🚨 RIDER | Ai Ogura
Ai Ogura non è veloce perché guida come gli altri. È veloce perché guida in modo diverso.
Chi lavora con lui lo ha capito quasi subito: cercare di adattare Ogura ai riferimenti "europei" sarebbe stato un errore.
Il giapponese ha uno stile unico.
Fa scorrere la moto in ingresso curva, utilizza l'acceleratore in modo completamente diverso e non ha bisogno dello stesso livello di grip richiesto dalla maggior parte dei piloti per essere competitivo.
Analizzando i suoi dati emerge un dettaglio affascinante: giro dopo giro aumenta l'intensità.
Più gas, più freno, più aggressività nell'angolo di piega.
È una progressione continua.
Altri piloti, come Marco Bezzecchi o Raúl Fernández, raggiungono rapidamente il loro livello massimo e lo mantengono costante.
Ogura, invece, costruisce la prestazione passo dopo passo: parte più conservativo, ma continua a crescere fino a raggiungere un picco ancora più alto.
Questa caratteristica ha costretto gli ingegneri a rivedere il loro approccio.
Non solo assetto, ma anche elettronica e gestione della moto sono stati adattati al suo modo di guidare, anziché cercare di modificarlo.
La lezione è semplice: i grandi talenti non sono quelli che si adattano al sistema. Sono quelli che costringono il sistema ad adattarsi a loro.
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