Sapete cos'è il bello? Dopo quasi 10 anni abbiamo avuto la rivincita che ci spettava
Stessa partita
Stesso stadio
Stesso risultato
Il Karma quando vuole, può essere figlio di puttana pure a distanza di anni
E oggi abbiamo assistito ad un esempio lampante
Amen.
Per anni - decenni - abbiamo detto “sogno di vincere contro la Juventus rubandogliela”.
Ma era più uno scherzo, un modo di dire.
Non pensavamo si godesse così tanto.
Per chi parla e parla di Juve strasuperiore sino a quando erano in 11, farei cortesemente notare che sino al rosso per Kakulu, 42esimo, Bremer aveva salvato sulla linea, Bastoni preso 2 pali con un tiro.
Per contro un colpo di testa centrale di Mckennie.
Così, tanto per dire...
Israel hasnt been suspended from the UN, other in'l fora, UEFA, FIFA, FIBA or cultural events. Genocide continues because it is normalised.
And then, just like that, accountability in the form of a European boycott begins. Eurovicious no more!
🔗https://t.co/R2dcGqNCnp by @ASE
Partita da grande Inter, diretta da un grande allenatore rispondente al nome di Cristian Chivu, conducator gentile e psicanalista nerazzurro.
Talmente grande, l’Inter di stasera, che è stata bella quasi come aver intonato Bella ciao durante #piùlibripiùliberi.
Belli e forti come l’antifascismo ❤️✊🏻🖤💙
[ComIntern per #InterComo, giubilo, 6 dicembre 2025]
«Uscivamo dagli anni Ottanta, eravamo la quarta potenza industriale del mondo, "la nave andava", la domanda interna era altissima perché nei vent'anni precedenti la socialdemocrazia aveva funzionato, i figli dei braccianti erano diventati dottori, gli stipendi da lavoro dipendente si erano decuplicati in un decennio, l'inflazione aveva praticamente azzerato i mutui e i dipendenti consumavano: seconde case, macchine, motociclette, vestiti, gioielli, sfizi.
Commercio, professioni e piccole imprese facevano ancora i soldi con la pala.
L'epopea della televisione commerciale propugnava l'edonismo, e il muro era crollato.
Nel '92 Tangentopoli e le stragi segnano il cambio di regime, la socialdemocrazia finisce dentro al Britannia, è tempo di cogliere gli ultimi frutti del benessere, e indirizzarli a comodo.
Nasce la nuova destra italiana per gentile concessione dei gerenti coloniali a una finta alternanza di governo: di lì in poi, due poli ferocemente identitari avrebbero portato avanti, alternandosi, lo stesso programma "riformatore".
Si recuperano i reduci dello stigma missino pronti a consegnarsi, armi e bagagli, al tycoon del miracolo italiano e al miraggio del grande sogno americano. L'immaginario è già pronto: neocon, anticomunisti (in assenza di comunismo), antislamici, antistatalisti, atlantisti, ferocemente filo-israeliani.
Era un immaginario concorde col tenore di vita e con le strutture cognitive dei loro elettori (autonomi, benestanti, entusiasti), coi loro bisogni immediati (vedi alla voce tasse) e con le loro aspirazioni, con le loro stesse biografie. Al di là di qualsiasi giudizio. Struttura e sovrastruttura. Aveva un senso.
Non era la mia parte, io mi facevo turlupinare dai loro oppositori. I segni della fregatura c'erano anche allora per chi li sapeva cogliere, ma capire le cose era più difficile di adesso. Avevano un senso.
Trent'anni dopo, cancellati 800mila esercizi commerciali, chiusa la piccola e media industria non diretta dai tedeschi, dimezzato il potere d'acquisto del lavoro dipendente, crollato il tenore di vita del 70% della gente, ucciso l'edonismo, accartocciato l'assetto geopolitico, l'abominio israeliano rivelatosi al mondo, scoperti tutti gli altarini, concluso il monopolio delle televisioni commerciali, la sovranità politica nazionale ridotta ormai a un ectoplasma e proprio per mano americana, la stessa mano che ha smontato la farsa dietro al "sogno europeo".
Trent'anni dopo, questa roba è solo grottesca e un senso non ce l'ha più, "Chi non salta è un comunista" è il segno indelebile del rispetto che questa ridicola combriccola di miracolati ha nei confronti della gente che li vota.
L'immaginario di questi rottami antropologici è morto insieme agli schemi mentali dei loro elettori. Sono tutti morti e non lo sanno».
Gabriele Busti
«Uccidere i giornalisti è uccidere le nostre libertà», ha detto ieri Mattarella, ricordando l’omicidio di 40 anni fa della camorra di Giancarlo Siani.
Oggi gliene ricordiamo uno di 12 anni fa che gli è sfuggito per tutto questo tempo.
Era il 24 maggio 2014. Andrea Rocchelli, fotoreporter di Pavia, venne ucciso nel Donbass da un colpo di mortaio esploso da Vitalij Markiv, dell’esercito ucraino. Insieme a Rocchelli perse la vita l'attivista per i diritti umani Andrej Mironov, e rimasero feriti il fotoreporter francese William Roguelon e l'autista che aveva accompagnato il gruppo. Il soldato semplice, diventato comandante della Guardia Nazionale ucraina, nel luglio 2019 fu condannato a 24 anni dalla Corte d’assise di Pavia. I luridi pennaioli italici fecero passare la sentenza per un errore giudiziario! L’anno successivo fu stato assolto in Appello a Milano, e la decisione fu confermata nel dicembre 2021 dalla Corte di Cassazione che lo ritenne colpevole, ma lo assolse per un errore procedurale dei giudici precedenti. Se cercate sul sito ucraino ‘Myrotvorec', ci sono ancora i nomi e i volti di Andrea e Mironov sotto la scritta in rosso: ‘liquidati’. E’ un database ucraino con una lista sempre aggiornata dei sostenitori della causa separatista filo-russa da eliminare. 🤮
Sa che cosa stesse facendo Andrea, signor Presidente? Un reportage in cui documentava la terribile situazione dei bambini ucraini nel Donbass e raccoglieva fondi per una onlus italiana, la ‘Soleterre’, che tentava di prendersi cura dei bimbi oncologici. Non si doveva sapere in Italia! 😠
Sa che è successo più tardi, signor Presidente? Il porco 🐷 di Kiev, amico suo, ha chiuso tutti gli orfanotrofi del Donbass per mancanza di fondi. I soldati russi trovavano i bimbi abbandonati per strada e li portavano lontano dai bombardamenti e dagli scontri a fuoco che hanno fatto tabula rasa delle città e dei villaggi.
Proprio quei bambini che definite ‘deportati in Russia’. Non vi avrebbero fatto pena vederli morire come quelli di Gaza? 😕
- Giuseppe Sardini su FB.
La Colombia ha annunciato la rottura delle relazioni con la Nato, perché complice di “eserciti che tirano bombe ai bambini”. Il riferimento a Israele è chiaro, tanto più che il presidente Petro lo ha detto apertamente durante conferenza dell'emergenza in Palestina a Bogotà.
🔴 Il mio ultimo articolo per il blog de Il Fatto Quotidiano:
Presidente Mattarella mi vergogno di lei e sono orgoglioso di Francesca Albanese 👇
https://t.co/zZ56Xl6QLo
“Sto davvero mettendo in gioco tutto quello che ho. Se ci riesco io, allora tutti possiamo resistere a questa pressione. E insieme possiamo davvero uscire da questo genocidio con la speranza di un mondo migliore”.
@rulajebreal#10luglio#iostoconFrancescaAlbanese
Pedro Sánchez si defila volontariamente dai leader NATO soddisfatti per aver portato la spesa militare al 5% del PIL.
L’unico, tra tutti, ad avere ancora un briciolo di lucidità.
Onore a Sánchez: serve coraggio per non allinearsi al fanatismo bellicista travestito da difesa.
Sorry to say goodbye to Gene Hackman, sadly gone at 95. Let's remember the good times, though, and celebrate his life with soup, wine and cigars.
(📽️ Young Frankenstein, 1974)
Francesca Albanese, redattrice specccial ONU.
"Il piano di Trump per Gaza è un crimine, peggio della pulizia etnica".
Grazie @FranceskAlbs per il tuo impegno in difesa della popolazione di Gaza, sei un esempio per tutti noi 🙏🏻
Jesus lived under the shadow of a mighty empire, where the Romans crushed the oppressed, and local leaders, clothed in the garments of faith, betrayed their own people for power. Yet, in the midst of this injustice, He rose with a message that shook the very foundations of that empire—a message of love, liberation, and justice.
Today, we see the echoes of that same struggle. The United States, like Rome, wields its power, propping up Israel’s systems of oppression, while Palestinians cry out for freedom under an apartheid regime justified by might, not right.
But just as Jesus challenged empire and complicity, we too must stand for the oppressed.
The arc of the moral universe bends toward justice, but it will not bend unless we, with courage and conviction, help it along. It is hypocrisy or ignorance to speak of having faith, any faith, and then not to stand up for Palestinian dignity.
Where there is injustice, let us rise.
Where there is oppression, let us resist.
#Christmas #Justice #Liberation #Palestine #JesusAndEmpire #holidayseason