Questo un altro - piuttosto sconcertante - momento di Piazza Pulita ieri sera.
Cercavo solo di fare due semplici domande.
La prima.
Se è Israele il “cattivo” di questa storia, perché per almeno due volte (nel 2000 e nel 2008) un piano di pace che prevedeva la creazione di uno Stato palestinese fu approvato da Israele ma bocciato dalla leadership palestinese?
La seconda.
Perché quando Israele ha “abbandonato i territori occupati”, ritirandosi da Gaza nel 2005, Hamas ha trasformato Gaza in uno stato terrorista invece di disarmare e iniziare un vero processo di pace come avevano fatto altri gruppi armati (i baschi, i curdi o i nord-irlandesi)?
Pensate ci sia stato modo di avere risposte a queste domande?
Esimio @corradoformigli, la saluta Liel Hetzroni, di 12 anni; per identificarla dalla cenere e i pochi frammenti d'osso rimasti, gli archeologici forensi hanno impiegato 6 settimane.
Buona giornata.
LETTERA FORMALE DI PROTESTA INVIATA DA UAII A LA7
Spett. le LA7 S. p. A.
Alla cortese attenzione del Presidente, dott. Urbano Cairo,
e del Direttore di Rete, dott. Andrea Salerno
Oggetto: formale protesta per le affermazioni relative alle vittime del 7 ottobre 2023 nella puntata di “Piazzapulita” dell’8 ottobre 2026 – richiesta di chiarimento e disponibilità al contraddittorio
Egregi Signori,
con la presente intendiamo esprimere la nostra ferma protesta per quanto emerso nel corso della puntata di “Piazzapulita” dell’8 ottobre 2026, condotta dal dott. Corrado Formigli, e, in particolare, per il confronto sviluppatosi con Francesco Giubilei e Luigi Marattin in relazione alle atrocità perpetrate da Hamas contro la popolazione civile israeliana il 7 ottobre 2023.
Riteniamo particolarmente grave che, nel corso di una trasmissione di approfondimento giornalistico, possano essere state messe in discussione, con toni liquidatori, le testimonianze relative ai bambini israeliani i cui corpi sarebbero stati rinvenuti carbonizzati a seguito degli attacchi del 7 ottobre. La qualificazione di tale circostanza come “fake news”, ove riferita in termini generali e non adeguatamente circostanziati, rischia di delegittimare non soltanto singole ricostruzioni eventualmente da verificare, ma anche il complesso delle testimonianze e delle evidenze poste a fondamento della ricostruzione degli eventi.
Il 7 ottobre 2023 non costituisce una semplice controversia politica né una vicenda suscettibile di essere reinterpretata prescindendo dalla distinzione tra fatti accertati, testimonianze, ricostruzioni controverse e informazioni ancora oggetto di verifica. Si tratta di un evento di straordinaria gravità, nel quale furono colpiti civili inermi, comprese donne, anziani e bambini, e furono sequestrate numerose persone. Proprio per questo, ogni discussione pubblica sul tema richiede particolare rigore, chiarezza nella qualificazione delle fonti e piena distinzione tra dati verificati, ipotesi e opinioni.
È certamente legittimo, e anzi doveroso per il giornalismo, verificare puntualmente ogni testimonianza, distinguere i fatti accertati dalle ricostruzioni non confermate e correggere eventuali informazioni inesatte. La libertà di manifestazione del pensiero e la libertà di informazione, garantite dall’art. 21 della Costituzione, tutelano anche il diritto di formulare critiche e di sottoporre a verifica le narrazioni pubbliche. La stessa libertà, tuttavia, presuppone un’informazione consapevole, pluralista e rispettosa della complessità dei fatti, nella quale il pubblico possa conoscere le diverse posizioni e formarsi autonomamente la propria opinione.
Come riconosciuto dalla giurisprudenza, la libertà di manifestazione del pensiero comprende l’esercizio del diritto di cronaca e di critica, ma il loro esercizio deve essere parametrato all’interesse pubblico dell’informazione, alla correttezza dell’esposizione e alla necessità di distinguere i fatti dalle valutazioni. In questa prospettiva, il pluralismo non consiste soltanto nella possibilità astratta di esprimere opinioni diverse, ma anche nella concreta possibilità, quando sia in discussione una ricostruzione di particolare rilevanza pubblica, di sottoporre al pubblico argomenti, fonti e interpretazioni differenti.
Esiste, dunque, una differenza sostanziale tra l’esercizio rigoroso della verifica giornalistica e il rischio che una doverosa cautela su singole circostanze si traduca, anche al di là delle intenzioni soggettive, in una delegittimazione generalizzata delle atrocità documentate e delle testimonianze di chi quelle violenze ha subito, vi ha assistito o ne ha visto le conseguenze.
La diffusione di immagini di corpi carbonizzati, recentemente richiamata anche dall’Ambasciata di Israele in Italia, non può essere liquidata in modo semplicistico attraverso la messa in discussione indistinta del racconto delle vittime, dei testimoni e degli operatori intervenuti sui luoghi degli attacchi. Allo stesso modo, la denuncia delle sofferenze della popolazione palestinese, che deve poter trovare pieno spazio nel dibattito pubblico, non dovrebbe essere contrapposta al riconoscimento delle atrocità commesse da Hamas, né utilizzata per attenuare o relativizzare la gravità dei crimini commessi contro la popolazione civile israeliana.
L’UAII non intende chiedere limitazioni alla libertà di informazione, né pretende di sottrarre alcun tema al confronto pubblico. Al contrario, proprio in coerenza con la libertà di manifestazione del pensiero, con il pluralismo e con il diritto del pubblico a un’informazione completa, manifesta sin d’ora la propria disponibilità a partecipare a una prossima puntata di “Piazzapulita”, o ad altra trasmissione di La7, dedicata ai fatti del 7 ottobre 2023 e alla loro rappresentazione nel dibattito pubblico, per un confronto aperto e rispettoso con il conduttore, gli ospiti e le diverse posizioni presenti.
La nostra disponibilità è finalizzata a consentire un effettivo contraddittorio, nel quale possano essere esposte le fonti, le testimonianze e gli elementi documentali ritenuti rilevanti, lasciando agli spettatori la possibilità di valutare autonomamente le diverse ricostruzioni. Riteniamo che un simile confronto costituisca la risposta più coerente con la libertà di manifestazione del pensiero e con la responsabilità editoriale propria di una grande emittente nazionale, senza alcuna pretesa di predeterminare l’esito del dibattito o di comprimere l’autonomia giornalistica della redazione.
Per queste ragioni, chiediamo formalmente alla Direzione di La7 di:
riesaminare il passaggio della trasmissione in questione, anche alla luce delle fonti e delle testimonianze disponibili;
chiarire pubblicamente il significato delle affermazioni relative ai bambini israeliani vittime del 7 ottobre e precisare se esse intendessero riferirsi a specifiche ricostruzioni o, più ampiamente, alla veridicità delle testimonianze e delle evidenze raccolte;
valutare la realizzazione di un confronto pubblico sul tema, assicurando un adeguato spazio al contraddittorio;
prendere atto della disponibilità dell’UAII a partecipare alla trasmissione con propri rappresentanti, mettendo a disposizione documentazione e testimonianze utili all’approfondimento.
Confidiamo pertanto in un Vostro riscontro e in una riflessione editoriale sull’accaduto, nel convincimento che la libertà di informazione trovi la propria massima espressione non nella semplificazione delle questioni controverse, ma nella possibilità per il pubblico di ascoltare, in condizioni di effettivo pluralismo, le diverse ricostruzioni e gli argomenti posti a loro sostegno.
Distinti saluti.
Avv. Celeste Vichi
Presidente UAII – Unione delle Associazioni Italia Israele
e
Avv. Kishore Bombaci
Direttivo UAII
Unione delle Associazioni Italia Israele
#UAII #La7 #7ottobre
‼️Chiediamo la radiazione dall’Albo degli avvocati per Omar Vanin, presidente del “tribunale islamico” di Padova.
⛔️È gravissimo e inaccettabile che chi promuove un tribunale parallelo fondato sulla Sharia continui a esercitare la professione e a insegnare in un’Università statale.
❌Chi pretende di cancellare le leggi dello Stato e sostituirle con quelle della Sharia non può insegnare ed esercitare proprio all’interno delle istituzioni italiane.
#Lega #Patriots
🇬🇧 En Londres, la policia le prohíbe a la gente pasear a sus perros en los barrios donde viven musulmanes para que ellos no se sientan ofendidos.
País domado por los cabeza de toalla.
🚨 A Padova è nato un “Tribunale islamico” che applica la Sharia al posto delle nostre leggi.
Questo, insieme al ripudio, alle spose bambine, alla poligamia e alle donne sottomesse, è l’ennesima dimostrazione che l’Islam politico è già qui. E la sinistra fa finta di non vedere.
Ho presentato un esposto in Procura per denunciarlo: in Italia si applicano le leggi italiane. 🇮🇹
#lega #patriots
Borgatara, pesciarola, ortolana.
E poi tanto altro: “regina di Coattonia”, “vacca”, “rana dalla bocca larga”, “str****”.
E così via. In questi anni ho ricevuto epiteti di ogni tipo.
Personali, sul mio fisico, sulla mia famiglia, sulle mie origini.
Ma oggi si cambia registro. E il livello cambia.
Perché un signore del Partito democratico, tal Floriano Della Bella, ha detto in una seduta del Consiglio comunale di Pontedera che la Meloni è una “ciociara, nella maniera più dispregiativa”. E per questo è stato richiamato dal Presidente dell’Aula, altro esponente del Pd, che aggiunge: “Per favore, usi termini consoni al suo ruolo”.
Quindi, per questi signori, essere “ciociari” è una vergogna e se lo dici a qualcuno equivale ad insultarlo. Non solo: è addirittura un termine che non va pronunciato in un luogo istituzionale.
Mi spiace per loro, ma io non la penso così. E sono orgogliosa di essere definita ciociara. Perché la Ciociaria è uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia. Terra di Papi e condottieri, di Santi e artisti, di letterati e poeti. Cicerone, Caio Mario, Bonifacio VIII, San Tommaso d’Aquino, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Nino Manfredi e tanti altri uomini e donne che nel corso del tempo hanno fatto la nostra storia.
Si riempiono la bocca di popolo, rispetto e coesione. Ma poi insultano, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani definendoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B. Ma ad essere ignoranti sono solo loro.
Viva la Ciociaria!
L’analista degli emirati arabi 🇦🇪 Amjad Taha commenta le misure del governo italiano 🇮🇹 del divieto di burqa e niqab a scuola:
Italia, non chiedere mai scusa per essere l’Italia. Tu sei Roma. Dante. Leonardo. Michelangelo. Galileo. Verdi. Sei il marmo trasformato in bellezza, le rovine trasformate in memoria e secoli di civiltà che ancora oggi fanno fermare il mondo ad ammirarti.
Quindi, quando Giorgia Meloni sostiene che l’Italia abbia il diritto di difendere la propria identità e di richiedere che i volti restino visibili nelle scuole, giudicate questa posizione per ciò che realmente sostiene.
E da arabo musulmano, non posso fare a meno di sorridere quando una parte della sinistra italiana cerca di essere più musulmana dei musulmani e più araba degli arabi. Paesi a maggioranza musulmana come l’Egitto e la Tunisia hanno imposto restrizioni sul fatto che i bambini possano coprirsi il volto nelle scuole.
Allora perché, se in una scuola italiana si richiede che un insegnante possa vedere il volto di uno studente, questo dovrebbe improvvisamente essere considerato ostilità verso l’Islam?
Non potete pretendere che l’Italia sia più permissiva, sul piano religioso, degli stessi Paesi musulmani e poi definire gli italiani intolleranti semplicemente perché pongono delle domande.
No, proteggere le vostre scuole non è «islamofobia». Contrastare l’estremismo islamista non è «islamofobia».
I Fratelli Musulmani hanno creato il termine «islamofobia» per impedire alla vostra democrazia di criticare gli islamisti radicali e per indurvi a chiamare un terrorista «attivista».
La parola «islamofobia» non deve mai diventare un telecomando con un tasto “muto” per ogni discussione scomoda sull’islamismo.
È qui che una parte della sinistra italiana capovolge clamorosamente la questione: nel tentativo di dimostrare a tutti i costi la propria tolleranza, rischia di trattare l’identità stessa dell’Italia come l’unica identità che debba continuamente chiedere scusa. Non spetta ai Fratelli Musulmani stabilire i confini del dibattito europeo.
Perché state cercando di avere più estremisti musulmani del Medio Oriente?
L’Italia non ha bisogno del permesso di nessuno per restare italiana.
L’Italia non è «Italianistan».
È l’Italia. Bella. Antica. Fiera. Libera. Roma è sopravvissuta agli imperi. L’Italia non dovrebbe avere paura delle etichette.
A letter to the West,
Greetings,
Stop confusing cowardice with tolerance. What you see as illegal immigrants is a pre-planned invasion of your country without tanks or soldiers. There are countries that have recently poured billions of pounds into Muslim Brotherhood terrorists who became activists and citizens in your countries, and their job is to defend every criminal, be the lawyer of every rapist, and make sure all those who are illegal become legal and become the next governor or MP, and later, prime minister. This is a long-term plan.
They use democracy as an Uber to power then complain about the destination.
Look around you. They now protest against you and your Western civilization. They call you Islamophobic if you dare to mention Muslim Brotherhood terrorists, such as Hamas terrorists, or Sudan's Muslim Brotherhood-led army, which killed over 2 million Christians and 500,000 African Muslim children and women.
They will control your democracy through dictatorial rules.
They discovered your greatest weakness: your tolerance can be weaponized against you.
They use your freedom of speech to defend Muslim Brotherhood terrorists.
They use your courts to protect Hamas and Iran's networks.
They use accusations of “Islamophobia” to intimidate critics.
They use democracy as a ladder to power, then attack the very values that built that ladder.
Yesterday, Muslim Brotherhood ideology demanded a platform. Today, it demands political influence. Tomorrow, it will demand that you remain silent.
Stop confusing cowardice with tolerance.
Investigate the Muslim Brotherhood. Ban terrorist organizations. Prosecute criminal financing. Deport non-citizens who lawfully qualify for deportation because of serious crimes or terrorism and never allow extremists to turn citizenship into a weapon against the country that welcomed them.
Your children should not inherit a country too frightened to defend its own laws, freedoms, and civilization.
Democracy is not a suicide pact. Tolerance is not surrender. Freedom does not require giving extremists the tools to destroy freedom.
Wake up. Defend your country. Defend your children. Defend your civilization before those who despise it become powerful enough to dictate its future.
Regards,
God bless your beautiful civilization and protect it from extremism, terrorism, and backwardness.