Il Papa ricevendo la Fondazione Jérôme Lejeune: "Mai un medico dovrebbe permettersi, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un embrione o di una persona anziana! Mai la medicina potrà diventare serva della morte programmata!"
Papa ai funerali del card. Ruini: "Moltissimo gli deve la Chiesa in Italia, che ha servito per circa diciassette anni come Presidente della Conferenza episcopale; come pure la Diocesi di Roma, in cui per altrettanto tempo ha svolto il ministero di Vicario del Santo Padre. Ha saputo guidare il Popolo di Dio e i fratelli nell’episcopato in momenti importanti e delicati, affrontando con entusiasmo, discernimento e coraggio molteplici sfide. A lui si devono intuizioni e iniziative che hanno lasciato un segno profondo nel cammino della Comunità ecclesiale e anche di quella civile"
L'ombra accogliente di luce sotto le fronde di Monte Oliveto a Firenze: per i genitori della Stanza Accanto è grembo fecondo di speranza e di luce fra doglie di indicibile imminenza della vita che verrà
"Signore, dove sei:/perché questo muro di silenzio?". Interrogati dall'interrogativo che "spossa" Agostino Venanzio Reali come una strada ove ringhia "una ruspa accanita", con lui desideriamo la grazia di diventare preghiera che sia "fontana/umile e casta" https://t.co/ePEYnEqyOc
"Dear migrants, before saying anything else to you, I want to bow before your dignity. You are not just numbers or files," Pope Leo XIV said in a meeting with organizations working with migrants at the Port of Arguineguína in Las Palmas de Gran Canaria, Spain.
In his address the Pope also called governments and international institutions to share the responsibility in addressing migration. Europe "cannot claim to uphold human dignity while growing accustomed to the Mediterranean and the Atlantic becoming unmarked graves," he insisted.
Papa: "Numerosi giovani e adulti stanno riscoprendo la fede cristiana, magari dopo un periodo della vita in cui si erano un po’ allontanati da Dio. Si tratta di un passo davvero importante. Infatti, tutto ciò che scopriamo, accogliamo e viviamo gradualmente lungo il cammino contribuisce certamente alla nostra crescita, alla nostra maturità e ad ampliare gli spazi di vita dentro di noi; ma, allo stesso tempo, tra le gioie, i successi e le sconfitte, ci rendiamo conto che abbiamo bisogno di un’altra acqua per dissetarci più profondamente. Il nostro desiderio di verità e di felicità ha bisogno di un orizzonte più ampio. E questa inquietudine è un dono che Dio stesso ci ha dato: siamo fatti su misura per l’infinito e per questo ogni orizzonte finito, ogni passo, ogni conquista, pur soddisfacendoci, allo stesso tempo ci spinge avanti e ci invita a continuare a cercare, a cercare avanzando, ma, soprattutto, a cercare scendendo interiormente, cioè andando in profondità"
Il Papa alla Fondazione Centesimus Annus: "Ciò che si cela dietro la crisi delle democrazie contemporanee e l’indebolimento del multilateralismo è, di fatto, una crisi antropologica che deriva dall’aver in gran parte dimenticato il Creatore"
During the Rosary for peace in the Vatican Gardens, Pope Leo XIV reminded everyone present and praying around the world that all people must do their part to achieve peace. It must start with “small but important things, abstaining from every form of verbal or physical violence in daily life and also on social media.”
Non dice: vi ricorderò. Dice: sono con voi. Ogni giorno, Non un Dio che guarda dall’alto e vede puntini che si muovono come fomiche: uno che cammina accanto, sulla stessa strada, nella stessa polvere.
Il mio commento al Vangelo di oggi sul Fatto Quotidiano.
Guardatela bene, questa foto.
Guardateli in faccia, uno per uno.
Ieri pomeriggio, a Modena, in via Emilia centro, un uomo lancia un’auto a cento all’ora contro la folla. Falcia otto persone. Poi scende, tira fuori un coltello, e prova a scappare.
Luca Signorelli gli si butta addosso. Prende una coltellata alla testa, ne schiva un’altra. Sanguina, ma non lo molla.
E in quel momento, dietro di lui, arrivano loro.
Quei ragazzi nella foto. Stranieri. Venuti da lontano. Quelli che secondo Salvini sarebbero “il problema dell’Italia”, “l’invasione”, “la sostituzione etnica”.
Sono loro che si gettano addosso all’aggressore.
Sono loro che gli bloccano la testa con un ginocchio mentre Signorelli, ferito, gli tiene il polso.
Sono loro che permettono alla polizia di arrivare e di portarsi via il responsabile prima che faccia altri danni.
Senza di loro, oggi staremmo contando forse dei morti.
Salvini e la Lega, prima ancora di sapere chi fosse l’aggressore, prima ancora che si chiarisse che si trattava di un trentunenne con disturbi psichiatrici in cura da anni, prima ancora che gli investigatori escludessero la pista terroristica, erano già là fuori a sparare la solita filastrocca.
E intanto i veri eroi di ieri pomeriggio, quelli senza i quali oggi parleremmo di altri morti, restano senza nome e senza ringraziamenti.
I loro volti non finiranno nei post di Salvini e della Lega con una grafica con scritto “EROI”. Perché rovinerebbero la narrazione.
Quella narrazione che da quindici anni divide il mondo in due caselle: italiani brave persone, stranieri criminali.
E invece la realtà, ieri a Modena, ha fatto quello che fa sempre: si è messa di traverso.
Un italiano di seconda generazione si è messo al volante per ammazzare la gente. Un altro italiano si è buttato sull’aggressore per fermarlo. E accanto a lui, fianco a fianco, ci sono finiti dei ragazzi stranieri che avevano una scelta semplice, girarsi dall’altra parte, e che hanno scelto di rischiare la pelle per gente che non conoscevano.
Questa è l’Italia vera. Quella che non sta nei comunicati della Lega.
A quei ragazzi, di cui ancora non sappiamo i nomi, va detto grazie. Forte.
E va detto adesso, prima che il rumore degli sciacalli copra tutto.
Francisco denuncia al "ídolo dinero" que prioriza el capital sobre la vida, creando una economía que mata y excluye. Propone reemplazar la ambición por solidaridad para cuidar la dignidad humana y la tierra frente al nuevo colonialismo.
La chiesa più alta del mondo sta per ricevere la sua corona. Il 10 giugno 2026, esattamente 100 anni dopo la morte di Antoni Gaudí, la Sagrada Família sarà inaugurata, terminata con la croce a quattro bracci in cima alla Torre di Gesù Cristo.
Más de 250.000 personas participaron anoche en Fátima en el rezo del Santo Rosario y en la tradicional Procesión de las Velas, celebrada en la víspera del 13 de mayo, festividad de la Virgen de Fátima.
Dal profondo deserto egiziano ABUNA DANIEL
MONACO COPTO CHE VIVE DA EREMITA, amico di fr.kENZO è venuto alla Madia rinnovando antichi legami con i monaci copti dell’egitto. Come é bello e gioioso che i fratelli si incontrino e stiano insieme!…..