Perché Federica, abbiamo anche il dubbio che non sia qualche cretino? Non dimenticare mai che in questo paese c'è stata gente che è andata a Sarajevo ad ammazzare donne e bambini per gioco, figuriamoci se non c'è uno che chiama Roberta per divertirsi.
#chilhavisto
La Stazione di Bologna: una strage di Stato nella cornice autoritaria, fascista e atlantista dell’Italia della Guerra Fredda. 45 anni dopo il pericolo reazionario incombe di nuovo (Laura Tussi) https://t.co/BAvbhkUsbj via @FarodiRoma
i nostri angeli custodi della polizia che stavano arrestando una signora per aver denunciando quello che poi si è rilevato un assassino ottimo lavoro ragazzi è sempre bello sapere che noi donne veniamo sempre prese sul serio 😍😍😍
#chilhavisto
Studenti a volto scoperto e a mani nude. Poliziotti con manganelli, casco, protezioni e scudo.
La Sapienza, lo sfogo della ragazza contro la polizia: "Mi avete tirato i capelli e calpestata, chi ci protegge da voi?"
9 ore al giorno per 5 giorni a settimana, per un totale di 45 ore settimanali.
La paga? 2,2€ l'ora, 20€ al giorno, 100€ a settimana, 400€ mensili.
Letteralmente la fame.
Eh, però manca la voglia di lavorare...
Guerra al #lavoronero e #salariominimo di almeno 10€ l'ora!
Questa cosa che l'Atac non dà più notizie in tempo reale ma si limita a rifilare il link sullo stato del servizio senza spiegare i motivi dei disservizi è veramente il punto più basso della sua storia online, ma lo chiudessero il profilo a questo punto.
Come scrivo oggi sul Fatto, questa classifica (foto) dei femminicidi pubblicata ieri su La verità e ripresa/citata da molti giornalisti in questi giorni per sostenere che nell’emancipato nord Europa e nel mondo ci sarebbero più femminicidi che in Italia e che da noi va tutto bene è una bufala. Intanto la classifica è del 2018 e i dati italiani sono del 2023, per giunta ad anno solare non ancora concluso. Idem per Canada e Stati Uniti, dati del 2020 e 2021. Inoltre la dicitura è “omicidi di donne” e non “femminicidi”, e c’è una bella differenza. “Il famoso nord Europa emancipato in cima alla classifica” (così dicono i vari negazionisti del patriarcato) non è la Scandinavia ma sono i paesi baltici Lituania e Lettonia, paesi con diverse criticità tra cui il consumo di alcol, di cui sono tra i più grandi consumatori al mondo. L’alcol, se si parla di violenza, è un facilitatore e infatti sono paesi in testa non solo nelle classifiche per femminicidi ma anche per omicidi. Nella classifica del 2020 (seconda foto) la Svezia è dietro l’Italia, di Norvegia e Finlandia non ci sono dati a disposizione così come per altri 10 paesi europei. Infine, sostenere che l’unico parametro per misurare la cultura patriarcale in un paese sia il numero dei femminicidi è una sciocchezza. I parametri sono molti, tra cui la parità salariale, il welfare, il ruolo delle donne nelle posizioni apicali e così via. Per chiudere, alla fine gli unici dati che contano sono questi: l’82 % delle donne sono uccise da familiari, partner, ex partner. Gli uomini uccisi da familiari e ex partner sono il 12 %. https://t.co/PTemRcoeVO