@matteosalvinimi Fattene una ragione, quel testa di c.... di un gioielliere ha sparato alle spalle a bruciapelo ai due rapinatori che stavano fuggendo, ha tutte le colpe di questo mondo
Il signor Matteo Baldan, ai più sconosciuto (e meglio così), qualche giorno fa ha diffuso un video generato con l’intelligenza artificiale in cui mi fa dire cose che non ho mai detto.
Un contenuto assolutamente falso, creato per screditarmi, alimentare odio e raccattare miseramente un po’ di visibilità. Che poi, ottenuto l’effetto, ha cancellato. Povero sfigato.
Il problema non è tanto che molti dei suoi acutissimi follower di estrema destra lo prendano per vero, ma che anche persone in buona fede possano distrattamente cadere nel tranello.
Se Giorgia Meloni e il suo partito – sempre così sensibili e attenti a ciò che fanno o dicono gli avversari, un po’ meno ai propri aderenti – non prenderanno le distanze da questo misero gesto e non lo sanzioneranno pubblicamente, allora vorrà dire che approvano e incoraggiano questo modo disonesto, sleale e pericoloso di fare politica nell’era dell’AI e del digitale.
Quantomeno…buono a sapersi.
Chi colpisce un giornalista sotto scorta non sta cercando di fermare una persona. Sta lanciando un avvertimento a tutti.
L’attentato a @SigfridoRanucci non nasce oggi: è il frutto di anni di delegittimazione, di campagne mediatiche costruite per isolare, infangare, distruggere civilmente chi osa indagare il potere.
Quando non si discute più delle idee ma si attacca la persona, quando il dibattito pubblico diventa un linciaggio social permanente, quando la politica – il potere – si sente autorizzata a colpire i giornalisti, la democrazia non è in pericolo: è già stata violata.
Questa bomba non è solo un atto intimidatorio: è un messaggio destinato a chiunque pensi che l’inchiesta, l’analisi, la critica siano ancora spazi di libertà.
#ranucci #libertadistampa