@JonathanPeled Non conosco nessuno che sia sceso in piazza per giustificare il 7 ottobre. La manifestazione è stata convocata e la gente ha manifestato contro la complicipata ai Genocidi Israeliani. Per cui TACI
@DAVIDPARENZO @marta_ggtt Certo, perché ora è tutto a posto e chiusa lì? Ci saranno negoziati nei prossimi giorni, si sono solo accordati sugli intenti
@maurorizzi_mr L’Onu e diverse organizzazioni Emergenzy, MSF, ecc hanno dichiarato che a Gaza si muore di fame. Sei così sicuro che gli aiuti israeliani, italiani ecc, bastino? Facile dire cazzate da dietro una tastiera. Impegnarsi nel mondo reale è un altra cosa
@GiorgiaMeloni I corridoi umanitari sono talmente funzionanti che la popolazione a Gaza muore di fame! Vergogna! Sei asservita a Israele che non riesci neanche a criticare da quanto hai paura. La Flottilla aveva la legge dalla sua parte, abbiamo messo la prepotenza israeliana davanti alla legge
@matteosalvinimi Insomma non è mai il momento giusto e non è mai la mossa giusta, è così che non avete fatto nulla per anni.
La verità è che avete paura della prepotenza di Israele
@GuidoCrosetto Ti scandalizza più questo che il genocidio a Gaza. Se usassi gli stessi toni per combattere la prepotente politica Israeliana a quest’ora le cose sarebbero diverse
Sanchez: "La Flotilla non rappresenta un pericolo o una minaccia per Israele, quindi spero che Netanyahu ne tenga conto. La missione non avrebbe avuto luogo se Israele avesse permesso l'ingresso di aiuti" a Gaza #ANSA https://t.co/C3mP87cQld
Ieri sera, a Porta a Porta, Bruno Vespa ha toccato uno dei punti più bassi e miserrimi della sua carriera.
Si discuteva della Global Sumud Flotilla e in collegamento c’era Antonio La Piccirella, uno dei membri della missione umanitaria.
La Piccirella parte con parole semplici, di verità: “Farci dare degli irresponsabili da chi in questo momento sta al governo ed è alleato di Israele e non si è mosso neanche per proporre un embargo, per fermare l’invio di armi, di tecnologie militari, di accordi commerciali con un paese che muove un genocidio da due anni, non ho proprio voglia di accettarlo e di sentirlo”.
Ma subito Vespa ribalta la scena con una domanda surreale: “Mi scusi, posso chiederle: voi vi fidate di Pizzaballa o no? E allora, se vi fidate, perché non gli avete dato gli aiuti?!”.
La Piccirella prova a spiegare: “Era una proposta non conforme alla natura della missione…”
Vespa lo interrompe: “Quelle sono persone serie. Hanno detto: lasciate gli aiuti alla delegazione del patriarcato latino di Cipro, noi li prendiamo e li portiamo ai poveracci di Gaza”.
La Piccirella, con calma, ha provato nuovamente a chiarire: “La natura della missione è l’apertura di un canale umanitario diretto, senza mediatori…”
E poi l’apice. Vespa, interrompendo nuovamente La Piccirella, quasi urlando, si lascia andare a una frase che resterà scolpita come esempio di violenza verbale e servilismo:
“Perfetto, posso dire che non ve ne fotte niente di dare gli aiuti alle persone! Voi volete stabilire un canale diretto, che Israele non vi consentirà mai di aprire. Voi buggerate completamente dicendo voler dare gli aiuti!”.
La Piccirella prova nuovamente a rispondere: “Contavamo sul rispetto del diritto internazionale e sull’intervento degli Stati che si dicono civili”.
Ma Vespa lo interrompe nuovamente così: “Certo, va bene, perfetto. Grazie, sappiamo che lei ha altri impegni, buona navigazione”.
Ecco cos’è andato in onda ieri sera. Un giornalista che umilia e accusa chi rischia la vita in mare per portare aiuti umanitari, mentre non ha mai un sussulto per i veri responsabili: un governo complice e un esercito che bombarda e affama Gaza.
Accusare di “fott*rsene” chi da giorni naviga in mare, rischiando la pelle, è oltre l’indegno. Perché se davvero “non gliene fregasse niente”, quelle persone non sarebbero su una barca in mezzo al Mediterraneo. Sarebbero comodamente in studio, come Vespa, a fare i portavoce di chi non fa assolutamente niente, cioè Giorgia Meloni.
Che pagina vergognosa di giornalismo.
(Credit e Foto @AUniversale )
@ManuelPeruzzo Con la grandissima differenza che parla documentata, studiando, argomentando in maniera logica e onesta, cosa che il generalissimo bravo solo a parlare davanti alla telecamera non fa