Trump annuncia la cattura di Maduro su Truth Social. Non dalla Casa Bianca, non attraverso il Dipartimento di Stato, non con una conferenza stampa istituzionale. Lo fa da una piattaforma di sua proprietà, quotata in borsa con il ticker DJT.
Poteva usare i canali ufficiali, ma non lo ha fatto.
Non è una scelta obbligata. Si tratta invece di una dichiarazione di potere.
Ogni testata mondiale, in questo momento, sta riprendendo un post pubblicato su una piattaforma proprietaria del presidente degli Stati Uniti. Il Washington Post, Bloomberg, CBS News, i giornali europei citano tutti la stessa fonte: Truth Social.
La gerarchia informativa tradizionale si è rovesciata. I follower di Trump sanno prima dei giornalisti accreditati, prima dei diplomatici, prima del Congresso. I media definiti mainstream diventano diffusori secondari di una piattaforma che tutti considerano marginale.
Mi permetto di definirla come una manifestazione di quello che ormai definisco come "algoritmo del proprietario" nella sua forma più estrema.
Non parliamo più di contenuti penalizzati o link che perdono visibilità. Parliamo di azioni come quelle che stanno avvenendo in Venezuela comunicate attraverso infrastrutture private, controllate, non mediate. E monetizzabili.
La conferenza stampa, alle 17 ora italiana, sarà a Mar-a-Lago. Residenza privata, non istituzionale. E il cerchio si chiude.
Chi analizza la comunicazione digitale non può ignorare cosa sta accadendo.
Fermiamoci un secondo su cosa significa. Il presidente degli Stati Uniti annuncia un'operazione militare su una piattaforma di cui è azionista di maggioranza. Ogni visualizzazione, ogni ripresa mediatica, ogni citazione genera valore per un'azienda quotata in borsa a suo nome. La comunicazione istituzionale diventa un tutt'uno con l'interesse economico personale.
They call it peace, but for the Palestinians, it risks to be Apartheid at its worst.
All eyes must remain on Palestine. People of the world, do not look away now. As the legacy of Nelson Mandela reminds us, no one is free until everyone is free.
Da anni a #Udine non si vedevano in piazza tutte queste persone. Una risposta enorme, per dire no a #ItaliaIsraele, per Gaza, contro il genocidio. @Fra0283
Due considerazioni in diritto.
Astenersi analfabeti.
Un arresto in uno spazio in cui non sussiste nessuna giurisdizione israeliana.
Illegittimo.
Un arresto senza la fattispecie di reato.
Illegittimo.
Il blocco navale imposto da Israele alla Striscia di Gaza è illegale così come l’intero sistema di occupazione del Territorio palestinese come chiaramente dichiarato dalla Corte internazionale di giustizia nella decisione del luglio 2024.
BREAKING:
“Israel will intercept us tonight — a blatant violation of humanitarian and maritime law.”
“Israel is not above international law.”
“They must be held accountable for their war crimes.”
“Stop the genocide.”
“End the occupation.”
“Free Palestine 🇵🇸!”
—Greta Thunberg
Mentre ieri in rai da Sora Mara Venier è andata in onda la «Repubblica delle Pastarelle», oggi l'Italia si ferma per #Gaza.
Lo scollamento fra il Paese che #Meloni desidererebbe e l'Italia vera lo trovate lungo le strade, nei vicoli, nelle bandiere, nelle facce della gente.
#scioperogenerale
Blocchiamo tutto, finalmente, per la Palestina.
Fin dal primo momento ci siamo opposti all’occupazione illegale e al genocidio israeliano in Palestina.
Verrà il giorno in cui il nucleare europeo non costerà più del giorno prima? Probabilmente no.
È ormai più facile rimpiazzare ogni GWh di consumo elettrico con solare, eolico e batterie, che con qualsiasi altra energia "zero carbon". Chi vi dice il contrario, mente.
Alla Senatrice Segre, secondo cui "genocidio" è una parola carica di troppo odio, si può rispondere solo che è proprio per quello che la usiamo:
Nessun altro vocabolo rappresenta l'odio della società israeliana verso il popolo palestinese altrettanto bene.
#stopgenocide
Non avevamo la minima idea che da un semplice meme sarebbe nata una rubrica. Non sapevamo che, come è giusto che sia, saremmo arrivati a parlare di Palestina.
https://t.co/fOnGQTIxek
Non vogliamo renderci conto dell’enorme ingiustizia sociale che vede costrette intere generazioni, ovvero milioni di ragazzi, oggi, costrette a pagare contributi per una pensione che non vedranno mai.
Per finanziare le pensioni di oggi e non avere alcun ritorno domani.