la sospensione di #christianraimo dall'insegnamento è l'ultimo sintomo del clima mutato. ormai la statistica è nutrita. ma una novità c'è: adesso sappiamo che neppure l'insegnamento è compatibile con le convinzioni politiche.
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Cucciola…
Io sto male ma lavoro perché con 500€ di pensione d’invalidità non posso permettermi un’assistenza domiciliare, medicine e cure, cibo e bollette, trasporto, senza includere un minimo di svago.
Ah no, aspetta, nonostante per ora io abbia uno stipendio privilegiato rispetto alla media (fino al 2025) non posso permettermi comunque tutto questo, nemmeno adesso, soprattutto l’assistenza qualificata 24h che avrebbe un costo esorbitante.
Che disdetta “il mondo al contrario”. Chissà quando torneranno con i piedi per terra?
Una notizia bellissima: Pierluigi #Bersani è stato assolto dall'accusa di diffamazione nei confronti di Roberto #Vannacci.
La motivazione? Stupenda almeno quanto la sentenza: "La condanna non può essere accolta per insussistenza giuridica, e prima ancora linguistica".
Vannacci, spiega infatti il giudice, "ha confuso la figura retorica della metafora con quella dell'allegoria".
Perché Bersani, "facendo uso di linguaggio allegorico volutamente ironico, aveva inteso dire che come è sbagliato dare dell'anormale a un omosessuale, è altrettanto sbagliato dare del cog*ione a un generale".
Non conoscono neanche la lingua italiana. Meraviglia.
Meloni: "Quanto c'è sul fondo sanitario nel 2019?
114 miliardi di euro.
Quanto c'è nel 2025 secondo questa manovra?
136,5 miliardi di euro.
Ora, se lo chiedo a mia figlia a Ginevra forse ce la fa, è più alto 114 o 136? Calcolatrice alla mano, 114,5 meno 136, 5 fa 22 miliardi
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Ho visto anche io il film di Margherita Ferri
"Il ragazzo dai pantaloni rosa".
All'inizio, come sempre alle prime, una voce stentorea ci ha presentato con la luce che li illuminava uno a uno il produttore, la regista, gli attori e le attrici, presenti in sala.
Tra le grida dei fan.
Poi è partita la proiezione.
È difficile descrivere ciò che ho provato.
Tutti sapevamo come sarebbe andato a finire quel film: Andrea Spezzacatena, il protagonista, si uccide. Nella vita reale.
Il giorno dopo il suo 15simo compleanno.
Si ammazza travolto dall'odio dei suoi coetanei, che lo colpisce sia a scuola che sui social.
Eppure durante la visione quel finale non lo percepisci come una minaccia che incombe: sale, poco a poco. Non ti sorprende ma ti accompagna in un inferno di normalità che ogni secondo ti fa pensare: oddio, e se accadesse a mio figlio. Se anche lui avesse subito in silenzio senza raccontarci niente.
Neppure quella lavatrice sbagliata che consegna alla sceneggiatura quel pantalone rosa ti fa aprire gli occhi fino in fondo sull'epilogo.
Sai che arriva, lo hai letto mille volte, eppure fino all'ultimo speri che la storia di quel ragazzino così splendente e delicato, così pieno di vita, giri diversamente. Che qualcosa lo salvi.
Non è così.
E quando sei alle battute finali cominci a sentire che in sala c'è un rumore di fondo: c'è chi piange, chi tira su col naso.
(Io ho gli occhi lucidi anche ora che lo scrivo).
Poi, prima dei titoli di coda, succede l'irreparabile: sullo schermo gigante scorrono le immagini di Andrea quello vero, quello che non c'è più.
È a quel punto, quando già piangevamo tutti, che si sono riaccese le luci.
Ed è a quel punto che abbiamo visto gli attori e le attrici girarsi tutti di spalle ed applaudire insieme a noi una specie di fagotto.
C'é una donna in sala, rimasta anonima fino a quel momento.
È minuta, non sta semplicemente seduta ma piegata su se stessa, si tiene le mani sul viso, come chiusa in un guscio, e piange a dirotto.
La sua schiena è scossa dal pianto, sulla poltrona rossa del cinema.
Pensare che durante la proiezione con le scuole Teresa Manes abbia dovuto sentire ancora una volta le risa e gli schiamazzi di altri adolescenti che proseguivano ad insultare suo figlio, dodici anni dopo la sua morte, mi fa orrore.
Orrore.
(Marta Bonafoni)
Come mi mancano quei Natali della mia infanzia, con i nonni vivi, i cugini, tutti uniti per cenare tutti insieme.
Eravamo ricchi... e non ce ne rendevamo conto.
Non ci sono soldi per niente, tranne che per le armi. #Meloni è riuscita a trovare altri sei miliardi e mezzo da destinare. SEI MILIARDI E MEZZO e la gente in Italia muore di fame e rinuncia a curarsi.
“L'ho ricevuta da una mia lettrice e la ringrazio.
E' la foto di una bambina palestinese, di Gaza. Guardate bene.
Chiude gli occhi della sua bambola, perché non veda la mostruosità di una
guerra di sterminio”
Giulietto Chiesa
17 + 120 milioni ai giornalisti
17 milioni ai Berlusconi
16 miliardi all’Ucraina
1 miliardo all’Albania
Milioni alla Tunisia
9 milioni spese pazze Santachè
20 miliardi 550 carri armati
7 miliardi aerei di caccia
980 milioni alla serie A
7 milioni pubblicità al ponte…etc…
"E so che la vita, proprio come l’acqua, se ne frega degli argini che vuole mettergli la politica: i cani e i porci, alla fine sono le persone che ci portano il cibo sotto l’acqua o rischiano la vita per salvare qualcuno…
Spero che Angela abbia presto presto la sua cittadinanza, e spero che tu rider ignoto possa trovare un lavoro che ti tenga all’asciutto, ti paghi dignitosamente e che la pizza tu la debba portare solo agli amici e con il bel tempo
Ci sono tantissimi italiani – credimi - che hanno voglia di costruire un ponte con le persone che sono arrivate qua dalle zone incasinate del mondo. (E poi c’è qualcun altro invece che il ponte vuole farlo solo sullo stretto, nonostante la faglia sismica). C’è qualcuno per cui sono sacri i confini e altri che pensano che sacra sia la vita umana, quella di tutti."
@lucianinalitti a #CTCF
Galatina - Lecce
Si chiamava Maurizio aveva 47 anni e faceva l'operaio.
Martedì è morto schiacciato da un camion in cantiere.
#MorireDiLavoro una guerra che non frega un cazzo a nessuno.