Rimuovere uno striscione realizzato dai bambini davanti alla loro scuola è un fatto grave. Lo è ancora di più quando esprime un fondamentale concetto di integrazione. È successo questa mattina a Genova, alla scuola Daneo, che fa dell’inclusione una pietra miliare.
Quelli che si stanno impegnando tanto per convincervi ad andare a votare sì per una riforma che interessa a loro, sono gli stessi che l'anno scorso si sono impegnati tanto nel dirvi di andare al mare per una riforma che interessava a voi.
#ottoemezzo#ioVoteròNO
La bidella pendolare
La tipa laureata in 3 “giorni”
Il professore “be kind” Di fisica
Ci hanno insegnato, ma non abbiamo ancora capito che:
MAI VANTARSI
Poi la merda viene a galla
Le pressioni politiche possono abbassare la qualità dell'informazione, certo, ma solo se il giornalismo si piega. Voglio chiedere agli addetti ai lavori: cosa vi impedisce di parlare degli #epsteinfiles? E cosa, invece, ha obbligato molti di voi a mentire su Francesca Albanese?
@Antonio_Tajani Certo, Ministro. Neanche io mi riconosco nelle posizioni di un governo il cui Ministro degli Affari Esteri afferma che "il diritto vale fino a un certo punto". La differenza è che io resto disponibile al confronto nel rispetto dell’organismo di pace e garanzia al quale appartengo
La verità è che se Falcone e Borsellino fossero vivi, li disprezzereste esattamente come disprezzate Gratteri.
Ma preparate la fotina da pubblicare sui social ché maggio si avvicina, infami 🤡
I danni che fa Internet negli anni 2020:
lui fa il professore in una scuola pubblica, ha iniziato a monetizzare su YouTube e ha capito che conviene di più.
Nel 1980 Benigni esordì a Sanremo, e tra le varie cose fece un monologo sull'amore libero, citando Papa Wojtyla e chiamandolo "wojtylaccione".
La cosa gli costò un'interrogazione parlamentare in Italia, e in Vaticano un processo per vilipendio di capo di stato straniero, a cui seguì la condanna a un milione di lire di multa e un anno di reclusione. Reclusione mai scontata, per la condizionale.
Oggi ci si appella al "non si può più dire niente, c'è il politicamente corretto, signora mia che tempi", ma ho una breaking news: non potevi dire niente nemmeno prima.
Le indignazioni facili e le rotture di balle piovevano come i meteoriti sui dinosauri.
Sapete cosa c'era di diverso prima?
Che non si piagneva (non è un errore, ho scritto 'piagne' di proposito). Non si faceva la lagna della vittima.
Ti accollavi le conseguenze delle tue parole, dei tuoi scandali, e andavi avanti per la strada che avevi scelto.
Coerenza, fermezza, magari anche furbizia del cavalcare il polverone.
E anche un po' più di palle.
Il problema di oggi è che la lagna fa più notizia dello scandalo, quindi conviene.
Questo è il vero scandalo.