The most interesting but unsurprising fact about all the people posting hatred, almost none of them have a profile picture, in fact, I haven't seen one face. This is because they fear loosing their jobs and because in the end they are absolute cowards.
https://t.co/CK38GWbj1A
At one of my first software jobs in the mid 2000s, I had a coworker who was an absolute wizard at using grep / sed / awk / regex / xargs / tail and just piping all that stuff together like some sort of wild spell to solve whatever problem he wanted. I never knew what he was doing and it was honestly weird to see him just….type this stuff out.
Meanwhile I was writing 100 line Java programs to do the stuff.
I sometimes think about how this hard work he put in (along with his team of wizards) plus maybe a few times they posted their magic on StackOverflow is one of the primary reasons we can just do things now
Holy shit. Wow.
This is HANDS DOWN the best take I’ve heard.
If there is one video you listen to today it’s this one.
Every single word of this and it’s a huge “f*ck you” to @antonioguterres for propping up the barbaric terrorist Islamic Regime in Iran.
Must be shared everywhere in my opinion.
Unfortunately I have no idea who this young British woman is to credit her, if you know who it is feel free to tag below.
Nel 1979, "da quella parte della barricata", la tua , Khomeini non era un teocrate medievale con manie di grandezza escatologica: era il Grande Rifiuto, il mistico anti-imperialista, la spiritualità rivoluzionaria incarnata, Foucault che da Parigi scriveva estasiato di "politica spirituale", Lotta Continua e il Manifesto che inneggiavano alle "mani nude contro il despota", la prima vera insurrezione planetaria contro il Grande Satana capitalista. Roba da antologia del kitsch ideologico. Il genere di errore che, se lo commetti da giovane, ti perdoni, ma se lo porti avanti per quarantacinque anni diventa un handicap ontologico.
Il risultato pratico sono quarantacinque anni di regime in cui le ragazze che nel ’79 marciavano a fianco dei mullah per la libertà finirono lapidate o costrette a coprirsi la testa - non era esattamente il piano B che avevano in mente mentre cantavano "Indipendenza o morte". Omosessuali impiccati con delle gru in piazza. Trentamila (trentamila) oppositori di sinistra - i compagni marxisti che "da quella parte della barricata" avevano aiutato a rovesciare lo Scià - giustiziati negli anni ’80 in purghe che fecero sembrare Stalin un dilettante. Poi pasdaran, giovani che si suicidano o scappano, miliardi che finiscono in missili, droni e stipendi per Hezbollah/Houthi/Hamas.
E oggi, dopo aver coccolato il mostro per generazioni, prima come rivoluzione autentica, poi come asse della resistenza anti-coloniale – fate la morale sul pericolo Trump-Netanyahu che distruggono l’equilibrio nato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. L’equilibrio difeso da quella parte della barricata - sempre la tua - è un regime che tiene ancora oggi in ostaggio 85 milioni di persone, esportava jihad su commissione, arricchisce una casta di ayatollah miliardari mentre la gente fa la fila per il pane, e promette di cancellare Israele dalla carta geografica.
Ora che Khamenei è morto vaporizzato a stomaco vuoto e a Teheran e in mezzo mondo c’è chi balla per strada, tu, da quella parte della barricata, piangi l’equilibrio. Ci hanno cagato, da quella parte della barricata.
La conversione più impressionante resta proprio quella dietro la tua barricata, da anti-imperialisti puri a difensori di fatto di un impero teocratico sciita che di fatto occupa Libano, Yemen, pezzi di Iraq e Siria.
La "resistenza".
Allora dimmi, quando dietro quella parte della barricata si festeggiava Khomeini nel ’79 eravate ingenui, romantici, un po’ cinici, o disposti a chiudere un occhio o entrambi purché il nemico fosse l’America? E oggi, mentre gli iraniani normali esultano voi continuate a difendere l’"asse della resistenza” come se fosse l’ultima trincea contro il neoliberismo, da che parte della barricata state, esattamente?
Il pianeta tira un sospiro di sollievo se l’Iran smette di essere gestito da millenaristi. Il resto, l’equilibrio, la stabilità, sono le pippe di chi per 45 anni non solo è stato dalla parte sbagliata della storia, ma l’ha attivamente promossa, difesa, e ora non sa come uscirne.
@bravimabasta
The reason why RAM has become four times more expensive is that a huge amount of RAM that has not yet been produced was purchased with non-existent money to be installed in GPUs that also have not yet been produced, in order to place them in data centers that have not yet been built, powered by infrastructure that may never appear, to satisfy demand that does not actually exist and to obtain profit that is mathematically impossible.
Perché siamo anime morte nutrite di propaganda russa su tutti i media 24h/24. Perché abbiamo coltivato l’antioccidentalismo come vezzo estetico e culturale e appendice alla nostra codardia.
Perché la dimensione individuale ha “mangiato” tutto, lasciandoci inermi davanti alle minacce alla libertà collettiva.
Perché abbiamo cancellato l’epica e l’eroismo dal nostro mondo e dunque stentiamo a riconoscerli negli Ucraini, negli iraniani e nei georgiani.
Perché abbiamo ereditato e non meritato la libertà.
Ma tutto questo va combattuto Filippo. Dunque costruiamo un’avanguardia di persone che non si girano dall’altra parte davanti alle minacce alla nostra e all’altrui libertà e onora chi combatte per ottenerla o mantenerla. Prima o poi toccherà anche a noi.
I CONTI CON IL COMUNISMO.
Appare sempre più evidente che in Italia non abbiamo fatto i conti con il comunismo.
Il Putinismo, l’odio per l’Occidente, l’ammirazione per la Cina, dopo essere stati in sonno per molti anni i comunisti tornano e spiegano che in fondo avevano ragione loro perché “alla fine la Cina dominerà il mondo” (cit D’Alema) e l’Occidente democratico sarà spazzato via. E allora ecco che vediamo professori universitari e politici celebrare Putin a Mosca, gioire per le avanzate delle truppe russe, disconoscere la storia, applicare ogni sorta di doppia morale, riesumare i “partigiani della pace”, fiancheggiati e portati in trionfo da giornali, intellettuali e TV.
Non sono particolarmente sorpreso. Il percorso del PCI è andato per salti storici. Mai socialdemocratico, ha aggirato bad godesberg attraverso i pantheon pop - Mandela, Kennedy e Che Guevara frullati insieme - e la pretesa di superiorità morale.
Oggi tutte quelle omissioni presentano il conto.
In un recente dibattito Majorino (PD) e Osnato (FDI) hanno iniziato i loro interventi con un assertivo “siamo molto lontani dalla cultura liberale”. Il che spiega bene il bipopulismo.
Se non ci si sente liberali quando la democrazia liberale e a rischio e sotto attacco degli autocrati illiberali come si può pensare di difenderla?
Destra e sinistra hanno lo stesso problema e per nasconderlo se lo rinfacciano a vicenda: non hanno fatto i conti con la loro storia fino in fondo e oggi questo fa dell’Italia il ventre molle dell’Europa.
Da 3 anni, in privato, incontri, riunioni dei ministri, interviste, dico ciò che ieri è stato codificato nella Strategia di Sicurezza Nazionale USA e cioè che il rapporto con l’EU sarebbe mutato e che le garanzie di difesa regalate dopo il ‘45 sarebbero finite velocemente.
Era chiaro, evidente.
Con una tempistica più accelerata di quella che temevo (pensavo concedessero 2/3 anni in più) é accaduto ciò che era previsto.
La traiettoria della politica americana era evidente già prima dell’avvento di Trump che ha soltanto accelerato un percorso irreversibile.
Gli USA hanno in corso una competizione sempre più difficile, complessa e dura con la Cina e ogni loro atto, decisione, comportamento, deve essere letto in questo scenario.
Trump ha semplicemente esplicitato che l’EU gli serve poco o nulla in questa competizione.
Perché non ha risorse naturali particolarmente rilevanti o utili.
Perché sta perdendo la competizione sull’innovazione e la tecnologia.
Perché non ha potere militare.
Perché, rispetto ai nuovi attori del Mondo, é piccola, lenta e “vecchia”.
I motivi per cui lo abbia fatto anche con un po’ di asprezza non sono nemmeno loro una sorpresa perché i suoi giudizi (e quelli di molti esponenti repubblicani o maga) su alcune posizioni e scelte politiche dell’Unione sono note da anni.
Ma il tema principale non è l’EU.
Come si nota dal poco spazio dedicato al vecchio continente, nella strategia resa nota ieri.
Ogni decisione, ogni atto futuro sarà affrontato con un solo obiettivo: il rafforzamento degli USA nella competizione con la Cina.
Un approccio pragmatico, senza sentimenti o legami, utilitaristico ed esclusivamente orientato alla supremazia economica e tecnologica nei prossimi anni perché significa supremazia in questo secolo.
Nulla di nuovo, per chi lo avesse seguito negli anni, nulla di strano rispetto alla visione americana consolidata.
É questo scenario (come dicevo ampiamente previsto) quello nel quale devono essere definite le scelte, le decisioni, le strategie delle nazioni più piccole (come noi).
Perché anche noi abbiamo bisogno di risorse.
Perché anche noi abbiamo bisogno di tecnologie.
Perché anche noi abbiamo bisogno di far crescere la nostra economia e difendere il nostro spazio di ricchezza.
Non per esercitare una supremazia su qualcuno ma per garantirci futuro.
Nel frattempo però la pessima notizia è che dovremmo (per me dovremo) pensare a ciò che finora ci avevano fornito “gratuitamente”, i nostri alleati statunitensi: la sicurezza, la difesa e la deterrenza.
Non parlo solo di quelle militari.
Per scelta politica in questi anni abbiamo costruito e consolidato una grande quantità di rapporti bilaterali con nazioni che ci possono aiutare nel percorso futuro (in Africa, Golfo, Asia, Sud America, Australia) per garantire e rafforzare la sicurezza economica, energetica e di approvvigionamenti strategici.
Per scelta abbiamo contribuito a dare un piccolo impulso positivo ad un’Europa che aveva perso il contatto con le traiettorie del Mondo pensando di poterlo plasmare a sua immagine e somiglianza.
Piccolo, perché le resistenze ideologiche e burocratiche che rifiutano un approccio veloce e pragmatico alle evoluzioni della realtà sono fortissime e sedimentate.
L’Europa è anche però un luogo naturale dove poter trovare partners per fare ciò che da soli siamo troppo piccoli per realizzare.
Ad esempio è chiaro che la “soglia di ingresso” finanziaria per recuperare il tempo perso su tecnologie fondamentali richiede una quantità di investimenti pubblici e privati tali che anche per 27 nazioni sono pesanti.
Ma vanno fatti, per sopravvivere.
Stesso discorso per la Difesa: più siamo, più é forte, meno costa.
Siamo nel pieno centro di cambiamenti epocali.
Occorre vederli, capirli ed orientare la nave, come in mare durante una tempesta.
Perché, come accade in mare, nessuno, nemmeno i più grandi sono in grado di controllare i flussi dei tempi nei quali viviamo, ma ognuno é costretto ad affrontarli navigando al meglio.
È chiaro che quelli del Dipartimento di Filosofia di Bologna non hanno capito un bel niente delle stesse discipline che insegnano.
“La società che separa i suoi studiosi dai suoi guerrieri avrà dei vigliacchi a pensare e degli idioti a combattere” Tucidide
Had another complaint. Someone emailed us saying that this billboard upset them because they themselves didn’t like dogs. We emailed back “well you know what to do then” 😂
Cruciani: “Mi sento molto svizzero in questo momento.
La Svizzera ha fatto pagare il conto della Flotilla ai militanti pro pal rimpatriati. 1100€ a persona. È PARTITA LA FATTURINA!”
@giucruciani
It just needed someone to stand up and say it out loud. How come it has to be a RUSSIAN?
Dissident chess grand master Garry Kasparov, is saying what every European leader should be screaming right now, because if Ukraine is abandoned to Putin, the consequences will be beyond measure.
🎥 TikTok - https://t.co/SC9gDtzfcJ
ALT FERMI!!!!!! PRIMA CHE LEGGIATE I GIORNALI…
…forse vale la pena che guardiate voi stessi i dati delle elezioni regionali di ieri.
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Questi i voti assoluti presi dai principali partiti, considerando anche le liste civiche ad essi direttamente riconducibili (Fonte: Ministero dell’Interno - Eligendo).
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Lega e M5S collassano in tutte e tre le regioni, perdendo rispettivamente la metà e un terzo dei voti rispetto alle scorse regionali.
Fratelli d’Italia cresce in tutte le regioni, aumentando i suoi voti assoluti di quasi il 50%.
Cresce Forza Italia (tranne in Puglia), che complessivamente aumenta i voti assoluti di circa 100.000 persone, rimane sostanzialmente stabile il Pd (che però aumenta i voti in Veneto).
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Ora che avete guardato i dati - che come vedete vi sono riportati qui senza alcun commento (che sarebbe in questo caso anche molto inopportuno) - potete aprire i giornali e vedere come funziona (parte de) l’informazione italiana.