Piccola lezione per i no vax
Visto che lo ripetete tutti in massa: se era vaccinato, perché si è ammalato?
Perché il vaccino non è un muro. Non è uno scudo magico che tiene virus e batteri fuori dal vostro corpo.
Essere vaccinati non vuol dire che un virus o un batterio non possa mai entrarvi. Vuol dire che il sistema immunitario è già pronto a riconoscerlo e a combatterlo. A seconda del vaccino, può impedire l’infezione, impedire la malattia oppure renderla molto meno grave.
In alcuni casi la malattia si sviluppa lo stesso, anche in forma seria, perché la difesa immunitaria non basta. Succede molto meno spesso nei vaccinati. Ed è proprio per questo che quei casi finiscono sui giornali: sono l’eccezione, non la regola.
Non tutti i vaccini funzionano nello stesso modo. Quello contro il morbillo, con due dosi, protegge molto bene dalla malattia. Quello contro la difterite fa una cosa diversa: prepara gli anticorpi a neutralizzare la tossina prodotta dal batterio. Il batterio può anche arrivare, ma trova un organismo pronto a difendersi.
Molti vaccini riducono anche la possibilità di infettarsi e di passare l’infezione agli altri. Non la azzerano quasi mai. La riducono.
Ed è qui che entra quella cosa che chiamate immunità di massa senza sapere cosa vuol dire. È la cosiddetta immunità di gregge. Non significa che siamo tutti vaccinati per legge. Significa che quando abbastanza persone sono protette, un virus o un batterio fa molta più fatica a passare da una persona all’altra. La malattia diventa rara e in certi casi può smettere di circolare in un intero Paese. Se poi torna da fuori e trova abbastanza persone non protette, ricomincia a circolare.
Poi ci sono gli effetti avversi. Esistono, nessuno lo nega. Esistono anche per la Tachipirina che ingoiate al primo mal di testa. Esistono per l’aspirina, che può rovinarvi lo stomaco. Esistono per gli antibiotici, che vi fate dare al primo raffreddore convinti che servano, quando il raffreddore è causato da virus e l’antibiotico non li tocca nemmeno. Quelli li prendete senza pensarci un secondo. Nessuno di voi si sveglia la mattina terrorizzato dalla Tachipirina.
Il punto è il confronto. Il rischio di un effetto avverso serio da vaccino è piccolissimo. Il rischio della malattia vera è molto più grande. Non è una questione di opinioni. Sono numeri.
E c’è un’altra cosa che non considerate. La cura non è un interruttore, acceso o spento. Non è che ti ammali, ti curi e sei a posto. A volte la diagnosi arriva tardi. A volte la cura non funziona. A volte la malattia lascia danni che restano per sempre, anche quando ne esci vivo.
Il vaccino agisce prima. La cura arriva dopo, quando i danni possono essere già cominciati e non sempre si torna indietro.
La faccio breve, perché siete no vax e fate fatica a leggere: un vaccino non deve costruire una barriera magica intorno al vostro corpo per funzionare. Deve preparare il sistema immunitario prima che arrivi la malattia.
Può impedirvi di ammalarvi, rendere molto più difficile la circolazione dell’infezione o, se vi ammalate lo stesso, evitare che la malattia diventi grave.
Facile, semplice, lineare.
Direi a prova di no vax, se non mi fossi scontrato con qualcuno di voi particolarmente idiota.
Lettera aperta a Claudio Borghi, Lucio Malan, Marco Lisei, a Maurizio Belpietro e alla redazione de "La Verità"
Una bambina è morta.
Una bambina di quattro anni è morta a Palermo, allo Zen, la notte del 20 agosto. Si chiamava Anna Rosa. Aveva la febbre da giorni, vomitava, non mangiava. Al pronto soccorso l'hanno guardata e l'hanno rimandata a casa, tonsillite. Due giorni dopo è tornata che non respirava più. L'hanno intubata, caricata su un'ambulanza, portata da un ospedale all'altro attraverso una città che ad agosto, di notte, dorme.
Una bambina è morta di difterite, che in Italia non ammazzava nessuno dal 1991. Roba da libro di storia. La tossina le ha preso il cuore, il fegato, il colon. Hanno provato tutto, anche la circolazione extracorporea. Due giorni.
Una bambina è morta perché non era vaccinata. Sua madre e suo padre avevano paura che il vaccino le facesse venire l'autismo. Non erano cattivi. Avevano paura.
Suo cugino, quattro anni pure lui, ricoverato con la difterite, sta bene. Lei non era vaccinata. Lui sì. In mezzo ci sono pochi secondi, il tempo di una puntura fatta o non fatta quando erano piccoli.
Qualcuno ha reso rispettabile quella bugia. Di questo si parla.
Una bambina è morta perché quei due hanno creduto. La bugia però non l'hanno inventata loro, non l'hanno cercata, non hanno letto niente. L'hanno respirata. Gliel'hanno passata già pettinata, già uscita dalla bocca di gente che porta la cravatta e sta in televisione.
Una bambina è morta mentre il senatore Borghi continua a ripetere che l'obbligo vaccinale non serve a niente, che siamo un'anomalia in Europa, che ci riproverà a smontare la legge Lorenzin. Il suo emendamento non riguardava la difterite. Riguardava morbillo, rosolia, parotite, varicella. Lo scrivo perché è vero.
Allo Zen però le distinzioni non arrivano. Non arriva la differenza tra i quattro obblighi vecchi e i sei aggiunti nel 2017. Arriva il video, trenta secondi, un senatore della Repubblica che dice a una madre che deve essere libera di scegliere. Lei sceglie. Poi il senatore torna a casa e la madre resta con la figlia.
Una bambina è morta dopo anni in cui il senatore Malan ha coltivato il sospetto. Le morti improvvise. Gli effetti avversi. Il malore di Ndicka in campo e quel messaggio che lasciava intendere una correlazione senza mai dirla, perché dirla sarebbe stato verificabile.
Una bambina è morta e il metodo resta quello. Non si mente, si allude. Non si dice che i vaccini uccidono, si domanda se per caso non uccidano. Una domanda non la puoi querelare. Entra e basta, poi ci mette anni a uscire, e certe volte non esce.
Una bambina è morta e sua madre aveva paura. Mentre quella paura girava per le case dello Zen, il presidente di una commissione parlamentare d'inchiesta stava su un palco ad Atreju a dire che i no vax andavano rinobilitati, che chi aveva avuto paura dei vaccini aveva avuto ragione.
Oggi quella madre ha una figlia sottoterra e un'indagine per omicidio colposo per omissione. Il senatore Lisei ha una carriera.
Una bambina è morta e quarantotto ore dopo la Verità, il giornale che si porta stampata sotto la testata la domanda di Pilato, quid est veritas, pubblicava un pezzo di Mario Giordano secondo cui se gli italiani non si fidano dei vaccini la colpa è di Roberto Burioni. Non del batterio. Non di dieci anni passati a raccontare che i vaccini fanno più male che bene. Di Burioni.
Anna Rosa era morta da due giorni e voi stavate già regolando i conti con un virologo antipatico. Chiedetevi che cos'è la verità, direttore. Ve lo chiedete in latino ogni mattina, provate una volta in italiano.
Anna Rosa è morta nella regione con la copertura vaccinale pediatrica più bassa d'Italia, 85,13 per cento contro una media nazionale del 94,46. La procura per i minorenni sta setacciando le materne della zona nord di Palermo. Cercano gli altri bambini.
Una bambina è morta e nessuno di voi l'ha uccisa. La responsabilità penale è personale, e la vostra fedina resta pulita.
A pagare saranno due poveracci dello Zen convinti di proteggerla. Loro hanno creduto. Voi avete lavorato per anni perché ci fosse qualcosa in cui credere, poi vi siete voltati dall'altra parte e avete chiamato libertà il risultato.
Una bambina è morta e voi continuerete a parlare. In aula, in televisione, in prima pagina, e nessuno vi chiederà conto di niente. Ve lo chiedo io. Quando prendete una paura ignorante e le mettete addosso la giacca di un senatore, cosa pensate che succeda dopo, nelle cucine dove quella paura arriva?
Una bambina è morta. La responsabilità penale non vi riguarda. Quella politica non prescrive, non si archivia, non aspetta l'esito di un'autopsia.
Dormite pure. Il nome però imparatelo. Anna Rosa, quattro anni, Palermo.
Rispondetene.
Timostene
Come funziona la propaganda russa all’estero, in una frase per livello:
Per la destra: “La Russia difende la tradizione.”
Per la sinistra: “È colpa della NATO.”
Per il pacifista: “Le armi prolungano la guerra.”
Per il cinico: “Tutti mentono allo stesso modo.”
Per lo stanco: “È complicato.”
Cinque messaggi contraddittori, un solo risultato: non fare nulla.
La propaganda russa non ha bisogno che tu ami Mosca. Ha bisogno che tu sia paralizzato — e ha un copione per qualunque ideologia tu abbia portato al tavolo.
Ogni volta che un’analisi si conclude con “quindi, non agire”, controlla il mittente.
@MarcoRizzo1959 In Italia siamo abbastanza coglioni e pigri sulle vaccinazioni che è meglio lasciarle obbligatorie.
Evitiamo di confrontarci con realtà diverse. Grazie, queste cose scritte senza informarsi approfonditamente sono strumenti in mano a novax. Evitiamole
Una bimba di 4 anni è morta in ospedale a Palermo per una sospetta difterite per la quale non era vaccinata. I genitori no vax, alla nascita, non l’avevano fatta vaccinare, nonostante il vaccino fosse obbligatorio. Sentiti dai medici, i genitori – originari dello Zen di Palermo – hanno raccontato di non avere vaccinato la figlia perché una parente era autistica e temevano che fosse colpa del vaccino.
Questi sono i messaggi contro i vaccini che arrivano da una certa parte politica, oltre che da Trump e Kennedy.
Non possiamo accettare che nel XXI secolo un bambino muoia di una malattia che la medicina sa prevenire. La memoria delle vaccinazioni non può essere affidata al caso: è una responsabilità collettiva
#Moderna vaccino #mRNA (si, gli stessi del Covid)
Il tumore viene rimosso, il DNA e l'RNA vengono sequenziati, un algoritmo identifica le mutazioni e, in circa 8 settimane, viene prodotto un vaccino a mRNA personalizzato
Un paziente, un tumore, un vaccino
Una rivoluzione
Nella Russia di Putin non solo viene escluso dalle prossime elezioni l’unico partito pacifista (Yabloko). Ma oggi il vicepresidente di quel partito, Lev Shlosberg, è stato condannato a 11 anni di carcere per aver pubblicato sui social un post contro la guerra in Ucraina. In tribunale, interrotto più volte dal giudice, Shlosberg ha detto: «Una vita degna per l’uomo è una vita senza guerra, senza la minaccia costante di una morte improvvisa. Una vita degna è un dialogo civile nel Paese».
Repubblica — Una chat interna di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, con circa 300 membri tra cui dirigenti locali, contiene messaggi antisemiti, razzisti e filonazisti, oltre a dichiarazioni che invocano azioni eversive. La chat era amministrata da Renato Maturo, referente del comitato milanese e storico collaboratore di Ignazio La Russa, presidente del Senato
Tra i messaggi figuravano:
📍 Arabi di merda! Dovrebbero essere sterminati!
📍 Gli ebrei sono bestie, adoratori di Satana, pedofili, cannibali
📍 Il Führer ambiva a creare gli Stati Uniti del mondo! Avrebbe abbattuto le barriere e a quest'ora parleremmo tutti il tedesco. Adesso invece esiste l'Europa monetaria e delle banche
📍 Finché qualcuno non decide un'azione di forza, rimarremo nell'immobilismo totale
📍 Quando guardo la bandiera italiana affiancata al lurido straccio blu massonico con 12 schizzi di merda gialla di cane diarroico mi girano veramente i coglioni
📍 Bisogna sempre essere anticostituzionali
📍 Siamo agli ordini del generale! Stand-by quindi
Le prove muscolari della Russia sono ormai barzellette.
13 agosto: Zelensky propone alla Russia tramite la Turchia una moratoria per far cessare i reciproci attacchi sulle infrastrutture e imbarcazioni civili e poter riprendere il commercio del grano attraverso il Mar Nero.
14 agosto: Maria Zakharova risponde che non c’è ragione di fermarsi.
15 agosto: Il gruppo di società «Delo» sospende le operazioni del terminale cerealicolo KSK nel principale porto russo, quello di Novorossiysk. È stato inoltre chiuso il corridoio Azov-Rostov e Taman a causa dell'aumento degli attacchi con droni alle infrastrutture della regione e dell'introduzione dello stato di emergenza. Le vie attraverso le quali transita il 90% dei cereali russi sono di fatto chiuse.
Magari ora, prima di far marcire milioni di tonnellate di cereali nei silos accetteranno un compromesso. Si sa che i droni ucraini parlano l’unica lingua che a Mosca capiscono.