Ci sono persone che, leggendo un giornale, girano pagina. E persone che, leggendo un giornale, cambiano il finale della storia.
Pietro Frisani appartiene alla seconda categoria.
Ha letto una mia intervista sulla Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. Avrebbe potuto commuoversi per qualche minuto, condividere un post, scrivere un commento indignato sulla necessità di fare di più. Invece ha preso il telefono, mi ha chiamato e ha detto, più o meno: «Io ho una barca. Mettiamola a disposizione».
Sembra una frase semplice. In realtà contiene una piccola rivoluzione.
Viviamo nell’epoca in cui tutti chiedono cosa dovrebbe fare qualcun altro. Lo Stato. Le istituzioni. La politica. Il vicino. Pietro si è chiesto una cosa diversa: cosa posso fare io, con quello che ho?
La risposta è un veliero di sedici metri che è partito da La Spezia, arriverà fino a Milazzo e tornerà un’altra volta su fino a Trieste, facendo tappa lungo tutta la costa italiana. A bordo saliranno ragazze e ragazzi con autismo, sindrome di Down, sindrome dell’X Fragile e altre condizioni di divergenza, insieme alle loro famiglie. Non saranno loro a dover rincorrere un’opportunità. Sarà l’opportunità a raggiungere loro.
È questa l’inclusione quando smette di essere una parola da convegno e diventa un verbo.
La cosa più bella, però, non è la barca.
È il meccanismo che quella barca mette in moto.
Un’intervista genera un’idea. Un’idea incontra la generosità di uno skipper. La generosità coinvolge la Fondazione Italiana Autismo, ANGSA, decine di associazioni locali, centinaia di famiglie. E all’improvviso quello che sembrava il gesto di una persona diventa il patrimonio di una comunità.
La solidarietà funziona così. Non è un pozzo da cui si attinge finché non si svuota. Assomiglia molto di più a una candela: quando ne accende un’altra non perde luce, la raddoppia.
Forse è questo il significato più autentico di “Buon Vento”. Non soltanto una barca che attraversa il mare, ma un’idea che attraversa le persone. Perché il bene, quando incontra qualcuno disposto a raccoglierlo, diventa contagioso. E scopri che basta una vela spiegata per far salpare anche molti altri.
La condanna di Mauro Moretti pone una questione che ci riguarda: se la responsabilità penale diventa di ruolo e non più personale, si incrina lo Stato di diritto. E una pena eseguita 17 anni dopo i fatti interroga il senso stesso della giustizia.
#spaziopubblico
La strage di Viareggio del giugno del 2009 è avvenuta senza nessuna colpa dell'amministratore delle ferrovie. Moretti è innocente. Non poteva fare nulla che fosse nei suoi compiti per evitare quell'incidente. ( sono d’accordo)
A volte si ha la sensazione che parti della sinistra vogliano tornare indietro nella Storia, senza in alcun modo fare i conti con essa. E' noto come ando' con la cosiddetta 'gioiosa macchina da guerra' che si incaglio' mentre pensava di aver gia' vinto. Una lezione che dovrebbe essere mandata a memoria da qualcuno che ha la pretesa di avere gia' in tasca la vittoria, e il 42% che in democrazia non e' il 50%+1, ma che anzi testimonia che il 58% e' da un'altra parte.
Il riflesso condizionato di voler e poter fare da soli a sinistra e' tornato a riaffiorare, proprio qui a Vasto, nel 2011, quando Pierluigi Bersani anziche' orientare il suo Pd in un accordo con i centristi, che infatti andranno da soli con Monti, si abbandono' all'abbraccio con Di Pietro e Vendola, consegnandosi cosi' alla 'non vittoria' del 2013 che gli precluse l'ingresso a Palazzo Chigi. Oggi sembra che qualcuno sia dimentico di questa storia. Sarebbe bene che la ripassasse. Prima di ritrovarci Meloni al Quirinale e Vannacci al Viminale, se non addirittura a Palazzo Chigi.
Landini, in una rincorsa a sinistra spasmodica, torna a riproporre la patrimoniale. Al netto del giudizio politico (che ribadiamo: e’ un autogol!) la patrimoniale non funziona neppure sul piano pratico, perché ormai viviamo in un mondo interconnesso e in un mercato globale. Non è un caso se negli ultimi tre decenni la maggior parte dei paesi OCSE ha abolito l’imposta sul patrimonio netto: nel 1990 ce l'avevano 12 paesi, e oggi sono solo 3 ad applicarla. Via via l'hanno cancellata l'Austria nel 1994, la Danimarca e la Germania nel 1997, i Paesi Bassi nel 2001, la Finlandia e l'Islanda nel 2006, la Svezia nel 2007. La Francia nel 2018 ha abolito l'imposta generale di solidarietà sulla fortuna, sostituendola con un'imposta limitata al solo patrimonio immobiliare.
Quando Landini dice: 'fuga di capitali? Vadano dove vogliono', sta dicendo che va bene se si perdono contributi per sanità, ammortizzatori e sostegno alle fasce più povere. Solo nel suo mondo onirico e ideologico ad una scomparsa di ricchezza corrisponde un aumento dell’occupazione, dei salari e della produttività. Nel mondo reale la fuga di capitali produce solo povertà. E non ci vuole molto a capire chi ne paga le conseguenze… Non smetteremo mai di ripeterlo: le tasse vanno abbassate e non alzate
Vrais reconnaissent vrais 🤜🤛
Parce qu'il s'engage tous les jours pour la jeunesse et fait de l'École une priorité de sa campagne, Gabriel Attal est le candidat à la présidentielle préféré des jeunes.
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Il y a ceux qui parlent du déclin.
Et ceux qui organisent la puissance.
Avec son plan pour l’intelligence artificielle, @GabrielAttal fait un choix simple : investir dans ce qui fera la force de la France dans les prochaines années.
L’ambition plutôt que la nostalgie.
Il faut enseigner aux enfants, dès leur plus jeune âge, que le Soleil se lève à l’Est et se couche à l’Ouest.
Que si l’on tend la main droite vers l’Est, alors le visage regarde le Nord, et le dos, le Sud.
Que l’eau des rivières s’écoule bien souvent vers la mer.
Que la Lune, elle aussi, naît à l’Est et meurt à l’Ouest.
Et que, lorsqu’elle est absente, une étoile veille — l’étoile polaire — pour nous indiquer le Nord et nous révéler notre latitude.
Que plus cette étoile est basse à l’horizon, plus on est proche de l’Équateur.
Que lorsqu’un oiseau fend les cieux au milieu de l’océan, c’est qu’il y a une terre toute proche, quelque part, là où il vole.
Inculquons-leur aussi le respect et l’amour des animaux, des arbres, de la terre, et de tous les éléments qui nous donnent la vie.
Apprenons-leur cela avant de leur offrir un téléphone portable. Car un téléphone s’éteint, le réseau s’évanouit… mais la sagesse, elle, ne se perd jamais.
Ne les laissons pas perdre la vraie connexion.
Anonyme
È stato bellissimo partecipare all’inaugurazione della Library di Obama. E ho sottolineato anche oggi in una intervista a Repubblica il valore politico di questo evento, anche alla luce di ciò che sta facendo Donald Trump non solo in America. Ma lasciatemi confessare che per me è stato anche un momento molto bello sul piano personale perché l’ho condiviso con mia figlia Ester. L’impegno di Agnese con gli esami di maturità ha portato infatti nostra figlia a prendere il suo posto ed è stato molto divertente mettersi a rivedere con Michelle sul telefonino le foto dell’Expo di Milano 2015 e vedere quanto sono cresciute le nostre figlie. Perché la politica ha anche una dimensione di umanità e amicizia, che gli Obama hanno sempre difeso e condiviso. E che mi rende ancora più orgoglioso di aver collaborato con il 44’ inquilino della Casa Bianca. Quanto manca Barack Obama al centrosinistra, all’America, al mondo intero! Ma quanto è bello pensare che la nuova generazione, i ventenni di oggi, possa avere dei luoghi come la Fondazione Obama per tornare a sperare e sognare.
«Abbiamo ucciso l’ayatollah, sostituendolo con uno più giovane e radicale. Non abbiamo fatto nulla per i manifestanti in Iran. Abbiamo rimosso le sanzioni. Abbiamo ottenuto un cessate il fuoco che avevamo già prima della guerra. Abbiamo aperto Hormuz, che era già aperto prima. Abbiamo speso chissà quanti miliardi di dollari in bombe e missili. Molte vite americane e civili sono state perse. Abbiamo dato all'Iran il controllo completo dello Stretto di Hormuz e buttato dentro un minimo di 300 miliardi di dollari. In questo momento Melania Trump si sta chiedendo: come posso ottenere un accordo del genere?» (Jimmy Kimmel)
Domani a Chicago l’inaugurazione della Library di Barack Obama vedrà la presenza di tanti amici progressisti di tutto il mondo. Chi non crede alla politica di Trump e dei suoi amici di tutto il mondo ha in Obama un punto di riferimento assoluto. Io sono felice di aver lavorato con lui e sono felice di essere stato invitato per domani a Chicago. L’Enews https://t.co/o2viuIcpn9
Sublime texte "Le train de ma vie" de Jean d'Ormesson
"A la naissance, on monte dans le train et on rencontre nos parents.
Et on croit qu’ils voyageront toujours avec nous.
Pourtant, à une station, nos parents descendront du train, nous laissant seuls continuer le voyage…
Au fur et à mesure que le temps passe,
d’autres personnes montent dans le train.
Et ils seront importants : notre fratrie, amis, enfants, même l’amour de notre vie.
Beaucoup démissionneront (même l’amour de notre vie) et laisseront un vide plus ou moins grand.
D’autres seront si discrets qu’on ne réalisera pas qu’ils ont quitté leurs sièges.
Ce voyage en train sera plein de joies, de peines, d’attentes, de bonjours, d’au-revoir et d’adieux.
Le succès est d’avoir de bonnes relations avec tous les passagers pourvu qu’on donne le meilleur de nous-mêmes.
On ne sait pas à quelle station nous descendrons.
Donc vivons heureux, aimons et pardonnons !
Il est important de le faire, car lorsque nous descendrons du train, nous devrions ne laisser que des beaux souvenirs a ceux qui continuent leur voyage…
Soyons heureux avec ce que nous avons et remercions le ciel de ce voyage fantastique.
Aussi, merci d’être un des passagers de mon train.
Et si je dois descendre à la prochaine station,
je suis content d’avoir fait un bout de chemin avec vous !
Je veux dire à chaque personne qui lira ce texte que je vous remercie d’être dans ma vie et de voyager dans mon train."
Jean D’Ormesson
Una proposta seria: ogni italiano che invoca la remigrazione si candida a prendere il posto del migrante rimpatriato. Come badante, nei campi, a pulire i cessi. Tanto chi porta avanti quell’idea, quello sa fare.
Naturalmente alle stesse condizioni: stesso stipendio, stessa assenza di tutele contrattuali e sindacali di cui gode oggi il migrante da espellere.
Niente sconti. Vuoi il suo posto? Prenditi tutto il pacchetto.