Per sempre, eterno, unico, indimenticabile, il più grande della storia del calcio, sto piangendo come un bambino. Solo noi a Napoli sappiamo cosa sia stato quest'uomo, questo gigante. Grazie #DiegoArmandoMaradona grazie di tutto. #Maradona
“Falcone? Un comico, un guitto, che può gareggiare coi comici del sabato sera. Uno che sciorina sentenze in tivù ma fa parte del carrozzone televisivo”.
[Sandro Viola, Repubblica, 9 gennaio 1992]⬇️
A GRANDE RICHIESTA: lo scoop del 25 marzo con la riproposizione integrale del colloquio top secret tra Comolli e Spalletti nel summit che alla Juventus sancì l'inizio della fine
A due mesi di distanza dalla pubblicazione, tutte le verità che in esclusiva mondiale avevo svelato ai miei abbonati sono state confermate. Ora la domanda è: quale delle due teste Elkann farà saltare?
(da “Palla Avvelenata” del 25 marzo 2026)
ESCLUSIVO JUVE. Il colloquio segreto Comolli-Spalletti sul contratto e le grandi manovre di mercato: l’allenatore vuole Rudiger e Lobotka, l’Ad propone Rugani e Arthur
La trascrizione parola per parola dell’incontro top secret tra l’Ad francese e il tecnico; che si vedrà il contratto rinnovato e l’ingaggio aumentato solo a patto di centrare una mission impossible...
PAOLO ZILIANI
MAR 25, 2026
(…) Approfittando della sosta del campionato, il dirigente e il tecnico si sono incontrati per discutere del rinnovo di contratto dell’allenatore e dei progetti di rafforzamento in vista della prossima stagione.
Pensando di fare cosa gradita a tutti i miei abbonati, pubblico qui in esclusiva mondiale la trascrizione testuale del lungo e riservato colloquio.
COMOLLI. Buongiorno mister: grazie di essere qui.
SPALLETTI. Grazie a lei direttore.
COMOLLI. Se è d’accordo caro Luciano salterei i preamboli e entrerei subito in argomento.
SPALLETTI. Certamente.
COMOLLI. Come avrà letto e sentito, l’attesa dei media per il rinnovo del suo contratto è molto forte; è quindi importante che ci parliamo con la massima chiarezza. Per cui le chiedo: quali sono i suoi desiderata rispetto alla squadra da presentare al via la stagione prossima?
SPALLETTI. Sarò breve: un portiere e un difensore centrale entrambi di esperienza internazionale, un regista alla Lobotka, un tuttofare di personalità alla Bernardo Silva e la conferma di Vlahovic.
COMOLLI. Impegnativo, economicamente parlando.
SPALLETTI. Sì, ma dobbiamo assolutamente tornare competitivi.
COMOLLI. Ad occhio sono 120-150 milioni.
SPALLETTI. Milione più, milione meno.
COMOLLI. Solo che veda: al momento siamo quinti in classifica e il rischio di non andare in Champions è alto. Mi conferma?
SPALLETTI. In effetti sì.
COMOLLI. E quindi, ricapitolando: rischiamo di non andare in Champions e di perdere 70-80 milioni ma dobbiamo spenderne 120-150 per rinforzarci.
SPALLETTI. Beh, sì.
COMOLLI. Lei sa che cosa mi dirà l’UEFA fra due mesi?
SPALLETTI. No.
COMOLLI. Mi dirà, dopo avermi notificato una multa di 20 milioni di cui 10 da pagare subito per aver sgarrato il Fair Play Finanziario, che sul mercato la Juventus avrà le mani legate: prima di acquistare, dovrà vendere. Se ci piace un giocatore che costa 30, prima di acquistarlo dovremo cederne uno che vale 30, o due a 15, fa lo stesso.
SPALLETTI. Però di giocatori da cedere ne abbiamo a iosa; glieli dico?
COMOLLI. Prego.
SPALLETTI. Openda.
COMOLLI. Già. Fra due mesi dovrò tirar fuori 42 milioni per l’obbligo di riscatto e lui nel frattempo è diventato un ex giocatore. Oggi nessuno lo comprerebbe per più di 17-18 milioni. Se lo vendo faccio un bagno di sangue.
SPALLETTI. David?
COMOLLI. È quello con lo stipendio più alto dopo Vlahovic: guadagna un botto perchè l’ho preso a parametro zero pagando 12,5 milioni di commissioni agli agenti. E guardi, le mostro Transfermarkt: vede? Nel 2023 valeva 60 milioni, oggi dopo una stagione alla Juventus ne vale 35. E visto che adesso gli è passato davanti anche Milik, a giugno ne varrà 25.
SPALLETTI. Zhegrova?
COMOLLI. Non lo vuole nessuno: costa troppo di cure mediche.
SPALLETTI. Ho trovato: Koopmeiners!
COMOLLI. Ascolti Luciano. Il mio predecessore comprò lui a 60 milioni, Douglas Luiz a 50 e Nico Gonzalez a 40: totale 150 milioni. Uno peggio dell’altro.
SPALLETTI. Sì, ma non è che David e Openda…
COMOLLI. Ho provato a rifilare Douglas al Nottingham con obbligo di riscatto condizionato a 25 milioni e dopo due mesi me l’hanno rispedito al mittente; ora è all’Aston Villa in prestito secco. Ho provato a piazzare Nico all’Atletico Madrid con obbligo d’acquisto condizionato a 32 milioni ma l’obbligo non è scattato. Sa cosa vuol dire? Che nella migliore delle ipotesi l’Aston Villa ci dirà okay, se volete che Douglas resti qui per noi va bene, ma più di 10 non vi diamo. E lo stesso farà l’Atletico: okay per Nico ma per la metà dei 32 della clausola che non è scattata.
SPALLETTI. E dunque?
COMOLLI. E dunque delle due l’una: o non sto al ricatto, e Douglas e Nico tornano a Torino ma tra stipendio e ammortamento mi zavorrano il bilancio visto che il primo pesa per 20 milioni e il secondo per 16; oppure dico sì, accetto 10-12 milioni per Douglas che ho pagato 50 e 16-18 per Nico che mi è costato 40 e iscrivo a bilancio due minusvalenze sanguinose. Che aggravano ancor più i conti da presentare all’UEFA.
SPALLETTI. E quindi Koopmeiners?
COMOLLI. Koopmeiners è quello che ci è costato di più: 60 milioni, una zavorra che non le dico. Ha un ingaggio altissimo e se provo a proporlo in giro mi dicono: con quello stipendio, solo se ce lo dai gratis.
SPALLETTI. E fare un pacco “prendi tre e paghi due” con dentro Di Gregorio, Cabal e Adzic?
COMOLLI. Me li cerca lei fra i fondi di magazzino in cui sono finiti?
SPALLETTI. Senta, se la situazione è questa e soldi da spendere non ce ne sono l’unica è andare su giocatori di esperienza internazionale a parametro zero. Ha da scrivere? Le do i nomi: Alisson portiere del Liverpool; Rudiger difensore del Real Madrid; Goretzka centrocampista del Bayern; Bernardo Silva jolly del Manchester City; Lewandowski attaccante del Barcellona. Niente spese per il cartellino, solo stipendio.
COMOLLI. Al lordo ha idea di che stipendi parliamo?
SPALLETTI. No.
COMOLLI. Dai 18 ai 24 milioni cadauno. Ma questo è il meno. Il problema è che quando gli dico di venire alla Juventus mi chiedono: “Ma che coppa giocherete? In classifica vedo che siete sotto il Como: what is Como?”.
SPALLETTI. Maremma maiala! In effetti Bernardo Silva che non vede l’ora di giocare contro lo Jagiellonia non ce lo vedo.
COMOLLI. S’immagini Lewandowski.
SPALLETTI. Però direttore io di un regista alla Pizarro o alla Brozovic ho bisogno come del pane. Se almeno per Lobotka potesse fare uno strappo…
COMOLLI. Per quel ruolo siamo a posto.
SPALLETTI. Davvero?
COMOLLI. Sì. Torna Arthur dal Gremio.
SPALLETTI. Cos’è, il primo di aprile?
COMOLLI. Ho scoperto di averlo ancora a bilancio. E anche per il difensore: sa, il Rudiger di cui mi parlava… anche lì siamo a posto.
SPALLETTI. Veramente?
COMOLLI. Mi hanno chiamato da Firenze per dirmi che ci rimandano Rugani. Conosce la serie A, bravo ragazzo, può insegnare tanto a Cabal.
SPALLETTI. E quindi?
COMOLLI. Quindi caro mister, che si vada in Champions oppure no, la verità è che o vendiamo Yildiz e Bremer o non si vende nessuno.
SPALLETTI. Ma sono i più bravi.
COMOLLI. Li legge i giornali? L’Inter sta vendendo Bastoni e Thuram, il Milan ha venduto Reijnders e Theo Hernandez.
SPALLETTI. Ma… provare con Cambiaso?
COMOLLI. Guardi, resti fra noi. Tempo fa per pomparlo un po’ abbiamo fatto scrivere che lo voleva il City per 80 milioni e non s’è visto nessuno; adesso abbiamo abbassato l’asticella e sparso la voce che lo vuole il Barcellona per 50: peggio che andar di notte.
SPALLETTI. E abbassare l’asticella a 30?
COMOLLI. Sempre troppi.
SPALLETTI. Dimenticavo: anche il portiere è un problema. Ci ho Di Gregorio in depressione e Perin che non vede l’ora di tornarsene al Genoa.
COMOLLI. Quante partite mancano?
SPALLETTI. Otto.
COMOLLI. Mai pensato di lanciare Pinsoglio?
SPALLETTI. Maremma impestata! Senta direttore facciamo così: lasciamo passare qualche giorno e vediamo se ci viene un’idea. Nel frattempo però mi raccomando: come ha fatto con Yildiz e McKennie, rinnovi se può anche Vlahovic e magari, perchè no, anche Locatelli. Lo zoccolo duro è importante.
COMOLLI. Lo zoccolo duro sarà anche importante ma Yildiz, McKennie, Vlahovic e Locatelli sono qui da quattro, cinque, anche sei anni: e la Juventus è sempre andata peggio. Siamo il secondo club per monte ingaggi dopo l’Inter e nonostante questo sono qui che raddoppio, triplico e quadruplico gli stipendi dei giocatori. Le sembra normale?
SPALLETTI. Detto con il dovuto rispetto, ci sarebbe poi da riconsiderare anche il mio, di stipendio.
COMOLLI. Come no. Ma sappia che glielo ritocco a una sola condizione.
SPALLETTI. Arrivare quarti?
COMOLLI. No. Ha letto della clausola che fa scattare l’obbligo d’acquisto di Openda?
SPALLETTI. Sì. Scatta se la Juventus si piazza nei primi 10 della classifica.
COMOLLI. Esatto. Quindi veda di arrivare undicesimo e farmi risparmiare 42 milioni: col materiale che le ho dato non dovrebbe essere così difficile, no?
SPALLETTI. Ma non ho più Joao Mario.
COMOLLI. Però ha David e Openda. E Zhegrova.
SPALLETTI. Messaggio ricevuto. Au revoir direttore.
COMOLLI. À tout à l’heure monsieur Spallettì.
(Spalletti si alza e abbandona la stanza: fine della conversazione).
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Il #9maggio, come ogni anno, mi piace ricordare come il Corriere della sera, allora diretto dal Di Bella sr, scoperto poi a far parte delle liste della P2, diffuse la notizia del ritrovamento di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia su ordine di suo zio Tano Badalamenti.
C'è uno scemo della politica, peraltro supponente e smodato nella propria vanità, che dovrebbe riflettere sul fatto che i giornali non si giudicano dai bilanci (peraltro decritti con falsità), ma per il lavoro che fanno a favore della libera informazione @fattoquotidiano