Da persona democratica e libera, dico: fate cosa volete. Ma non proviamo a raccontare, per carità, che la piscina per sole donne, ‘per non essere guardata dagli uomini’, come ha detto Fatima Ziani, riducendo le donne a un pezzo di carne, sia inclusione, integrazione e tolleranza perché a tutto c’è un limite. I diritti delle donne sono frutto di secoli di battaglie, la nostra Costituzione sancisce la parità fra uomo e donna. Integrarsi significa riconoscerla in tutti gli aspetti della vita quotidiana.
Accolgo con soddisfazione la scelta di non nominare Andrea Pirlo Ct della Nazionale.
È una scelta giusta e doverosa, considerato ciò che Pirlo ha scelto di fare: prestare, liberamente e ripetutamente il proprio prestigio a un'operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l'Ucraina veniva bombardata
La Nazionale italiana rappresenta l'Italia nel mondo. E l'Italia è dalla parte dell'Ucraina, dell'Unione europea e del diritto internazionale, con buona pace dei servi del regime putiniano che oggi saranno un po’ meno entusiasti.
In questo intervento, il ricercatore Tommaso Virgili, esperto di mondo islamico, spiega come la fratellanza musulmana riesca a portare avanti le sue battaglie, cavalcando l’ubriacatura intersezionale dell’occidente illuminato. Esempio, l’hijab. Come far dimenticare che si tratta di uno strumento di oppressione verso le donne, in una società in lotta contro il patriarcato? Lo si accomuna a un diritto delle minoranze, affiancandolo alle battaglie femministe, anti-coloniali, lgbqt+ e così via. Istanze conservatrici, di un movimento bandito da molti paesi musulmani, trovano così sfogo nell’occidente tollerante, entrando in circolo con il bollino di qualità dei valori della tolleranza su cui si basa il nostro mondo. Così facendo, si anestetizza la percezione del rischio dell’estremismo, brandendo eventualmente la spada dell’islamofobia contro chi sollevi dubbi.
Non stupisce quindi che di fronte a fatti come quelli di Berlino, dove l’intersezionalità sembra andare in corto circuito, c’è una corsa immediata della società liberale a derubricare al caso isolato, reimmettendo nel discorso il vero rischio, quello dell’estrema destra. Male che vada ci si può giocare la carta della necessità di avere più psicologi per contrastare lo squilibrio mentale.
Caro Pirlo, se dopo tutto questo casino, anziché annunciare la rinuncia immediata a qualsiasi rapporto di sponsorizzazione con Fonbet (il bookmaker russo), ti metti pure a spiegare che l'ipocrisia è quella degli altri, e che allora l'Iran ai Mondiali etc etc... significa che davvero non hai capito un tubo del problema.
Il CT della Nazionale italiana non può prendere soldi da Mosca, se questo a Pirlo non è chiaro allora è bene che resti a fare l'allenatore della squadra neopromossa nel campionato degli Emirati Arabi.
Sul caso @Pirlo_official si è parlato molto del viaggio a Mosca e del contratto con Fonbet.
Ma nei documenti ufficiali russi c’è un altro pezzo della storia. È rimasto quasi fuori dal dibattito italiano e merita di essere raccontato.
Con ordine. 1/14
La caduta delle istituzioni americane. Da qui in avanti sarà sempre peggio. Dobbiamo accelerare la costruzione dell’Europa federale. Ma ci mancano i leader non i numeri.
La @FIGC ha ormai scelto @Pirlo_official come nuovo commissario tecnico e sta definendo gli ultimi dettagli.
Prima della firma, però, qualcuno deve spiegare agli italiani come si concilia la maglia azzurra con il rapporto commerciale di Pirlo con la russa Fonbet. 1/7
“La Russia non è il mio nemico”. “La guerra è stata voluto dalla NATO”.
Il fatto che il Cremlino spenda oltre 3 miliardi di euro per la propaganda internazionale ci dà molto a cui pensare rispetto agli slogan di Mosca spesso ripetuti in Italia. I post deliranti di Vannacci, della Lega, del Movimento 5 Stelle e dei nascenti movimenti di Di Battista e D’Orsi alla fine potrebbero non sorprendere così tanto.
Proprio per questo oggi, con @pinapic, abbiamo presentato alla Camera dei Deputati una proposta di legge per dare immediata applicazione al regolamento europeo del 2022 contro la propaganda di guerra russa, di cui in Italia non è mai stata approvata la normativa di attuazione. Non sono mai state individuate le autorità responsabili ad intervenire, né stabilite le sanzioni per la violazione dei divieti. Così in questi quattro anni i contenuti di Russia Today e delle altre piattaforme mediatiche del Cremlino hanno continuato liberamente a circolare e a essere diffusi in eventi pubblici e in rete.
L’esito delle prossime elezioni politiche in Italia è condizionabile e quindi è in pericolo. Se non poniamo un argine a questa propaganda e alla disinformazione non saranno gli italiani a decidere chi li governerà. Su questo finora c’è stato solo silenzio, tanto a sinistra quanto a destra. Nella migliore delle ipotesi, perché hanno forze filorusse nei loro schieramenti e non vogliono disturbarle.
Noi no. E tutte le scelte politiche che faremo saranno dettate da questo principio: chi si allea con chi è filorusso, è filorusso.
Serve uno scudo democratico. Subito.
@f_onori@mlombardo81@FedeValcauda@PatriziaDeGraz1
Que a derrota da Argentina na final não apague o que foi o maior escândalo da história das Copas do Mundo
Fizeram um vídeo de 1 hora de assaltos da Argentina somente nessa copa do mundo
brutal mano
Durante l'incontro organizzato da @f_onori, la presentazione di @AntonioTalia ha mostrato come la minaccia russa in Italia non sia un fenomeno recente, ma una strategia sistemica perseguita da anni. Spionaggio, sabotaggi alle infrastrutture critiche e operazioni di influenza.
In questo giorno del 2014, un lanciamissili Buk russo abbatté il volo Malaysia Airlines MH17 sopra l'Ucraina orientale, uccidendo tutte le 298 persone a bordo.
L'attacco rimane una delle atrocità più mortali della guerra della Russia contro l'Ucraina.
Trump desecretano i documenti sull’ingerenza russa nelle elezioni presidenziali statunitensi
La Casa Bianca ha pubblicato documenti desecretati da Donald Trump riguardanti le interferenze di Paesi stranieri nelle elezioni americane. Dai documenti emerge che, in vista delle elezioni presidenziali del 2020, la Russia cercò di screditare Joe Biden e di alimentare le divisioni sociali negli Stati Uniti. Tuttavia, durante il suo discorso sulla vulnerabilità del sistema elettorale, Trump ha parlato a malapena della Russia.
Dettagli. Tra i documenti desecretati figurano due memorandum del National Intelligence Council degli Stati Uniti, datati gennaio e agosto 2020.
▪️ Nel primo, la Russia viene indicata, insieme a Cina, Iran e Corea del Nord, tra i Paesi che potrebbero compromettere le infrastrutture elettorali statunitensi. «La Russia ha quasi certamente studiato le vulnerabilità dell’infrastruttura elettorale durante il ciclo elettorale del 2016, ha ottenuto accesso ai sistemi elettorali di almeno due Stati e ha sottratto dati degli elettori da almeno uno Stato», si legge nel documento.
▪️ Il secondo memorandum, redatto sei mesi dopo, descrive in modo più dettagliato il ruolo della Russia. Secondo il documento, funzionari russi e Vladimir Putin controllavano le attività di intermediari incaricati di diffondere accuse sull’influenza ucraina nelle elezioni americane del 2016, comprese quelle relative ai presunti legami di Joe Biden con la società ucraina Burisma (di cui aveva fatto parte il figlio Hunter Biden, tema più volte utilizzato da Trump nella campagna elettorale del 2020).
▪️ Il documento afferma che persone legate a Mosca promuovevano queste informazioni tra funzionari statunitensi attraverso contatti personali e mediante pubblicazioni online e sui media. Vengono citati due nomi: Andriy Derkach e Konstantin Kilimnik. Il primo, ex deputato della Verkhovna Rada, ha lasciato l’Ucraina dopo l’inizio della guerra ed è diventato membro del Consiglio della Federazione russa nel 2024. Il secondo è un consulente politico che aveva lavorato con persone vicine a Trump. Entrambi sono ricercati dagli Stati Uniti.
▪️ Citazione: «Questi individui hanno cospirato per intensificare i propri sforzi con l’avvicinarsi delle elezioni e organizzare, nel pieno della campagna presidenziale del 2020, uno scandalo di corruzione di grande risonanza… Il loro obiettivo era provocare la sconfitta di Biden e assicurare la vittoria di Trump», afferma il documento.
▪️ Il memorandum sostiene inoltre che la Russia abbia utilizzato media statali e social network per screditare Biden e alimentare le divisioni interne negli Stati Uniti. Tali narrazioni risultavano prevalentemente favorevoli a Trump, pur contenendo occasionalmente critiche anche nei confronti della sua amministrazione.
▪️ Secondo il documento, la cosiddetta «fabbrica dei troll», insieme all’SVR e al GRU, avrebbe inoltre reclutato autori statunitensi e di altri Paesi per produrre contenuti in inglese destinati al pubblico americano su piattaforme informative.
▪️ Gli autori riferiscono anche di attività di ricognizione delle vulnerabilità dei siti web delle autorità pubbliche, senza che fosse chiaro quale fosse l’obiettivo finale.
▪️ Il rapporto contiene inoltre una tabella che confronta le attività di Russia, Cina e Iran. Da essa emerge che Mosca diffondeva comunicati stampa, contenuti sui media statali e messaggi occulti sui social network; influenzava segretamente politici; divulgava informazioni di intelligence per danneggiare avversari politici; cercava di incidere sui processi elettorali e sulle attività delle forze dell’ordine, oltre a reagire alle misure adottate dagli Stati Uniti.
▪️ La tabella mostra che la Russia mise in campo un ventaglio di strumenti più ampio rispetto a Cina e Iran.
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🧵Qual è l’effetto degli attacchi ucraini contro le raffinerie russe sull’economia locale che le circonda?
È difficile rispondere: la Russia è una dittatura in guerra, le autorità negano i danni e non forniscono dati economici locali dettagliati e verificabili.
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Trump asking whether he (President Zelenskyy) would go to Moscow, who then responds:
„It is difficult to go to Moscow thanks to the many Ukrainian drones. (…) It is too dangerous.“
I almost fell from my chair laughing.
Non so nemmeno da dove cominciare dopo aver ascoltato il senatore Alfieri (PD), che stamattina dialoga con l’ambasciatore ucraino.
Non comincerò dall’aspetto morale di cosa significhi chiedere all’ambasciatore - “cosa siete disposti a cedere per la pace?” - proprio la mattina/1
La mia intervista su Il Riformista ha raccolto oltre mille commenti solo su Facebook. E succede sempre così: ogni volta che appaio in TV o su un giornale, il numero dei commenti esplode improvvisamente.
E, per una strana coincidenza, una parte significativa di questi commentatori ha profili vuoti, creati di recente o palesemente artificiali.
La cosa divertente è che, messi insieme, Netanyahu, Trump, Zelensky e Meloni non raggiungono numeri simili sotto gli articoli. 😂
E poi i troll filocremlini cercano di convincermi che nell’internet italiano non esistono troll e bot legati al Cremlino e che si tratta esclusivamente di «persone reali». 🌚
Questo è uno dei segnali tipici delle campagne di influenza online: un’attenzione sproporzionata verso determinati temi, la comparsa simultanea di decine di profili poco credibili, la ripetizione quasi identica degli stessi slogan e l’impressione di una «maggioranza» improvvisamente mobilitata.
L’obiettivo non è tanto convincere, quanto occupare lo spazio della discussione, creare rumore, intimidire chi esprime opinioni diverse e dare l’illusione di un consenso molto più ampio di quello che esiste realmente.
Li leggo per puro interesse antropologico. 😄
Per esempio, un profilo vuoto, con zero amici, nel tentativo di sostenere la tesi che in realtà io sia ucraina, ha scritto che, sì, sono nata a Dubna, ma da genitori di origini ucraine!
Su internet si scoprono sempre cose nuove su se stessi… soprattutto quando a raccontartele sono i bot. 🌚
FT Exclusive: A Russian online sabotage network was behind a series of arson attacks on Sir Keir Starmer’s family home and other targets linked to the UK prime minister, an FT investigation has found. https://t.co/QojC6ifRP2
“Evidente l'incompatibilità con Picierno”, dice Bettini.
Per una volta, devo dargli ragione.
Era evidente, e ne ho dovuto prendere atto, la mia incompatibilità con un partito che sull'Ucraina e sull’imperialismo di Putin non si dissocia dalle posizioni di Bettini, che poi sono anche quelle di Conte, di Salvini e di Vannacci.
Mi dispiace per gli amici che sono rimasti.
Paradosso di Putin
Lo ammetto, sulla guerra in Ucraina ho cambiato idea.
Ho sempre sostenuto che, per quanto doloroso, si doveva arrivare a una soluzione senza umiliare la Russia.
Invece no, dopo più di 1.500 giorni degli attacchi russi, sono sempre più convinta che
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