Distruggendo, contemporaneamente, la vostra cultura, comprensione del mondo e capacità di pensare criticamente.
Ma avete portato a casa il certificato da usare al concorso pubblico.
@targettopoli@micheleboldrin Entrambi, ma dipende dai dati. Il sovraffollamento delle carceri italiane è dato al 139% (8 strutture al collasso al 200%, 73 sovraffollate al 150% e 22 non sovraffollate).
Sarebbe utile legalizzare, ma la % non andrebbe a 0 dato lo spaccio minoritario di droghe pesanti
Ora, io capisco che Ferruzzi sia un meme e faccia ridere (la uso anche io per buttare in vacca gli argomenti), ma non mi spiego come la comunità non prenda posizioni, non smetta di invitarla in locali e darle soldi quando DA ANNI fa parte della feccia più becera.
IL VIDEO DEFINITIVO
Finalmente dopo anni di attesa è comparso un eroe che ha mandato serenamente a fare in culo la Ceccardi in televisione. Meraviglioso.
Grazie maestro.
E' un indicatore dell'arretratezza tecnologica del sistema economico e della scarsa mobilita' sociale e territoriale.
Le quali hanno, al fondo, due determinanti "culturali" che vengono preservate con le unghie e con i denti dalle c.d. "classi dominanti" perche' garanzia, appunto, del loro parassitico dominio. Come le preservano? Sistema scolastico e comunicazione televisiva.
1. Gli italiani amano il posto fisso perche' vogliono crescere, vivere e morire dove sono nati, ritenendo il loro paesello (qualsiasi esso sia) il posto piu' bello del mondo. L'elegia del paesello, del localismo, delle tradizioni, dell'esame di maturita', di quel particolare liceo/ristorante/spiaggia/... unici al mondo!
2. Gli italiani amano il posto fisso perche' fare sempre la stessa cosa richiede poco sforzo intellettivo e psicologico. Non richiede rischio, non richiede apprendere cose nuove, studiare, fare e brigare. Da cui la stagnazione tecnologica: quando non hai conoscenza vera del mondo in cui vivi, come puoi volerlo cambiare?
Non e' sempre stato cosi': dopo le due grandi distruzioni (le guerre) una % sostanziale della popolazione trovo' ragioni per andare oltre i vincoli 1 e 2.
Ne venne il miracolo economico e la (molto parziale) modernizzazione del paese. Furono il prodotto di una minoranza e di circostanze eccezionali e una classe dirigente eccezionale.
Ma un miracolo non fa il santo.
"Se qualcuno ti lecca le scarpe, mettigli il piede addosso prima che cominci a morderti". È un aforisma attribuito a Paul Valéry, che di solito viene usato per i potenti ma in realtà fotografa una spietata verità antropologica valida sul lavoro, nelle relazioni, nelle pseudo-amicizie: l’adulatore non è mai amico. È un parassita che si nutre della luce altrui, pronto a invertire la lingua non appena il vento cambia direzione. La sua lealtà è moneta falsa, coniata solo sul momento del bisogno.
Meloni ha danzato troppo a lungo sulla lama sottile che separa l’alleanza strategica dal "ginocchierismo". E ora scopre magicamente che il leone non ama chi gli si strofina troppo addosso ma lo tollera finché gli serve, poi lo scrolla via con fastidio.
Forse, caro signor presidente del Consiglio, anziché affannarsi a smentire Trump, è meglio essere un nemico dignitoso piuttosto che un alleato con le gambette perennemente in demi plié, non crede? Trump, a modo suo, lo ha banalmente ricordato.
@micheleboldrin qui Elif Şafak, un autrice di romanzi, sottolinea un punto importante. I populisti hanno capito l'importanza delle emozioni. Noi invece siamo cresciuti nel culto della razionalità e nel disprezzo delle emozioni.
Il comandante della Luftwaffe:
"Siamo pronti per combattere la Russia anche stanotte. I primi obiettivi a finire sotto le bombe sarebbero Kaliningrad, San Pietroburgo, il Mar Nero e la penisola di Kola".
Finalmente qualcuno comincia a parlare l'unico linguaggio che Nonno capisce.
In cosa si concretizza la mia azione? sputtanare le balle del vittimismo russo dato che è propaganda che nemmeno i russi ormai fanno più da anni dato che hanno confessato praticamente tutti a partire dai ministri delle repubbliche di Donetzk e Lugansk e i capi delle milizie. Non sono intervenuti per i filorussi/russofoni ma hanno creato la milizia con il coinvolgimento diretto dell'esercito al fine di creare la guerra civile che scusasse l'itervento russo.
L’incipit del propagandista Rovelli:
“A me la Cina sembra una Napoli con un miliardo di abitanti. Una marea di persone molto umane, caciarone, familiari. Il piacere di mangiare assieme, ridere insieme, sentirsi amici. Mi sento più a casa qui che in Nord Europa o in Giappone.”
Da professore di storia russa, da marito e padre di donne russe, da amico di dozzine di russi:
La russofilia di struscio di questi scribacchini e intellettuali del menga fa una gran pena.
Da studioso e professore di storia del discorso sulla guerra: questo pacifismo superficiale e incapace di generare solidarietà—rispetto alle vittime di questa guerra fa ribrezzo.
Mi fanno ribrezzo il manto di idealismo e l’umanitarismo di maniera che nascondono posizioni politiche irresponsabili. Un discorso che è un deserto etico, in cui puoi chiacchierare fino alla nausea di pace e diplomazia senza dover rendere conto di nulla, lavandoti le mani delle conseguenze pratiche per le vittime ucraine. In cui eviti di ragionare sulle scelte difficili e i comportamenti che NOI avremmo la possibilità di adottare per migliorare la condizione delle vittime.
Cioè: umanitarismo un corno.
È un’ipocrisia disgustosa.