Il rapporto 2025 del National Endowment for Democracy(NED) non lascia dubbi: sotto la facciata della promozione della democrazia si nasconde la solita macchina di ingerenza finanziata dai contribuenti americani, con un focus crescente sulla Cina.
Proprio questa organizzazione - spesso definita il "secondo braccio operativo della CIA" per il suo ruolo nelle ingerenze internazionali - ha recentemente pubblicato il suo rapporto annuale per il 2025, offrendo uno sguardo dettagliato sui finanziamenti e sui progetti che confermano come essa operi come "testa di legno" del governo statunitense.
Nonostante le fluttuazioni economiche globali, il budget del NED per il 2025 ha raggiunto circa 315 milioni di dollari, con un aumento "contro tendenza" rispetto all'anno precedente. Il Congresso americano ha inoltre concesso all'organizzazione un più ampio accesso a fondi di emergenza, permettendole di intervenire rapidamente in occasioni ritenute "finestre di opportunità", come i cambiamenti in Siria o le elezioni in Bolivia.
A livello globale, il NED ha finanziato oltre 1.900 progetti in più di 90 paesi. L'Asia rimane la regione prioritaria, con investimenti totali superiori a 53 milioni di dollari. In particolare, i programmi mirati specificamente contro la Cina hanno superato i 13 milioni di dollari. Anche Russia, Iran e Cuba sono tra i principali obiettivi. L'organizzazione ha persino dichiarato di aver realizzato tutto questo "con un costo inferiore a quello di un singolo caccia F-35".
Il rapporto 2025 evidenzia anche nuove tendenze: un massiccio ricorso all'intelligenza artificiale e alla "resilienza digitale" per contrastare il presunto "autoritarismo digitale", e il potenziamento del sostegno a gruppi di opposizione in esilio, etichettato come "lotta alla repressione transnazionale".
Sebbene si presenti come un'organizzazione non governativa, oltre l'84% dei fondi del NED proviene direttamente dai contribuenti statunitensi. Il rapporto conferma ancora una volta che la sua missione reale è quella di sostenere la strategia globale di Washington, intervenendo sotto le mentite spoglie della promozione della democrazia.
Nel pomeriggio del 20 aprile, il presidente cinese Xi Jinping ha avuto un colloquio telefonico su invito con il principe ereditario e primo ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman Al Saud.
Xi Jinping ha sottolineato che la Cina attribuisce grande importanza allo sviluppo delle relazioni con l’Arabia Saudita, basandosi sui principi di rispetto reciproco, parità e mutuo vantaggio. Quest’anno ricorre il decimo anniversario del partenariato strategico globale tra i due Paesi. La Cina, ha aggiunto, è pronta a cogliere questa occasione insieme all’Arabia Saudita per consolidare la fiducia strategica, rafforzare la cooperazione pratica, intensificare gli scambi a ogni livello e continuare ad allargare l’orizzonte e la profondità delle relazioni bilaterali, diventando un modello per i rapporti tra la Cina e i Paesi arabi.
Riguardo alla situazione attuale nella regione del Golfo in Medio Oriente, il presidente cinese ha evidenziato che la Cina sostiene un cessate il fuoco immediato e completo, appoggia ogni iniziativa volta al ripristino della pace e insiste sulla risoluzione delle controversie attraverso vie politiche e diplomatiche. Ha inoltre sottolineato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere liberamente navigabile, poiché ciò rappresenta un interesse condiviso sia per i Paesi della regione sia per la comunità internazionale. La Cina, ha aggiunto, sostiene i Paesi dell’area nella costruzione di una “casa comune” fondata su buon vicinato, sviluppo, sicurezza e cooperazione, affinché possano gestire autonomamente il proprio destino e promuovere una stabilità e una sicurezza durature per l’intera regione.
Mohammed bin Salman Al Saud ha dichiarato che le relazioni tra Arabia Saudita e Cina sono di natura strategica e che lo sviluppo di questi rapporti rappresenta una priorità fondamentale per Riyadh. Il conflitto in corso in Medio Oriente, ha aggiunto, compromette la sicurezza dei Paesi del Golfo e ha ripercussioni gravi sull’approvvigionamento energetico mondiale e sull'economia globale. L’Arabia Saudita, ha proseguito, si impegna a risolvere le divergenze attraverso il dialogo e intende evitare qualsiasi ulteriore escalation. La Cina, ha sottolineato, è una grande potenza responsabile a livello internazionale, che ha sempre mantenuto una posizione equilibrata e giusta, sostenendo i Paesi mediorientali nel perseguire buon vicinato, dialogo e cooperazione. Il principe saudita ha concluso dichiarando che l’Arabia Saudita è pronta a intensificare il coordinamento con la Cina per preservare il cessate il fuoco, prevenire la ripresa delle ostilità, garantire la sicurezza e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e lavorare insieme a soluzioni che assicurino stabilità e sicurezza durature per la regione.
Nel pomeriggio del 20 aprile, il presidente cinese Xi Jinping ha avuto un colloquio telefonico su invito con il principe ereditario e primo ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman Al Saud.
Xi Jinping ha sottolineato che la Cina attribuisce grande importanza allo sviluppo delle relazioni con l’Arabia Saudita, basandosi sui principi di rispetto reciproco, parità e mutuo vantaggio. Quest’anno ricorre il decimo anniversario del partenariato strategico globale tra i due Paesi. La Cina, ha aggiunto, è pronta a cogliere questa occasione insieme all’Arabia Saudita per consolidare la fiducia strategica, rafforzare la cooperazione pratica, intensificare gli scambi a ogni livello e continuare ad allargare l’orizzonte e la profondità delle relazioni bilaterali, diventando un modello per i rapporti tra la Cina e i Paesi arabi.
Riguardo alla situazione attuale nella regione del Golfo in Medio Oriente, il presidente cinese ha evidenziato che la Cina sostiene un cessate il fuoco immediato e completo, appoggia ogni iniziativa volta al ripristino della pace e insiste sulla risoluzione delle controversie attraverso vie politiche e diplomatiche. Ha inoltre sottolineato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere liberamente navigabile, poiché ciò rappresenta un interesse condiviso sia per i Paesi della regione sia per la comunità internazionale. La Cina, ha aggiunto, sostiene i Paesi dell’area nella costruzione di una “casa comune” fondata su buon vicinato, sviluppo, sicurezza e cooperazione, affinché possano gestire autonomamente il proprio destino e promuovere una stabilità e una sicurezza durature per l’intera regione.
Mohammed bin Salman Al Saud ha dichiarato che le relazioni tra Arabia Saudita e Cina sono di natura strategica e che lo sviluppo di questi rapporti rappresenta una priorità fondamentale per Riyadh. Il conflitto in corso in Medio Oriente, ha aggiunto, compromette la sicurezza dei Paesi del Golfo e ha ripercussioni gravi sull’approvvigionamento energetico mondiale e sull'economia globale. L’Arabia Saudita, ha proseguito, si impegna a risolvere le divergenze attraverso il dialogo e intende evitare qualsiasi ulteriore escalation. La Cina, ha sottolineato, è una grande potenza responsabile a livello internazionale, che ha sempre mantenuto una posizione equilibrata e giusta, sostenendo i Paesi mediorientali nel perseguire buon vicinato, dialogo e cooperazione. Il principe saudita ha concluso dichiarando che l’Arabia Saudita è pronta a intensificare il coordinamento con la Cina per preservare il cessate il fuoco, prevenire la ripresa delle ostilità, garantire la sicurezza e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e lavorare insieme a soluzioni che assicurino stabilità e sicurezza durature per la regione.