Per 14 anni ti abbiamo visto scodinzolare fiera e impavida tra i cavalli, accompagnare la Fanfara dei #Carabinieri con passo inconfondibile e conquistare, anno dopo anno, il cuore di grandi e piccoli con la tua luccicante pettorina tricolore.
Incurante del protocollo, hai sfilato accanto a re, regine, Capi di Stato e ministri, ricevendo carezze e sorrisi.
Hai percorso chilometri tra cavalli, cavalieri e musicisti, diventando molto più di una mascotte: un simbolo di fedeltà, dedizione e spirito di servizio.
Dopo l'ultima sfilata del 2 giugno, è arrivato il momento di lasciare il servizio attivo e goderti il meritato riposo.
A te, Briciola, Vice Brigadiere dell'Arma, il grazie della grande famiglia della #Difesa per l'affetto, la compagnia e la gioia che hai saputo regalare in questi anni.
Buona pensione, Briciola. 🐾
Non è l'epilogo che sognavamo, ma resta un viaggio straordinario ❤️
Nella finale del #RolandGarros Flavio Cobolli cede ad Alexander Zverev per 6-1, 4-6, 6-4, 6-7, 6-1.
Grazie Flavio, per tutte le emozioni.
Onore a Briciola ❤️🇮🇹
#2giugno#Carabinieri#Briciola
Oggi sfilerà per l'ultima volta, ma il suo posto nel cuore di milioni di persone resterà per sempre.
Si chiama Briciola ed è la piccola cagnolina meticcia che da anni accompagna la Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo durante le più importanti cerimonie ufficiali della Repubblica. Con la sua inseparabile mantellina rossa ha conquistato tutti, dimostrando che non servono pedigree o titoli per diventare un simbolo amato.
Tra cavalli, fanfare, applausi e folla, Briciola non ha mai avuto paura. Ha affrontato ogni parata con la serenità e la fedeltà che solo un cane sa regalare. ❤️
Ora, a 12 anni, è arrivato il momento del meritato riposo. Al suo posto arriverà un'altra mascotte, anche lei meticcia e adottata, per ricordare un messaggio bellissimo: ogni cane, indipendentemente dalla sua storia, merita una possibilità.
Perché Briciola ci insegna una cosa semplice ma importante: il valore di un animale non si misura da un certificato, ma dall'amore che sa donare. 🐾
Un applauso per questa straordinaria cagnolina che ha portato un sorriso anche nelle occasioni più solenni.
Via Luciano Lucio
@Dida_ti L’amore di un cane
non chiede,
non pretende,
ma conosce la via del cuore
meglio di qualsiasi parola.
Buongiorno, Dida cara 🌸🐞
Doni come questo
insegnano più di
mille lezioni.🐶🐾🥰
È arrivato alla mia porta una notte: bagnato, magro, ferito e terrorizzato… un gatto bianco, strabico e senza coda.
L’ho portato dentro, gli ho dato da mangiare… e lui è rimasto.
Ha cominciato a fidarsi di me, finché un giorno un amico ha risalito la rampa del garage e l’ha investito.
Ho portato ciò che restava di lui dal veterinario, che ha detto:
«Non ha molte possibilità… dagli queste pillole… la colonna è rotta; lo era già prima, ma in qualche modo si era sistemata. Se sopravvive, non camminerà mai più. Guarda queste radiografie: gli hanno sparato. Vedi qui? I pallini sono ancora lì… E aveva una coda, ma qualcuno gliel’ha tagliata».
Sono tornato a casa con il gatto. Era un’estate rovente, una delle più calde degli ultimi decenni.
L’ho adagiato sul pavimento del bagno, gli ho dato acqua e le pillole. Non mangiava, non toccava neanche l’acqua.
Intingevo il dito nell’acqua e gli inumidivo la bocca. Gli parlavo.
Non andavo da nessuna parte. Passavo tanto tempo in bagno a parlargli, a toccarlo piano.
E lui mi guardava con quegli occhi azzurri, chiari, strabici.
Con il passare dei giorni, fece il suo primo movimento: si trascinò con le zampe anteriori (le posteriori non gli rispondevano).
Riuscì ad arrivare alla lettiera, si trascinò oltre il bordo fino ad entrarci.
Fu come il suono di una tromba che annuncia una possibile vittoria, nel bagno e in tutta la città.
Mi rivedevo in quel gatto. Anche io avevo passato tempi difficili… non così tanto, ma abbastanza.
Una mattina si alzò. Si mise in piedi, cadde, e rimase lì a guardarmi.
«Puoi farcela», gli dissi.
Continuò a provare, alzandosi, cadendo,
finché non fece qualche passo. Sembrava ubriaco; le zampe posteriori non volevano collaborare e ricadeva, si fermava, riprovava.
Il resto lo sai: ora sta meglio che mai. Strabico e quasi senza denti, ma la grazia è tornata, e quello sguardo nei suoi occhi non è mai andato via.
E ora, a volte mi fanno delle interviste, vogliono sentirmi parlare della vita e della letteratura.
E io mi ubriaco, e prendo in braccio il mio gatto strabico, crivellato di colpi, investito e senza coda, e dico: «Guardate! Guardate questo!»
Ma non capiscono. Dicono cose come:
«Dice che è stato influenzato da Céline?»
«No», rispondo, e sollevo il gatto,
«Da quello che succede. Da cose come questa. Da questo. Da lui!»
Scuoto il gatto, lo sollevo nella luce fumosa e ubriaca.
Lui sta tranquillo. Lui sa…
Ed è lì che l’intervista finisce.
E anche se a volte mi sento orgoglioso quando vedo le foto dopo, e ci siamo io e lui, insieme, nella foto…
Anche lui sa che è una sciocchezza.
Ma che, in qualche modo, aiuta.
— Charles Bukowski —
E comunque questa scena, dove ogni volta piango come un bambino, vale 1000 film sull’amore e sull’empowerment femminile. Ah, era il 1974 ma sembrano mille anni fa #Thewaywewhere . #RobertRedford
CAMPIONESSE DEL MONDOOOO 🏆🏐
L’Italvolley femminile scrive la storia conquistando il titolo ai Mondiali 2025. Non accadeva dal 2002.
Che orgoglio, ragazze. 🇮🇹
#italvolley#italiaturchia
"Dopo essere diventato presidente, ho chiesto alla mia scorta di andare a pranzo in un ristorante. Ci siamo seduti e ognuno di noi ha chiesto ciò che ha voluto.
Sul tavolo davanti, c'era un uomo che aspettava di essere servito. Quando è stato servito, ho detto a uno dei miei soldati: vai a chiedere a quel signore di unirsi a noi. Il soldato è andato e gli ha trasmesso il mio invito. L’uomo si è alzato, ha preso il suo piatto e si è seduto proprio accanto a me.
Mentre mangiava le sue mani tremavano costantemente e non alzava la testa dal suo cibo. Quando abbiamo finito, mi ha salutato senza guardarmi, gli ho dato la mano e se n'è andato.
Il soldato mi ha detto:
Madiba quell'uomo doveva essere molto malato, visto che le sue mani non smettevano di tremare mentre mangiava.-
No, assolutamente! la ragione del suo tremore è un'altra.
Allora gli ho detto:
Quell'uomo era il custode della prigione dove sono stato. Dopo che mi torturava, urlavo e piangevo chiedendo un po ' d'acqua e lui veniva mi umiliava, rideva di me e invece di darmi acqua, urinava nella mia testa.
Non è malato, aveva paura che io, ora presidente del Sudafrica, lo mandassi in carcere e gli facessi quello che mi ha fatto lui. Ma io non sono così, questa condotta non fa parte del mio carattere, né della mia etica.
′′Le menti che cercano vendetta distruggono gli stati, mentre quelle che cercano la riconciliazione costruiscono nazioni. Uscendo dalla porta verso la mia libertà, sapevo che se non mi fossi lasciato alle spalle tutta la rabbia, l'odio e il risentimento, sarei ancora prigioniero."
Nelson Mandela.
I cuccioli dell’orsa uccisa nei Carpazi per aver difeso i suoi piccoli tornano nel luogo dove sono stati insieme alla madre per l’ultima volta. La aspettano. Senza di lei non ce la faranno. Innocenti e condannati. Tutto per qualche foto da postare sui social…
Vi ricordate del micio russo che non abbandonava da 7 anni la tomba del suo papà?È morto ,conosciuto come il russo "Hachiko"
Sarà sepolto accanto al suo padrone, che non ha mai voluto lasciare, nonostante i tentativi dei vicini di portarlo via.❤️
Buon Ponte anima immensa🐈
“Fate viaggi nei luoghi dove volete andare, che vi interessano. Con le persone giuste, altrimenti vi rovinano il viaggio. Ultimo consiglio: non tornate mai nei luoghi dove siete stati felici.”
I consigli di @albertoangela a #CTCF