "futuro" dal proprio vocabolario, con le ginocchia piene di cicatrici, è tornato a fare quello che gli riesce naturale sin da ragazzino: incantare tutti sul parquet.
Milano.
Due volontari Unicef che raccolgono donazioni per i bambini di Gaza.
La reazione del turista israeliano.
Gente molto pericolosa, però quando vengono in vacanza in Italia, quelli protetti con la scorta pagata dal Governo sono loro.
Succede a Hebron, Cisgiordania. Sotto il lenzuolo bianco c’è un bambino di 7 mesi. Era in una macchina con padre, madre, fratelli. Un soldato di Netanyahu ha sparato da 10 metri e l’ha ucciso. Poi l’Idf ha espresso profondo rammarico perché si trattava di “civili non coinvolti”
È il periodo più caldo, e più bello, della stagione. Vorremmo godercelo anche noi ma puntualmente, come ogni anno, riceviamo anche alcuni (troppi) insulti frutto di ciò che volenti o nolenti è stato incentivato dall'uso dei social: la facilità di offendere chiunque, tanto chiunque resta sempre impunito.
Ecco una piccola parte di ciò che ci è stato dedicato soltanto negli ultimi dieci giorni:
- "Bast*rdi, perchè non dedicate un post a noi triestini e a quello che stiamo vivendo? Meritate di fallire"
- "Tessitori fa schifo. Siete una pagina di me*da manovrata da Milano e godete se la Virtus perde"
- "Perchè non fate battute anche sui Knicks invece di farle solo sugli Spurs branco di ritardati?"
- "Scrivete solo post sulla Virtus figli di pu**ana? Non so se lo sapete ma l'Olimpia ha vinto GODOOOO"
- "Ma adesso che Verona li ha spazzati via 3-0, siete in lutto? Godo!!! Fortitudini di m*rda!!!! AHAHAHAHAH"
- "FATE SKIFO COGLI*ONI HA VINTO OKLAHOMA GODO SPERO CHE VI CHIUDANO STA PAGINA DA HANDICAPPATIIIIII"
- "Mai una volta che pubblicate qualcosa sul basket femminile. Ma chi gestisce sto sito? Un bimbo di 15 anni misogino e ritardato?"
- "Non scrivete nulla sullo scandalo della squalifica tolta ad Hackett??? Siete dei luridi vermi al soldo della Virtus. Speriamo che la Reyer vi mandi a casa!"
Siamo nati nel 2012. Quattordici anni sono un'eternità sui social. Per me personalmente è stato finora un viaggio incredibile che mi ha permesso di coronare un sogno: parlare sui social del mio sport preferito, usando uno stile comunicativo diverso dal solito (allora), ed usando spesso l'ironia. Ironia che ho voluto sempre usare perchè credo sia possibile ridere a prescindere dalle dinamiche del tifo.
Negli anni abbiamo e ho ricevuto centinaia e centinaia di insulti, minacce, qualcuno ha scritto l'indirizzo di casa dei miei genitori commentando un post, ci è stato detto che siamo una pagina pro-Venezia, pro-Milano, pro-Virtus, pro-Fortitudo, pro-Sassari, pro-Cremona, pro-Trento, pro-Treviso, pro-Lakers, pro-Golden State, pro-New York, pro-Boston, pro-Miami, pro-San Antonio (e non mi dilungo perchè ci sarebbero almeno altre dieci squadre). Da un lato è sintomatico di quando evidentemente siamo imparziali, dall'altro a quel "pro" sono sempre seguiti insulti.
Dopo 14 anni, agli insulti, e al fatto che lo sport ogni tanto faccia uscire il lato peggiore di (quasi) tutti, dovremmo averci fatto l'abitudine. Ma questa minoranza rumorosa, non possiamo farci nulla, ci colpisce. E ci fa restare male.
Come sempre chi insulta, e chi è incivile, viene bannato. Ma ci piacerebbe un giorno non doverlo più fare perchè tutti, come comunità legata ad uno sport meraviglioso, accettiamo una semplice regola: si ride e si scherza su tutto e tutti.
E ci piacerebbe anche un po' più di rispetto per il lavoro che facciamo: se ci insultate perchè non parliamo di Milano nel giorno in cui abbiamo pubblicato un video-documentario su Quinn Ellis sul nostro canale YouTube, se ci insultate perchè non parliamo di basket femminile e due dei nostri ultimi video sono stati dedicati a Giorgia Sottana e Matilde Villa, ci cascano le palle.
Criticate quello che facciamo, quello che scriviamo, una battuta che vi fa schifo, un video che non vi piace, uno stile che non apprezzate. Ricordandovi che non è obbligatorio seguirci, auspichiamo da tutti quelli che invece scelgono di seguirci quello che ormai è diventato utopistico: educazione e rispetto.
Scusate lo sfogo.
Grazie di cuore alla maggioranza a cui non è dedicato questo post.
Da domani torniamo a parlare di basket.
Di primo acchito questo video dovrebbe essere tragico: racconta alla perfezione la penuria di campetti in Italia, e lo stato di totale abbandono di quei pochi che ci sono, soprattutto al sud.
Poi, però, non può che prevalere il lato poetico: dei ragazzini, in provincia di Napoli, giocano a basket tirando verso un ferro che non c’è.
L’immaginazione è una delle armi più potenti al mondo.
Il Ministro Israeliano Ben Gvir è l’espressione di uno Stato coloniale genocida.
Ben Gvir non ha creato le politihe criminali Israeliane: è il frutto velenoso della criminalità, dell’illegalità e della dittatura militare fascista israeliana che dura dal 1967 e genera figure come lui.
Ben Gvir è l’autobiografia del governo israeliano, non è un’aberrazione.
La seconda carica dello Stato si chiede quanti bambini palestinesi abbia salvato la Flotilla...
Gli attivisti hanno rischiato la vita per portare il cibo e aiuti umanitari ai bambini Palestinesi affamati, mentre il governo vende armi allo Stato genocida.
Benito La Russa e il governo Meloni sono complici di un genocidio coloniale in Palestina, gli attivisti della Flotilla no.
41 mesi dopo te e penso: che c’è più da perdere? Che può fare male? Non esiste più paura, non c’è più passato, presente o futuro. Ci sono attimi che seguono attimi. La vita non te la scrivi, si scrive da sé. Siamo scintille. Brilliamo, finché possiamo
Come tutti sapete la Vanoli Cremona ha cessato la propria attività al termine di questo campionato. Quello di cui ci si dimentica troppo spesso in questi casi, è che oltre alla prima squadra, una società è composta anche da tanto altro, come ad esempio il settore giovanile.
Il settore giovanile di Cremona è sempre stato di ottimo livello, ma ora 250 ragazzi, e 250 famiglie, sono rimaste senza squadra.
Andrea Trinchieri è nato a Milano ma vive da anni a Cremona, quella Cremona a cui è legatissimo perché ai tempi della Triboldi Soresina fu la prima panchina da capo-allenatore (in A2) della sua vita nel 2004.
È notizia di queste ore che è molto vicino a salvare l’intero settore giovanile di Cremona, ridando di fatto a 250 ragazzi la possibilità di giocare nella propria città.
Andando personalmente porta a porta, è riuscito a coinvolgere delle aziende del territorio e il patron Aldo Vanoli, per concretizzare il suo obiettivo. Non solo, vuole creare una vera e propria Academy di Basket con visione, struttura e metodologie di allenamento simili a quelle che ha visto da vicino nelle sue esperienze all’estero, soprattutto allo Zalgiris: uno dei migliori settori giovanili al mondo.
Un grandissimo allenatore che sta per concretizzare uno straordinario gesto: per il basket, per Cremona, e non solo.
Non è una festa, è una ferita aperta.
Oggi il mondo celebra la maternità mentre in troppe parti del pianeta essere madre significa imparare a sopravvivere all’insopportabile. Ci sono donne che non metteranno a letto i propri figli questa sera, che non ascolteranno più una risata, che non avranno più una mano piccola da stringere.
Il pensiero va alle madri della Striscia di Gaza, del Sudan, della Repubblica Democratica del Congo e di tutte le terre dove la guerra entra nelle case e si siede a tavola. Lì la maternità non è celebrata con fiori, ma segnata da macerie, ospedali distrutti, fughe improvvise e notti senza sonno.
Ci sono madri che tengono tra le mani vestiti che non verranno più indossati, che custodiscono fotografie come reliquie, che hanno imparato a riconoscere i propri figli in silenzio, sotto un lenzuolo. Il loro dolore non ha parole abbastanza grandi per essere raccontato.
Che senso ha festeggiare mentre il mondo tollera la morte dei bambini, l’assedio, la fame e la distruzione. Che valore hanno gli auguri se la vita dei più piccoli continua a essere sacrificata nell’indifferenza generale.
Oggi non bastano mimose e messaggi. Finché anche una sola madre sarà costretta a seppellire suo figlio, questa giornata non potrà chiamarsi festa. Questa giornata è una richiesta di coscienza, di responsabilità, di giustizia.
Non c’è amore più grande, non c’è dolore più inconcepibile.
Solo per oggi mi sento mamma di mia figlia e mio figlio che non c’è più.
Gli altri 364 giorni mi sento mamma di chiunque mi cerchi.
Che si è mamme di utero, ma anche solo di cuore
#festadellamamma
L'immagine dei soldati della Wehrmacht per spiegare la fratellanza. Il post shock di Roberto Biffis, ex responsabile cultura FdI in Veneto e presidente Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.
#Pietre@repubblica
Mentre, in nome e per conto di Gaza, si finanziano missioni milionarie che finiscono in mare, Gaza aspetta arti.
Aspetta cibo: almeno 4.5 tonnellate al giorno. Aspetta medicine: almeno 3 tonnellate al giorno solo per la sanità di base, senza contare chirurgia, amputazioni.