If you could only keep quiet, clear of memories and expectations, you would be able to discern the beautiful pattern of events. It's your restlessness that causes chaos.
Nisargadatta Maharaj
Is suffering really necessary? Yes and no. If you had not suffered as you have, there would be no depth to you, no humility, no compassion. Suffering is necessary until you realize it is unnecessary.
Eckhart Tolle
Chi ancora pensa che la battaglia tra le forze della luce e quelle dell'ombra dipenderà da eventi esterni, non solo non ha capito niente, ma diviene complice dell'ipnosi che vige nel mondo stesso.
Amico mio, non è l'Iran o Israele il vero campo di battaglia... sei tu.
The sense ‘I am a person in time and space’ is the poison. In way, time itself is the poison. In time all things come to an end and new are born, to be devoured in their turn. Do not identify yourself with time, do not ask anxiously: ‘What next, what next?’
Nisargadatta Maharaj
Oggi Keanu Reeves compie 59 anni.
Abbandonato dal padre alla età di 3 anni; cresciuto con 3 diversi patrigni; dislessico; il sogno di diventare giocatore di Hockey infranto da un brutto incidente; una figlia morta durante il parto; sua moglie morta in un incidente stradale; la persona a cui tiene di più, sua sorella, affetta da leucemia; il suo migliore amico, River Phoenix (fratello di Joaquin, con cui recitò in Belli e Dannati), morto di overdose.
Con tutto quello che ha passato, Keanu non perde occasione per aiutare le persone che ne hanno bisogno. Quando girava il film "The Lake House" ha sentito per caso la discussione di due guardarobiere; una piangeva perchè avrebbe perso la casa se non avesse pagato 20.000 dollari e lo stesso giorno Keanu ha versato la somma di denaro sul conto bancario della donna; ha donato inoltre somme stratosferiche agli ospedali. Nel 2010 alcune sue foto hanno fatto il giro del mondo: per il suo compleanno Keanu è entrato in una pasticceria e si è comprato una brioche con una sola candela sopra mangiandola proprio davanti la pasticceria e offrendo caffè alle persone che si fermavano a parlare con lui.
Dopo aver guadagnato cifre astronomiche per la trilogia di Matrix, l’attore ha donato oltre 50 milioni di dollari (sì, avete letto bene) allo staff che curò i costumi e gli effetti speciali: i veri eroi della trilogia, come lui stesso li definì. Ha regalato inoltre una Harley-Davidson a ciascuno degli stunt. Una spesa complessiva di oltre 75 milioni di dollari.
Per molti film di successo (L’avvocato del diavolo con Al Pacino e Le riserve con Gene Hackman, ad esempio) è arrivato a tagliarsi il cachet anche del 90% per permettere alla produzione di assumere un’altra star hollywoodiana con cui farlo recitare.
Nel 1997 alcuni paparazzi lo scovarono intento a passare una mattinata in compagnia di un barbone a Los Angeles, ascoltandolo e condividendo con lui qualche ora. La maggior parte delle star quando fanno un gesto caritatevole lo dichiarano a tutti i mass media. #KeanuReeves non ha mai dichiarato di fare beneficenza semplicemente per una questione di principi morali e non per apparire migliore agli occhi dei fan. Quest'uomo potrebbe acquistare tutto, e invece ogni giorno si alza e sceglie uno cosa che non si può comprare: l'umiltà.
Non si tratta di smettere di pensare, bensì di unire il sentire al pensare. Allora i misteri dell’anima di coloro che ci circondano, così come i misteri dell’universo, ci diverranno chiari. Il sentire va attivato stimolando il Cuore in maniera scientifica (ama i tuoi nemici).
Nel X secolo il re nordico Harald Gormsøn, soprannominato “Bluetooth” forse per via di un dente marcio, ottenne numerose vittorie riuscendo a unificare il frammentario regno di Danimarca. Per celebrare i suoi successi, fece erigere un monumento in pietra, conservato oggi nella cittadina danese di Jelling, che rappresenta una specie di certificato di nascita della Danimarca: «Re Harald ordinò che fosse realizzato questo monumento in onore di Gorm, suo padre, e di Thyra, sua madre; quell’Harald che conquistò l’intera Danimarca e la Norvegia e che convertì i danesi al Cristianesimo».
Circa mille anni dopo, nel 1997, l’ingegnere Jim Kardach venne a sapere dell’esistenza di Harald chiacchierando con un collega in un pub di Toronto. In seguito approfondì la sua storia leggendo un libro sui vichinghi e ne rimase affascinato al punto da dare il suo soprannome a un progetto di trasmissione dati a cui stava lavorando: il Bluetooth. Quando gli chiesero la ragione della sua scelta, spiegò che il nome indicava l’unione dell’industria dei computer con quella delle telecomunicazioni proprio come Harald aveva unito alcuni popoli scandinavi. Persino il logo ufficiale di Bluetooth è un omaggio al re nordico e consiste nell’unione dei caratteri runici ᚼ (Hagall) e ᛒ (Bjarkan), ovvero le iniziali di Harald Bluetooth.