Milano stanotte era #donnalisi.. Un bacio a tutte le splendide ragazze della room della @cuci_la, siete state splendide in questi mesi🤗
Mano sul cuore: c'è Tananai ❤️❤️❤️
El jugador australiano de rugby Jai Arrow tuvo que retirarse tras ser diagnosticado con una enfermedad de la neurona motora, cuando estaba a solo dos partidos de alcanzar los 100 encuentros con su club, los South Sydney Rabbitohs.
Su equipo consiguió una autorización especial para que pudiera ser titular en los dos últimos partidos de la temporada regular y fuera sustituido apenas unos segundos después de comenzar. Incluso los equipos rivales apoyaron la iniciativa.
Y este fue el momento en el que alcanzó los 100 partidos.
Después de tantos años compartiendo vestuario con tus compañeros, salir al campo junto a ellos puede parecer algo normal. Solo podemos imaginar lo que significó para Jai volver a ponerse esa camiseta y pisar el césped una vez más junto a los suyos.
vorrei consigliare al direttore un centrocampista svincolato che potrebbe prendere dato che dopo l’infortunio dello chef fallito siamo rimasti con 3 centrocampisti, buonaserata.
Ieri, prima della finale degli Europei di pallavolo a Istanbul, durante la presentazione delle azzurre lo speaker turco non ha detto “Italia”. Ha detto altro.
Paola Egonu “dalla Nigeria”.
Myriam Sylla “dalla Costa d’Avorio”.
Ekaterina Antropova “dalla Russia”.
Sarah Fahr “dalla Germania”.
Non i club, non i ruoli, non i numeri di maglia. Le origini dei genitori. Come se la maglia azzurra, il passaporto italiano, gli ori olimpici e mondiali non bastassero.
Egonu è nata a Cittadella. Sylla a Palermo. Fahr è cresciuta all’Elba e parla con l’accento toscano. Antropova è italiana a tutti gli effetti. Sono la Nazionale italiana, punto.
È squallido. È di un cattivo gusto banale, da stadio provinciale, non da finale continentale. Ridurre atlete che rappresentano l’Italia al paese di nascita dei genitori è un gesto piccolo, e per questo ancora più misero.
Si può perdere una finale. Non si deve accettare che qualcuno ti dica chi sei tu, e da dove “veramente” vieni, mentre entri in campo con la tua bandiera.