code di veicoli al benzinaio perché lo stato italiano è riuscito a far credere al popolo che pagare la benzina 2€L sia un’occasione imperdibile
paese completamente tumulato
Inutile parlarne, sai, non capiresti mai. Perché spiegare cosa è stato Ronaldo per l’Inter e per il calcio è quasi impossibile.
Il 18 settembre è il giorno in cui ha sempre festeggiato il compleanno. Ma sui documenti di nascita c’è un’altra data: 22 settembre.
A San Siro arrivò tra decine di bambini, in un abbraccio che sembrava raccontare ciò che sarebbe diventato. Alla prima lasciò il palco a Recoba. Alla seconda, a Bologna, segnò. E non si fermò più.
In un calcio senza VAR, dove fermarlo significava spesso provare a menarlo, Ronaldo rendeva normale l’impossibile. Costacurta, Nesta e gli altri diventavano spettatori dei suoi doppi passi, dribbling e velocità.
Era un altro calcio? No. Era un altro pianeta.
Poi due terribili infortuni e un anno e mezzo lontano dai campi. Al ritorno, gol indimenticabili: Brescia, Verona, ancora Brescia, fino all’ultimo, su punizione contro il Piacenza.
59 gol in 99 partite. Numeri che raccontano poco.
Ronaldo è stato il Fenomeno. Soprattutto, il Fenomeno con la maglia dell’Inter.
La vergogna allo Juventus Stadium: fischi e girati di spalle durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola.
Lo stile di quella Società ben rappresentato 🤮
C’è chi entra nella storia. E poi c’è chi diventa la storia stessa dell’Inter.
Da ragazzo nerazzurro a simbolo eterno, Sandro Mazzola ha attraversato generazioni, vincendo, emozionando e tramandando l’amore per questi colori.
Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo. Che, come spesso ha raccontato, aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca sempre, anche quando sembra impossibile”
Il cordoglio di FC Internazionale Milano: https://t.co/n4c4gO8DYg
Piero Ausilio saluta l’Inter ⚫️🔵:
“Dopo 28 anni indimenticabili, è arrivato il momento più difficile: salutare quella che per me non è mai stata una semplice squadra, ma una seconda pelle. In quasi tre decenni ho dato all'Inter ogni singolo secondo della mia vita, ogni energia, ogni battito.
L’Inter è nel mio sangue, è l’aria che ho respirato ogni giorno. Il mio grazie più profondo e commosso va a voi tifosi, l'anima pulsante di questa maglia, che mi avete accompagnato e sostenuto in questo viaggio infinito.
Grazie alle proprietà, dirigenti e collaboratori tutti, che negli anni mi hanno dato fiducia, dandomi l'onore di guidare l'area sportiva di questo gigante del calcio mondiale. E grazie a tutti gli allenatori, giocatori, campioni immensi e uomini veri, che con il loro talento e il loro sudore hanno alzato al cielo trofei che resteranno per sempre scolpiti nella storia di questo club, come la Seconda Stella nerazzurra.
Lascio questo ruolo, ma non potrò mai staccarmi da questi colori. Oggi non si chiude solo un capitolo professionale: si separa un pezzo della mia anima da ciò che ho amato di più.
Grazie Inter”
Voglio la fila. Voglio la fila di persone in ginocchio pronte a chiedere scusa a Cardinale. TUTTE.
Van Dijk, Gonçalo Ramos, Inacio, Alajbegovic.
Il Milan sta tornando grande, grazie presidente, grazie.
@Richard100O@SandroSca@LetsGoSneaky “Ostentano aria di superiorità a ogni passo, poi passano la Domenica sera con la bava alla bocca a commentare il nulla legato all’Inter.
I miei detective speciali, i complessati e ossessionati tifosi della Juventus❤️”
Semicit.