I "grandi" scoop della "grande" stampa italiana che viviseziona la vita di Pirlo me lo stanno facendo diventare simpatico. Gli accollano persino i contratti di sponsorizzazione con società di Bitcoin che poi sono finite sotto la lente della giustizia.
Provo imbarazzo, da lettore
A proposito delle polemiche sui legami del nuovo cittì con un sito di scommesse russo, condivido questo articolo che ho scritto qualche giorno fa su Domani.
"È vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le sponsorizzazioni. Sanzione prevista: 20% del valore della sponsorizzazione, non inferiore a 50.000 euro a violazione." (Art. 9, Decreto Dignità, l. 96/2018)
In questi giorni, Dazn mi ha inviato una lettera, dice che l’implementazione di nuovi canali, servizi, supercazzole varie, li porta ad aumentare l’abbonamento mensile a 47 euro. E vabbè, è il mercato, anzi: il monopolio. Non puoi farci niente. Siccome è la classica offerta che non si può rifiutare, credo accetterò. Ma utilizzo queste nobili colonne per porre una cortese domanda: quanti dei miei 47 euro finanzieranno l’ecosistema che normalizza le scommesse? Perché Dazn, in questo caso senza monopoli, è in primissima linea in quella sonora presa per i fondelli, nonché le vere vincitrici dei Mondiali, che sono “le informazioni sul calcio”.
Lanciando l’app prima delle partite, compresa Spagna Argentina, appariva in forma di schermata da clic compulsivo, il corrispettivo di un maniaco davanti all’asilo: un tocco e ci si ritrovava iscritti a Dazn Bet Fun, ossia un innocuo sito per divertirsi, addirittura con 1000 punti in omaggio. Solo che il diavolo, più che nel dettaglio, è già nel nome. “Bet”, scommesse. Le stesse che, per interposto ragazzotto con troppo gel nei capelli e marchio SisalTipster, ha aperto ogni singola partita dagli Usa/Canada/Messico. E siccome la linea saltava spesso, ogni volta che riavviavi, ecco riapparire il toy boy della puntata, con altre e succose quote.
Altro? Altro. Tipo le gustosissime gag tra Diletta Leotta e Massimo Ambrosini, attori (maldestri) di un promo ambientato in uno studio “news”. S beneficio ancora una volta di Dazn Bet Fun. Su cui, mi pare di capire, se posso darmi una risposta, scommetto 46.99 euro al mese.
Non che Sky sia meglio. Una ex del Grande Fratello, collegandosi con ex calciatori che leggono (male) gobbi scritti da altri, rammenta quotidianamente le quote con le quali rovinarci responsabilmente. Il “rullo” di Skysport 24 ribatte le notizie che arrivano dagli allibratori. Qualunque gara sportiva – che paghiamo, pure lì – è interrotta da spot che spiegano come “informarsi” oppure, addirittura, vista la manica allargata di recente dal Governo, come giocare responsabilmente. Che è come invitare a farsi di eroina, ma col cucchiaino tiepido. Durante Wimbledon, imperversava pokertsar. news. E ogni volta mi chiedevo: di quali news potranno mai parlare? Nuovi semi nelle carte? Giacche con la doppia manica? Il Jack di cuori ha cambiato sesso e ora è la donna di quadri?
Nel frattempo, la Lazio risulta parte di una piattaforma di scommesse – pardon: previsioni – sullo scibile umano che l’ADM ha ufficialmente oscurato perché pare che anche Mario Adinolfi la trovasse piuttosto questionabil. E la Serie A quasi al completo flirta con la febbre della puntata. L’Inter ce l’ha sulla maglia, Betsson. sport. La Roma pure: Eurobet. live. Bet365.scores compare a fianco di Udinese, Torino e Cagliari. Il Parma è Admiralbet, ovviamente .news. L’Atalanta come secondo sponsor ha Snai, ovviamente .fun. Il tutto in sfregio della regolamentazione ancora in essere su cui Agcom, che dovrebbe vigilare e comminare sanzioni, in questo specifico coacervo ha sempre sorvolato. Evidentemente basta un suffisso inglese buffo, e i divieti scompaiono. Prossimamente: giocatilacasa.yeah, https://t.co/mURJuMKkRf, https://t.co/fA0d2Kb6U5.
Mi sovviene perciò un lontano passato da cronista sportivo, ormai quasi quarant’anni orsono: prima trasferta cestistica a Lisbona, allora ben lontana dal recente e poderoso rinascimento economico. Uscendo dai vomitori – si chiamano così – della metro, una voce si dispiegava da mille angoli opposti: raspa e ganha! Raspa e ganha! Gratta e vinci! Venditori di nulla, a frotte, letteralmente ricoperti di tagliandi della fortuna. Riscuotevano a loro modo la tassa sulla povertà tipica delle democrazie recenti e poco acculturate. Un po’ come da noi.
Oggi che la pubblicità di scommesse appare anche ai lati della Coppa del Mondo, di cui risulta la vincitrice immorale, quei tizi folcloristici mi appaiono per ciò che erano: nostalgia, premonizione. Oltre che la versione pre-informatica e cartacea del celebre detto di Wanna Marchi: “I coglioni vanno inculati”. Anzi: https://t.co/h0FiPDG9Vt, visto mai che ci ricicliamo pure lei. Fun fact, come direbbero loro: Fratelli d’Italia e la Lega (calcio) premono da oltre un anno perché il divieto di pubblicità alle scommesse vada in cavalleria. Prima di convincersi, avevano audito in commissione Dazn e Sport Mediaset. Dicono, i padroni del calcio, che senza scommesse perdono cento milioni ogni dodici mesi. Loro. Gli italiani invece perdono 21,8 miliardi l’anno.
Voi, su chi puntereste?
Grazie a tutti coloro che sono intervenuti questa sera a Latina alla presentazione di #UnAltroCalcio.
E grazie alla rassegna culturale Lievito e ad @Artventuno
Grazie a tutti coloro che sono intervenuti questa sera a Latina alla presentazione di #UnAltroCalcio.
E grazie alla rassegna culturale Lievito e ad @Artventuno
Ho 58 anni, troppi per trovare lavoro, anche se ho una laurea in ingegneria chimica con 110 presa in un prestigioso Politecnico, anche se sono molto qualificato avendo 25+ anni di esperienza nell'ambito di laboratori metallurgici e 5 sempre nel campo dei materiali.🧵thread 1/20
"Il corpo di ognuna di queste persone, per chi si dice o si pensa cristiano, dovrebbe essere quello di Cristo. Così dicono di credere. Ma così, evidentemente, non è. Per moltitudini di esseri umani - e mica solo i cristiani, bene inteso - la religione è solo un’abitudine, una tradizione di famiglia, una comodità, o peggio ancora un alibi politico: Dio è con noi, è lui che ci autorizza a muovere guerra e perseguitare i nostri nemici.
Che cosa c’entri Gesù di Nazareth, così come ce lo raccontano i Vangeli, con questi cristiani indifferenti di fronte ai corpi nudi dei poveri cristi, non si sa. L’unica certezza è che per soccorrere un uomo nudo e terrorizzato che cammina nel gelo, o salvarlo dalle acque del Mediterraneo, o per consegnare a una madre il cadavere di un figlio, evidentemente non è così decisivo essere o non essere cristiani. Basterebbe molto di meno. O forse, molto di più. Basterebbe essere umani, e provare rispetto per gli altri esseri umani."
Michele Serra a #CTCF
Su Raiuno @dargendamico dice qualche parola corretta e fondata sull'immigrazione - di quelle che di solito non si sentono in TV - e Mara Venier lo interrompe bruscamente, quasi terrorizzata dal tema sollevato.
Certe reazioni spiegano molto.
Firma digitale apposta con CIE. Scopro solo ora che non è una vera firma digitale ma solo una "firma qualificata" che in molte situazioni non è accettata. Ogni giorno scopro cose che non vorrei mai scoprire. Viviamo in un paese morto che cammina. #CIE#FirmaDigitale#digitalPA