La presidente Meloni non verrà in Parlamento a riferire sul caso Almasri. Continua a scappare davanti al Parlamento e alle sue responsabilità.
Manda i suoi ministri, Nordio e Piantedosi, ma senza diretta TV come richiesto dalle opposizioni.
"Qualcuno in maggioranza non era d'accordo" ha spiegato il ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani.
Perché? Di cosa hanno paura? Sì vergognano di spiegare perché hanno liberato un torturatore?
Ho appena ricevuto una multa. Sono corso per le scale urlando al postino che non sono ricattabile e non mi faccio intimidire. Consegna dovuta? Non credo proprio. Avanti tutta a testa alta.
Dicevano di voler combattere gli scafisti. Di volerli cercare “lungo tutto il globo terracqueo”.
E invece non solo succede che un trafficante di esseri umani, criminale di guerra, assassino, torturatore e stupratore, ricercato dalla Corte Penale Internazionale, possa ciondolare tranquillamente in Italia e andare a vedersi una partita di calcio;
non solo succede che una volta arrestato venga scarcerato in fretta e furia;
non solo succede che venga rimandato in Libia libero di ricominciare a torturare, stuprare e sfruttare la tratta di esseri umani.
No. Siccome non bastava, hanno pure fatto pagare il volo per la Libia ai contribuenti italiani.
Siamo di fronte a un fatto inaudito, a una violazione degli obblighi internazionali dell’Italia, alla complicità con un criminale della peggior specie.
Perché la verità viene sempre a galla: alla destra non interessa nulla la lotta ai trafficanti di esseri umani. Alla destra non interessa nulla consegnarli alla giustizia. Il loro unico interesse è lucrare sulla pelle di persone disperate per un decimale in più nei sondaggi, anche a costo di essere complici di coloro che dicono di voler combattere.
Il ministro Nordio venga immediatamente in Aula insieme alla Presidente Meloni a spiegare questa pagina di vergogna di fronte agli occhi del mondo.
#AlMasri
Il ricordo di Giulia Cecchettin e delle donne vittime di femminicidio, la denuncia delle morti sul lavoro, il duro richiamo sulla condizione delle carceri, la risposta a chi dichiara di provare gioia nel non lasciare i detenuti respirare.
E infine, la lezione sul patriottismo a chi pretende di dare patenti di italianità: "È patriottismo quello di chi, con origini in altri Paesi, ama l'Italia, ne fa propri i valori costituzionali e con il lavoro arricchisce la nostra comunità".
Qualcuno vorrebbe abolirne la figura per avere pieni poteri, altri ancora su qualche giornale celebrano un dittatore quale “uomo dell’anno”.
Noi invece siamo grati e orgogliosi di avere come Capo dello Stato Sergio Mattarella.
Grazie, Presidente. Grazie.
Una dinamica sconcertante: l’esercito israeliano, dopo aver ucciso venerdì scorso circa 50 persone in un attacco aereo in prossimità dell’ospedale Kamal Adwan a Beit Lahia, nel Nord di Gaza, anch’esso parzialmente danneggiato, dà l’ordine di evacuare la struttura medica entro 15 minuti. Un ordine che riguarda tutti: malati, pure quelli molto gravi, parenti che li assistono e personale medico. E chi è in terapia intensiva? Chi è attaccato a un ventilatore, chi è in coma, cosa si fa di queste persone? L’ordine è perentorio: tutti fuori entro 15 minuti. Pazienti trasportati in barella nel cortile, buttati per strada, alcuni trasportati all’ospedale Indonesia già danneggiato e non equipaggiato per i malati, medici e paramedici arrestati e portati via con l’accusa di essere terroristi, incluso il direttore, l’instancabile dottor Hussam Abu Safiya, che non ha mai lasciato il suo ospedale nonostante l’esercito israeliano abbia ucciso suo figlio, e di cui ora non si hanno più notizie.
Con questa operazione militare, sottolinea l’OMS, l’esercito israeliano mette fuori uso l’unico ospedale che era rimasto ancora funzionante a Gaza nord. Una scena raccapricciante quella dell’evacuazione dell’ospedale Kamal Adwan, la degenerazione dell’uso della forza, una prova di cieca ferocia, di volontà di disumanizzare persino i più vulnerabili.
Di fronte a tutto questo non si può non sentire un enorme dolore, un profondo disagio ma anche indignazione e rabbia. Che cosa si aspetta a reagire, a vietare la vendita di armi a Israele che le usa contro i civili, a imporre sanzioni a Netanyahu e ai suoi ministri che diffondono odio contro la popolazione palestinese, a sospendere l’accordo di associazione Ue-Israele basato sul rispetto dei diritti umani?
L’abisso di Gaza è destinato a lasciare un segno indelebile in ognuno di noi che, impotenti, abbiamo denunciato atrocità e crimini, chiedendo in tutti i modi di fermare questo massacro. Un segno che pesa sulle coscienze di chi poteva agire e non l'ha fatto e arriverà anche alle future generazioni che di tutto ciò subiranno le amare conseguenze.
Mi aiutate a diffondere? Il 12/12 presenteremo la seconda edizione di @24frame_ , il
Concorso di cortometraggi per under 25 dedicato a Fra. Tantissime sorprese per tutti gli amanti del cinema: seguite il profilo
A bordo con ‘Destinazione Amore’, i sentimenti e la generazione Z ❤️
Mandato d'arresto da parte del Tribunale Internazionale Permanente (ICC) nei confronti di Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant, nelle loro funzioni di primo ministro e ministro della difesa del governo israeliano. Per crimini contro l'umanità, cioè crimini sistematici, crimini contro la popolazione civile di Gaza relativi all'affamamento, alla mancanza di aiuti essenziali come l'elettricità, l'acqua, il cibo, i medicinali, il carburante.
E' solo l'inizio. La giustizia internazionale sta facendo il suo corso.
E' stato emesso anche un mandato di arresto nei confronti del capo delle Brigate Ezzedin al Qassam, l'ala militare di Hamas (non si sa se sia ancora vivo). Non è stato potuto emettere contro Ismail Haniyeh e Yahya Sinwar perché Israele si è fatto giustizia da solo, con omicidi mirati extragiudiziali, sminuendo il potere della legalità internazionale e delle corti internazionali.
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