@AmourskyCyrille@CarloCalenda I honestly don't know what game @corradoformigli, the TV host, is playing by inviting Russian propagandists every week on his Prime Time show.
Maybe he thinks this is "freedom of speech", but it's just irresponsibility. And in the information warfare era this is very dangerous
Italian Senator @CarloCalenda speaks the truth about European appeasement towards Putin after the annexation of Crimea.
Not so common in the Italian TV. I hope more politician will follow.
[ENG SUB]
Italian Senator @CarloCalenda left Jeffrey Sachs literally speechless and shocked by calling him a liar and a propagandist.
It happened on Prime Time Italian television.
Priceless 🤩
[ENG SUB]
(The 2nd part in the next tweet)
Italian Senator @CarloCalenda left Jeffrey Sachs literally speechless and shocked by calling him a liar and a propagandist.
It happened on Prime Time Italian television.
Priceless 🤩
[ENG SUB]
(The 2nd part in the next tweet)
- Ha una visione del mondo complottista e millenarista
- I nazisti lo rilanciano e lo elogiano
- I suoi amici, come Tucker Carlson, proprio su questa piattaforma cercano di far passare il messaggio che Hitler, in fondo, qualche ragione ce l'aveva
3/➡️
Per i traditori che dicono "la Russia non è mio nemico".
Qualcuno crede che siano necessari decenni per osservare derive di un certo tipo.
Spero che il risveglio non richieda troppo tempo
@CarloCalenda da applausi ieri a Piazzapulita.
Nel tweet quotato potete vedere mentre espone il propagandista putiniano Jeffrey Sachs per quello che è (è l'unico approccio sensato).
Ma il meglio di sé, a mio parere, lo ha dato qui. Davvero complimenti.
Fabio Sabatini come al solito coglie il punto.
Spero che @corradoformigli legga il thread e faccia una profonda riflessione su come il suo programma abbia contribuito:
1) a svilire il ruolo del giornalismo, normalizzando idee aberranti portate avanti da personaggi ambigui.
➡️
Povero @marcotravaglio. In fondo c’è da capirlo. Lui Sachs lo aveva invitato pure alla festa del @fattoquotidiano - dove aveva raccontato la balla della confidenza di Macron sulle colpe della NATO nella guerra in Ucraina - e se lo era portato dietro persino alla manifestazione del M5S ad aprile a Roma. Non poteva certo accettare senza replicare che @CarloCalenda dimostrasse che quello che lui spaccia per grande economista è in realtà un contaballe olimpico, che tra biolab, complotti sul COVID e mazzette inventate, ormai è considerato una barzelletta internazionale.
Il problema è che per coprire le idiozie di Sachs, ha finito per spararle più grosse di lui.
Nell’editoriale di oggi, non solo prova a ribaltare la narrazione su chi ha asfaltato chi a @PiazzapulitaLA7, nel disperato tentativo di salvare Sachs, ma, consapevole anche lui che quelle vomitate in diretta sono accuse fantasiose ed indimostrabili, da noto avvocato delle cause perse, ci mette del suo: «Lo disse pure l’inviata di Obama Victoria Nuland» scrive nel pezzo. «Gli USA hanno investito 5 miliardi per dare all’Ucraina il futuro che merita». Come se la frase di per sé supportasse le scemenze del suo assistito.
Peccato che queste parole si riferiscano ad una delle più note fake news della propaganda russa.
Il 13 dicembre 2013, la numero due del Dipartimento di Stato Americano, durante una conferenza organizzata dalla Fondazione USA-Ucraina, diceva testualmente: «Fin dall'indipendenza dell'Ucraina nel 1991, gli Stati Uniti hanno sostenuto gli ucraini nello sviluppo di competenze e istituzioni democratiche, nella promozione della partecipazione civica e del buon governo, tutti prerequisiti affinché l'Ucraina realizzi le sue aspirazioni europee. Abbiamo investito oltre 5 miliardi di dollari per assistere l'Ucraina in questi e altri obiettivi che garantiranno un'Ucraina sicura, prospera e democratica».
La stessa Nuland ad aprile del 2014 ripeteva quello stesso concetto in una intervista alla CNN, tanto che la notizia veniva persino ripresa fedelmente dall’agenzia di stampa russa RIA Novosti.
Poco tempo dopo la propaganda russa decideva però di manipolare quell’affermazione, cosa che esplicitamente fa l’ex segretario del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa Nikolai Patrushev, il quale nel giugno del 2015 parla di una confessione della Nuland in merito ai «5 miliardi spesi per organizzare quegli eventi [Maidan]».
Da allora questa balla colossale è stata periodicamente ripresa dalla propaganda e lo stesso Travaglio l’ha inserita nel suo libro “Scemi di guerra” (e da me già debunkata nel mio “Scemi di pace”). Ultimo in ordine di tempo Alexei Shevtsov, Vice Segretario del Consiglio di Sicurezza, che, in una intervista apparsa nel marzo scorso su Izvestia, la ripete, come se non fosse già stato dimostrato che si tratta di un clamoroso fake.
E così, il povero Travaglio, che voleva tirare il suo ospite fisso fuori dai guai, ha solo ingaggiato con lui un’insana gara a chi mente di più. È il classico schema Ponzi della propaganda del quale il caro direttore è ormai prigioniero da anni. Coprire una menzogna con una ancora più grossa. Ma sappiamo tutti che questi sistemi finiscono sempre nello stesso modo: chi li ha ideati scappa appena rilanciare diventa impossibile e chi gli ha creduto deve pure spiegare come ha fatto a farsi truffare.
PS: nel commento il link al discorso ufficiale di Victoria Nuland del 2013
@CarloCalenda da applausi ieri a Piazzapulita.
Nel tweet quotato potete vedere mentre espone il propagandista putiniano Jeffrey Sachs per quello che è (è l'unico approccio sensato).
Ma il meglio di sé, a mio parere, lo ha dato qui. Davvero complimenti.
Da vedere!!! 👇🏻👇🏻👇🏻
Fenomenale. Semplicemente. Ascoltare Nick Freitas significa ascoltare le parole di chi sa esattamente di cosa sta parlando. La competenza è tutto, in ogni settore.
Uno così alla TV italiana non lo ascolterete mai.
Roberto Damico
Il Cancelliere federale tedesco Merz:
"La Russia ci sta attaccando già oggi. Abbiamo attacchi, incendi dolosi contro l’infrastruttura, cosa successa anche nelle nostre caserme negli ultimi giorni. Le tracce portano quasi tutte alla Russia".
Molto semplice come concetto: se ci attaccano, dobbiamo difenderci.