Narrazione appassionante ma non retorica, empatica ma fattuale e storicamente impeccabile dell’azione di via Rasella. Da vedere e sbattere in faccia ai neonazifascisti che ancora vomitano di responsabilità dei partigiani nell’eccidio delle Fosse Ardeatine. https://t.co/5G1S5ZogKo
Pina Picierno @pinapic ha lanciato oggi Spazio Pubblico @s_pubblico, che contribuirà in modo determinante alla costruzione di un’offerta politica europeista, riformatrice e liberale, di cui il paese ha un grande bisogno.
Credo che valga la pena impegnarsi per un nuovo europeismo, contro il bi-populismo che sta bloccando l’Italia, contro i totalitarismi e le autocrazie, per la difesa dell’Ucraina e delle sue scelte europee.
C’è un gran lavoro da fare e se condividete il progetto si può iniziare aderendo qui: https://t.co/IyVG3BgdmK
Pashinian si avvia a vincere, i brogli di Nonno non ce l'hanno fatta a rovesciare le elezioni.
Ora i russi dicono che Pashinian è un traditore, ma chi è che doveva difendere l'Armenia delle bombe azere?
Chi è che ha tradito?
Adesso facciano i bagagli. La vacanza è finita.
Madrid colapsada. Cientos de miles de personas en las calles para vivir la visita del Papa.
Ni la izquierda, ni la derecha, ni ningún otro movimiento logra reunir algo parecido.
Llevan décadas diciendo que la fe desaparece pero cuando llega el Papa, la realidad es totalmente distinta.
Subestimar la fuerza del catolicismo es no entender lo que ocurre en España.
Y una gran mayoría son los jóvenes y ni un disturbio.
De piel de gallina.
Intanto #Sputnik, agenzia foraggiata dal #Cremlino, in #Armenia dà un testa a testa che non esiste. Il partito di Pashinyan starebbe vincendo con grande margine #brigaterusse
Ai primi posti nel programna di governo di questo partito di merda ci sono queste cose. Come farà la gente a votare questo troglodita razzista? Con che coraggio?
🚨STRATÉGIQUE & HISTORIQUE
L'armée ukrainienne vient de mener sa plus vaste et plus profonde attaque de drones depuis le début de la guerre. Une vague record de 376 drones a frappé la Russie jusqu'à 1 000 km de la frontière, ciblant le cœur militaire et énergétique du pays.
🔥 Les faits marquants :
La flotte de la Baltique visée : Incendies et explosions à la base navale de Kronstadt et au 15e arsenal de munitions près de Saint-Pétersbourg.
Infrastructures pétrolières en feu : Les dépôts d'Ust-Labinsk (Krasnodar) et de Tyumen durement touchés.
Timing politique : Une riposte directe après le rejet par Poutine des propositions de paix de Zelensky, en pleine clôture du Forum économique de Saint-Pétersbourg.
Malgré la défense antiaérienne russe, la saturation de l'espace aérien a provoqué un chaos logistique inédit jusqu'à la côte Baltique. La guerre change d'échelle. 🇺🇦✈️🇷🇺
#Ukraine #Russie #GuerreEnUkraine #DroneStrike #SaintPetersburg #Kronstadt #Actualite #Geopolitique #OSINT
ELEZIONI ARMENIA - Secondo i primi exit poll diffusi dai canali del premier europeista Nikol Pashinyan, il partito di governo Contratto Civico avrebbe stravinto con una maggioranza di voti del 56,7%, contro il 17,5% del partito filorusso Armenia Forte. Secondo altri exit poll lo scarto sarebbe del 32,7% contro il 29%. L'affluenza è stata del 58,97%.
Intanto, a riprova del tentativo russo di inquinare il voto, sono stati avviati complessivamente 59 procedimenti penali in relazione a presunti reati elettorali all'interno delle suddivisioni del Comitato investigativo armeno, di cui 43 presso unità investigative regionali e 16 presso le divisioni con sede a Yerevan.
Secondo quanto dichiarato dal Comitato investigativo armeno, sono stati avviati nove procedimenti penali ai sensi dell'articolo 210 del Codice penale (ostruzione all'esercizio dei diritti elettorali o alla partecipazione alle elezioni o ai referendum, o all'esercizio dei diritti e dei doveri).
Sono stati avviati altri 30 procedimenti penali ai sensi dell'articolo 214 del Codice penale (voto multiplo o voto per conto di terzi). Diciassette procedimenti penali sono stati avviati ai sensi dell'articolo 215 del Codice penale (violazione della segretezza del voto).
Inoltre, sono stati avviati tre procedimenti penali ai sensi dell'articolo 314 del codice penale (diffusione di false informazioni sul terrorismo). Nove persone sono state arrestate.
Мigliaia di persone sono bloccate all'aeroporto di Sochi da venerdì e non possono tornare a casa a causa degli attacchi dei droni. Qualcuno sta svenendo a causa dell'insopportabile caldo, non ci sono sedie libere, le persone giacciono sul pavimento, i banchi informazioni sono presi d’assalto e i tabelloni sono vuoti.
For two decades, Vladimir Putin managed to trick the world into believing he was a master geopolitical chess player.
The catastrophic invasion of Ukraine has permanently shattered that illusion, exposing him as one of the most wildly overestimated strategists in modern history.
Putin's long streak of international ”successes” was never a product of strategic brilliance. Instead, his ”victories” happened simply because he was willing to break international rules and push further than his targets expected. Many of his opponents mistakenly believed that appeasement would preserve stability, which only encouraged his aggressive behavior for years.
The moment someone finally stood up to him, the entire facade came crashing down. Ukraine refused to capitulate, and the Kremlin's supposedly unstoppable military machine failed pathetically. Putin completely miscalculated the resolve of Ukrainian people and the unity of the West, proving that his earlier triumphs were just the result of bullying weak and hesitant adversaries.
By overstretching his forces in this reckless war, he has effectively ruined the economic potential and future of Russia. His legacy is now defined by a bleeding military, crippling sanctions, and absolute isolation from the developed world. It is a pathetic end for a ruler who genuinely believed his own propaganda
Russians have never really tried to hide their similarities to the Nazis: military uniforms, symbols, patriotic songs, a vast propaganda machine, youth paramilitary organizations, and slogans.
Russia is reproducing it all with terrifying precision.
The Armed Forces of Ukraine struck a bridge in the Chonhar area.
The Armed Forces of Ukraine carried out a precision strike on a bridge near Chonhar. The structure is considered one of the key elements of the Russian military’s logistics network in the south.
The bridge was used by occupying forces to move military equipment, ammunition, and personnel between occupied territories. As a result of the strike, a section of the bridge was damaged, significantly complicating Russian military movement in this direction.
According to preliminary information, the strike caused substantial disruptions to enemy logistics. Russian sources have already confirmed that the bridge was hit, although details regarding the extent of the damage have not yet been disclosed.
This strike continues a series of successful Ukrainian operations aimed at disrupting the rear-area supply and logistical support of Russian forces.
@acavalletti@marsetac Ma se anche così fosse, cosa aggiungerebbe o toglierebbe all’analisi di @marsetac? Inoltre, come tutti sappiamo o dovremmo sapere, l’aumento dell’aspettativa di vita e la parallela riduzione strutturale della popolazione giovanile faranno impennare la domanda di caregiver.
Mi sono divertito (si fa per dire) ad esaminare la proposta che il generale della divisione d’assalto putiniana dislocata in Italia, tal Roberto Vannacci, ha avanzato in merito alla remigrazione. Dopo qualche ricerca, ammetto di averne intuito all’inizio solo la disgustosa logica ma di averne sottovalutato la follia economica.
Il progetto viene spacciato in buona sostanza come un’iniziativa che porterà al rimpatrio forzato di tutti gli irregolari e ad un patto per il rientro volontario di quelli regolari, a fronte di incentivi che consentano a queste persone, pur già integrate in Italia, di rifarsi una vita nei loro paesi di origine.
Partiamo dagli irregolari. Il loro numero complessivo in Italia è di circa 600.000. La proposta prevede genericamente il loro rimpatrio, tuttavia solo 90.000, cioè il 15%, è effettivamente rimpatriabile.
Metà di questa platea proviene infatti da paesi in guerra, non sicuri, instabili o nei quali si rischia la morte, la tortura o l’oppressione per motivi politici, religiosi o sessuali. Queste persone non possono dunque essere espulse per vincoli costituzionali e in virtù delle convenzioni internazionali cui il nostro paese aderisce.
A questi si aggiungono altri 200-210.000 migranti che dichiarano di provenire da nazioni con le quali non ci sono accordi specifici per il rimpatrio o che non sono identificabili. Anche per loro il rientro è di fatto impossibile.
Nessuno di loro secondo l’idea di Vannacci può comunque essere accolto. La proposta prevede infatti anche la cancellazione della protezione speciale e vieta esplicitamente ogni possibilità di regolarizzazione. Avremmo quindi oltre 500.000 persone che non potrebbero essere né accolte né espulse, ma sarebbero costrette a rimanere in un limbo, invisibili per sempre, alimentando così lavoro nero, delinquenza comune e crimine organizzato, alla faccia dell’ordine e della sicurezza che la legge dovrebbe promuovere.
C’è poi una fascia di circa 150.000 migranti che hanno presentato una richiesta di protezione internazionale e che sono in attesa di risposta. La proposta include anche loro nell’elenco di coloro che possono aderire volontariamente al rimpatrio. Il punto è che tra le precondizioni per richiedere l’asilo c’è quella di trovarsi in condizioni di pericolo o di non poter esercitare liberamente le proprie libertà nel proprio paese d’origine. Perché qualcuno che è fuggito da un luogo in cui rischia di morire dovrebbe tornarci? Anche in questo caso la risposta è a dir poco controversa. La proposta prevede infatti l’azzeramento di ogni forma di tutela per i richiedenti asilo, i quali potrebbero essere alla fine costretti ad accettare soldi e rientrare nelle nazioni di provenienza dove rischiano la vita o l’arresto, piuttosto che vivere di stenti in attesa di una risposta che di solito arriva dopo anni.
Infine i regolari. Il totale dei migranti in regola è di circa 3,6 milioni. Si tratta di persone che svolgono normalmente lavori molto duri e che gli italiani non vogliono svolgere. Sono stranieri la gran parte dei lavoratori agricoli, un quarto di chi sta nei cantieri edili, quasi tutte le colf e le badanti, tantissimi operai che lavorano nelle fabbriche. La loro età media è di 36 anni, rispetto ai 47 dei cittadini italiani. I promotori della legge confidano di convincere una quota intorno al 9% in un triennio a tornare al proprio paese di origine. Parliamo di 300.000 persone alle quali si dovrà corrispondere una cifra adeguata (che la legge non quantifica, ma che dovrà essere abbastanza alta da risultare appetibile). La prima conseguenza sarà che interi settori rischiano di fermarsi, a partire dall’agricoltura, che per assurdo è quello che sta più a cuore ai sovranisti. Ma c’è anche un problema previdenziale da considerare. I migranti versano oltre il 10% del totale dei contributi che incassano gli enti previdenziali e riprendono a malapena lo 0,5% in termini di prestazioni. Oltre 640.000 pensioni oggi si pagano grazie ai contribuenti provenienti da altri paesi. Se i promotori raggiungessero il loro obiettivo di 300.000 regolari remigrati, alle casse dell’INPS verrebbero a mancare circa 1,5 miliardi all’anno, visto che si tratta, come si diceva, di lavoratori non immediatamente rimpiazzabili da altrettanti italiani. La conseguenza diretta sarebbe che non solo il genralissimo si aggiungerebbe alla lunga lista dei populisti alla amatriciana che hanno fallito nel proporre l’abolizione della legge Fornero sull’età pensionabile, ma riuscirebbe ad inasprirne i meccanismi, costringendo centinaia di migliaia di lavoratori a rimanere diversi mesi in più al lavoro per ciascun blocco di lavoratori rimpatriati, dal momento che verrebbero meno i contributi che permettono di pagare quelle pensioni.
Per fare questi calcoli non servono eccelse doti matematiche, eppure sempre più italiani sembrano attratti da slogan tanto efficaci quanto lontani dalla realtà, che si appellano agli istinti peggiori di ciascuno (egoismo, cinismo, paura, diffidenza), per evitare che si ragioni sulle reali conseguenze delle proposte che si fanno. I populismi si nutrono di nemici (l’Europa, il migrante, l’Ucraina) e di disvalori, fanno appello alla convenienza anziché alla comprensione e hanno necessità di dividere per polarizzare. Nessuno di questi cialtroni proporrà mai soluzioni utili per l’Italia. Ci chiederanno solo di ringraziarli per averci resi persone peggiori e di votarli proprio per questo.