Quindi fammi capire: pranzare con un avvocato proibito, moderare un dibattito in un circolo tennis (chiuso) a titolo gratuito peggio ancora. Parlare con il difensore di Sempio sì si può, ma se è quello di Stasi apriti cielo.
Durante l’anno incontro decine di avvocati per lavoro. Parlare con le persone non è reato. Registrare fonti e colleghi a loro insaputa, o riportare a te conversazioni captate di straforo come la signora Pina che origlia dietro la tenda invece, è un altro paio di maniche.
Facciamo così, tagliamo la testa al toro: fai scrivere alla Ingrosso un disciplinare ufficiale con l’elenco degli avvocati che vi sono simpatici e si possono frequentare e di quelli con cui è vietato prendere anche solo un caffè. Così evitiamo equivoci e ci adeguiamo tutti.
Basta che la finiamo con sta storia dei pranzi e di De Rensis, sembra diventata un’ossessione..
Tutte le donne e gli uomini che hanno politicamente militato con Berlusconi, tutte le donne e gli uomini che hanno votato per Berlusconi, hanno perso il diritto di parlare di sessismo.
Chi ha taciuto allora, deve tacere anche oggi.
Non siete credibili.
Her name is Luana Zaratti, an Italian bus ticket inspector.
She was 26 when, during one of her shifts, she asked an illegal Egyptian immigrant for his ticket.
He had none. His answer was a violent headbutt straight to her face, so hard it shattered her nasal septum and caused severe head trauma.
Luana collapsed to the ground, blood pouring from her nose.
That single blow destroyed her life.
It left her with permanent brain damage and lifelong disability.
Years bedridden, almost vegetative.
But her willpower pulled her back to a shadow of the life she once had.
The attacker was sentenced to just 14 months in prison, but he never served a single day. He disappeared.
Luana, declared unfit to work, now survives on less than €1,000 a month.
La mia pacata reazione quando ho letto che la società di Giuseppe Cipriani ha ufficialmente depositato una denuncia civile, con una richiesta di risarcimento di 250 milioni di dollari, contro il Fatto Quotidiano e la Rai: