Karpathy threw a grenade at every senior engineer who still treats LLMs as a toy.
his actual words: the worst thing an expert can do right now is reject them.
most experts read it as a threat, but it's advice.
his framing:
> the gap between "AI tools are bad" and "AI tools are useful when used right" is professional discipline, not capability
> agents have cognitive deficits. they fail in ways nothing in the training set anticipated
> the experts who reject LLMs lose to experts who learn to wrangle them
> "models have so many cognitive deficits. but you can route around them"
routing around the deficits is what CLAUDE.md was invented for.
Karpathy himself wrote 4 rules. across 30 codebases they took my Claude error rate from 41% down to 11%. solid drop.
but his rules pre-date the slop era going public. I bolted on 8 more, tuned to the failure modes that surfaced after January. got it down to 3%.
a CLAUDE.md does not raise Claude's IQ. it lowers his slop floor. that is the entire game.
open the article underneath.
the model is not the bottleneck. your config is.
Nel Milan di Berlusconi c’erano i soldi, ma c’erano anche le persone. E abbiamo vinto.
Nel Milan di Paolo non c’erano i soldi, ma c’erano le persone. E abbiamo vinto lo stesso.
📌 A #Terracciano per una trattenuta che era la metà di questa hanno dato un rigore senza neanche passare per il via. Ma noi siamo il #Milan, siamo abituati. Ma non ci si abitua mai a vedere loro. #Juventus#NapoliJuventus
https://t.co/5lGcwTnXJF
Jovic espulso per dei gesti che tra attaccante e marcatore ci sono tipo duecento a partita.
E c’erano pure milanisti (si) che dicevano “rosso giusto”
https://t.co/pamds4ceKZ
Rennes-Milan: Passaggio del Turno e Fragilità Difensiva.
Il tema da svolgere era chiaro: da un lato una squadra, il #Rennes, che doveva esporsi e rischiare di lasciare spazi per recuperare 3 gol solo per arrivare ai supplementari, dall’altra il #Milan, una squadra che, opinione comune e più volte sottolineata dallo stesso #Pioli, negli spazi da attaccare troverebbe la sua sublimazione.
Nella realtà dei fatti più recenti, più volte il Milan si è trovato in vantaggio, anche di 2 gol; quindi, trovandosi in questa presunta “condizione ideale” di avere spazi e, in realtà, si è fatto spesso recuperare, perchè gli spazi li ha lasciati e non sfruttati.
L’obiettivo del passaggio del turno - ipotecato nella gara di andata - è stato raggiunto, ma la costante negativa del Milan, ovvero la tendenza a subire troppi gol (al di là delle circostanze), si è confermata anche a Rennes.
Il complesso di 5-3, ha garantito un posto negli ottavi di finale e confermato un dato oggettivo:
il Milan subisce troppi gol rispetto al suo potenziale e, almeno su questo - sono numeri - dovrebbe esserci accordo tra le varie ”fazioni”.
Non si può ignorare la fragilità degli equilibri difensivi che fanno del Milan la peggiore difesa della parte sinistra della classifica, palesata da dati incontrovertibili, tanto che anche nella partita di ritorno di Europa League la squadra ha subito 3 gol, dopo i 4 di Monza, i 2 di Frosinone, i 2 contro il Bologna, i 2 di Udine, i 3 di Bergamo, i 3 contro il Borussia, i 2 di Lecce, i 2 di Napoli, i 3 contro il Psg fino ai 5 nel derby.
Già nello scorso campionato - con altri interpreti ed altri dirigenti - la squadra aveva subito sconfitte umilianti nella dimensione, quindi è difficile dirottare il discorso sulle capacità del singolo o fingere che sia un fulmine a ciel sereno.
Questo conferma che l'organizzazione difensiva del Milan è costantemente carente già da almeno 2 anni e chi di dovere avrebbe necessariamente dovuto, già da tempo, allarmarsi, affrontare il problema e cercare un percorso di crescita e soluzioni per risolverlo fino a trovare efficacia e la necessaria solidità, fondamentale per affrontare gli avversari più forti, anche nelle fasi successive di questo torneo europeo.
In sintesi, il passaggio del turno è un risultato positivo per il Milan, anche alla luce del prossimo avversario pescato nelle urne, il migliore possibile, ma la fragilità difensiva rimane un elemento di forte sfiducia che toglie il sonno ai tifosi , sicurezza agli stessi giocatori e regala imprevedibilità ai risultati fino al triplice fischio.
Questa caratteristica negativa, che era balzata agli occhi dei più attenti “osservatori” sin dalla prima gara, non rappresenta un dettaglio da niente a meno che, come sostiene Mister Pioli, si giochi sempre per fare un gol in più, un concetto che lascia il tempo che trova - anche perchè è matematico dover fare un gol in più per vincere, per esempio 1 a 0 - ed è un obiettivo non sempre raggiungibile se si subiscono troppi gol.
Questo significa, allo stato dei fatti, che, per vincere una gara, molto spesso, occorrerebbe segnare almeno 3 gol.
Tutto è possibile, ci mancherebbe, ma sembra un gioco d’azzardo! Mi fa pensare a quello sport, se cosi si può definire e i cui video girano su tik tok, in cui due omoni grandi e grossi si prendono a schiaffoni fino a che uno non cade a terra.
In giro c'è - salvo rari casi - una “narrazione" (con la museruola?) che cerca di far passare per normale aver subito 31 gol in 25 gare contro i 29 sommati di Inter e Juventus.
Addirittura si sta arrivando a spostare l'attenzione sulle occasioni create e non concretizzate, insomma, se non si segnano 4 gol, si processa l'aspetto offensivo.
Tra l'altro, la sensazione è che ci sia anche un abbassamento notevole dei rendimenti individuali - una contrazione prestativa, una tensione agonistica ed una attenzione ridotta, una sorta di rassegnazione - e anche questo segnala un malessere che dovrebbe essere oggetto di indagine e cura.
Il sorteggio di Europa League è stato benevolo e regala lo Slavia Praga, compagine contro cui potersela giocare con fiducia e che darebbe il tempo di apportare correttivi a ciò che va aggiustato, sempre che ve ne sia la consapevolezza e la volontà.
Nel video allegato ci sono 2 azioni contro il Rennes ed una a caso contro la Roma nel 2021, quando c'era un Milan ben diverso nelle coperture, nelle distanze e negli equilibri, che aveva ritmo ed imprevedibilità, conservando ordine e lucidità ;
un Milan allenato da un Mister Pioli che riusciva a dare concetti chiari, semplici ed eseguibili in campo, che aveva forgiato un gruppo coeso e sicuro dei propri mezzi, che meritava tutti gli elogi che gli venivano riservati da noi addetti ai lavori e che regalava un nuovo entusiasmo ai tifosi dopo anni bui.
Le distanze erano corrette, lo sviluppo offensivo imprevedibile e vario, la fase difensiva solida e compatta, Ibra gestiva i ritmi rendendoli non sempre frenetici e permettendo alla squadra di trovare i tempi di gioco e ragionare, Kessie (dando sostegno anche ai 2 difensori centrali), Krunic (densità e coperture a centrocampo ed a Theo) e Sael (copertura di Calabria, stringere il campo a palla opposta e disponibilità di corse all'indietro a sostegno della linea difensiva) tenevano posizioni funzionali agli equilibri.
Leao prevalentemente tagliava dentro al campo facendo l'attaccante alle spalle di Ibra in un connubio perfetto di regia offensiva e attacco rapido e verticale alla linea difensiva avversaria, lasciando l'ampiezza a Theo H (oggi, tra i due, succede il contrario).