أحد أكثر المشاهد قسوة عبر كل التاريخ
قام الجيش الإسرائيلي بتغطية عيون هذا الشاب الفلسطيني ، وأجبروه على الركض والهرب، ثم أطلقوا النار عليه في رأسه من الخلف
وكل هذا لمجرد التسلية.
جريمة تاريخية
L' attacco ad una trasmissione giornalistica, ai redattori che la realizzano, al suo conduttore da parte della destra italiana è senza precedenti nella storia della Repubblica.
#Report
Un vero e proprio terremoto politico nel Michigan, uno degli Stati che hanno consegnato la vittoria a Trump alle ultime elezioni presidenziali.
Stanotte Abdul El-Sayed, arabo-americano, musulmano, progressista e da sempre schierato contro il genocidio a Gaza e la potente lobby israeliana, ha vinto nonostante un'enorme mobilitazione di risorse contro la sua candidatura.
I gruppi di pressione filo-israeliani hanno speso circa 62 milioni di dollari nel tentativo di sconfiggerlo. Ma i cittadini americani continuano a scegliere candidati progressisti pacifisti che non vogliono che le loro tasse finanzino il genocidio e l’occupazione militare israeliana.
L'Establishment dei due partiti dovrebbe iniziare ad ascoltare e comprendere questo tsunami politico.
L'ennesima conferma che Zohran Mamdani e il movimento dei progressisti pacifisti americani, contrari al genocidio in corso in Palestina e alle guerre infinite, rappresentano oggi la vera alternativa a un sistema politico marcio che, per troppi cittadini, continua a essere percepito come ostaggio di interessi consolidati e di una politica estera coloniale, criminale, militarista e bellicista.
55 secondi: ASCOLTATE. 55 secondi per spiegare lo schifo populistico del Governo Meloni, l’IGNORANZA DISGUSTOSA di questo governicchio. SVEGLIATEVI, vanno mandati a casa per i danni vergognosi che stanno facendo all’immagine dell’Italia per correre dietro ad uno come Vannacci. Meloni ci ha trasformato il paese in una macchietta a livello mondiale.
Lo scempio politico e diplomatico di ieri della Meloni contro la Spagna non ha nulla a che fare con l’immigrazione o la sicurezza nazionale.
La Spagna ha rimpatriato in un giorno 48,000 migranti, mentre il governo Meloni ne ha rimpatriati 17,000 in 4 anni.
Gli attacchi vergonosi contro la Spagna mirano a distruggere l’unione europea, che è l’obiettivo strategico prediletto di Netanyahu e Trump.
Il deputato repubblicano Massie conferma che il ministero degli esteri USA ha incoraggiato l’attacco a Ceuta: diventa sempre più chiaro che la destra servile meloniana è complice e sta operando in perfetta sintonia con Israele e USA 🇺🇸.
In Germania migliaia di manifestanti hanno bloccato le strade in modo pacifico per “impedire all’AfD fascista” di tenere il proprio congresso di partito
🚨 ESTO LE VA A DAR MUCHO, PERO MUCHO ARDOR AL CLUB DE EPSTEIN
El entrenador de Egipto, Hossam Hassan, festejó el triunfo histórico de su equipo sobre Austrialia con una bandera de Palestina...
Pizzaballa: "Gaza è un disastro, città rase al suolo. I topi mordono i bambini". Le parole del cardinale italiano con il direttore di Limes, Lucio Caracciolo #ANSA
114 tra bambini e adolescenti colpiti "da una singola pallottola alla testa o al torace". A #Gaza.
È solo una piccola parte dell' orrore, quello che è possibile sapere grazie a giornalisti ed inchieste coraggiose.
Ma non ne troverete facilmente cenno sui media italiani.
La risposta del vicedirettore de L'Espresso Enrico Bellavia all'ambasciatore istaeliano Peled.
"La scorsa copertina de L’Espresso sugli abusi dei coloni in Cisgiordania che l’ambasciatore 🇮🇱 Peled ha improvvidamente «condannato», insegna alcune cose. Innanzitutto, a noi che abbiamo molto da imparare. Anche da quello che facciamo.
Senza il ghigno beffardo del colono che irride alla donna palestinese, colto dall’obiettivo esperto di Pietro Masturzo quel racconto, intriso di sradicamento, violenza, sangue non avrebbe avuto la stessa forza. Perché dice di una pulizia etnica che punta a coltivare le spinte espansionistiche del Grande Israele.
E non ha nulla a che vedere con LA SICUREZZA nazionale. Non obbedisce a logiche, sia pure distorte o funzionali, di contrasto a minacce terroristiche.
È un’operazione di conquista condotta da civili, liberamente armati, spalleggiati dall’esercito 🇮🇱 . Un’annessione né lenta né silenziosa, in spregio al diritto, sotto gli occhi del mondo. In quella foto che ha fatto il giro del mondo c’è la sintesi e il grado zero del sopruso: lo scherno. Più di un corpo martoriato, stabilisce senza lambiccamenti il torto e la ragione. Documenta un surplus di prevaricazione nella sproporzione tra un maschio armato e una donna inerme, cacciata dal suolo che ha calpestato.
L’immagine su carta ha il privilegio di fissare l’istante e consegnarlo alla memoria. Duratura e non volatile, per quanto evocabile on demand in ogni istante, come nel mondo digitale. Ha il merito di aderire istantaneamente al nostro immaginario, di entrare nell’archivio del vissuto collettivo. Non richiede altro per essere richiamata. Non presuppone una ricerca, ma la nostra intelligenza. Naturale. Il web la veicola e la porta dove il settimanale non arriva. Oltre a conservarla per tutti.
Una straordinaria fotografia non basta, senza il lavoro rigoroso sul contesto. Se l’ambasciatore si fosse preso la briga di controllare – era in chiaro, sfogliando il settimanale dalla seconda pagina – si sarebbe evitato un infortunio e un corto circuito. L’infortunio di sollevare semplici sospetti «manipolatori» sull’immagine. Il corto circuito di impartire lezioni sull’uso della «responsabilità» e della «correttezza» che gli si sono ritorte contro da parte di chi non si è fermato alle figure, ma si è concesso l’ormai raro scrupolo di leggere.
La copertina è parte di un foto-racconto, corredato di una serie di minuziose informazioni raccolte sul campo da chi quella Cisgiordania la testimonia da anni. Non bastasse, Alae Al Said ha riscontrato ogni dettaglio, aggiungendovi la propria conoscenza di quella realtà. La partigianeria sui fatti non è mai un buon viatico per approcciarli o confutarli. Sedicenti esperti, sulla scia dell’ambasciatore, si sono spinti a sostenere che l’immagine fosse generata dall’Ia. Bastava documentarsi. Per gli scettici, esiste una versione video di quel lavoro e il New York Times ha pubblicato un reportage realizzato in quegli stessi frangenti. Nel quale, peraltro, è immortalato il medesimo colono.
Non siamo noi a promuovere «stereotipi e odio». Contro neonazisti e neofascisti, contro gli antisemiti, siamo dove siamo sempre stati. In quello stesso posto dove i TERRORISTI non sono un’etnia, come i CRIMINALI non sono un popolo. Il GENOCIDIO si chiama con quel nome. E non si fanno sconti a chi nasconde o mistifica la realtà. Neppure in nome della Storia".