🎵 #RIM2026: dal 7 al 13 giugno, l'evento musicale che porterà concerti, performance e appuntamenti musicali in tutti i 15 Municipi della città, tra piazze, strade e luoghi da riscoprire.
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#romainmusica
#Casaprota è un piccolo borgo nell’alto bacino del torrente Farfa in un contesto paesaggistico incantevole costellato di ulivi, rovine medievali e tracce di Luis Sepúlveda. Le olive di questa zona producono uno dei migliori olii d’Italia.
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#VisitLazio
VI siete mai chiesti perché la lingua italiana è una delle poche al mondo ad avere il congiuntivo? E perché i media e i giornali lo usano sempre meno? E no, qua l’ignoranza non c’entra nulla!
O meglio non solo: c’è un altro motivo, diverso e più sottile! Il congiuntivo è il regno del forse; esprime una situazione ipotetica, serve per formulare ipotesi, supposizioni, teorie. È come fare un appuntamento al buio; tutto «sembra», «pare», «potrebbe». L’indicativo, invece, esprime una certezza. Ecco, prendete la frase: «non so se questa sia la decisione giusta». Ma se la formulo all’indicativo: «questa è la decisione giusta», il senso della frase cambia radicalmente.
Ed è proprio questo il punto: la nostra è la società delle certezze non dei dubbi e delle domande. Pochi pensano, domandano, ipotizzano; tutti invece sanno e affermano. Pochi «ritengono» ma tutti «garantiscono» e «assicurano»! La nostra è una società che ha fatto dell’idiozia un’arte e dell’arroganza uno stile di vita. Quando incontrate quelli che Luciano De Crescenzo chiamava «i paladini delle Grandi Certezze, allora mettevi paura perché la Certezza assoluta molto spesso si trasforma in violenza.» O in pura idiozia.
E ai ragazzi che si domandano a cosa serva il congiuntivo, perché fare lo sforzo per impararlo, voglio rispondere così: l’indicativo è come la tua casa: sai esattamente dove ti condurrà quella porta, cosa c’è in fondo a quella scala; cosa si nasconde dietro quella tenda; di ogni abitante sai cosa dirà, cosa penserà, come agirà. È in poche parole una vita fin troppo prevedibile e noiosa. Coltivate in voi l’ebrezza del dubbio, ponetevi continue domande, avventuratevi nel regno dei «forse».
Il forse è la parola più bella della nostra lingua. «Perché apre delle possibilità, non certezze. Perché non cerca la fine, ma va verso l'infinito». E ricordatevi sempre: ci sono persone convinte di sapere tutto, e purtroppo è tutto quello che sanno.
- Guendalina Middei
VETTURE in transito con parabrezza rotti, airbag scoppiati, migliaia di danni senza nessuno che paghi mai.
Una città in mano ai teppisti.
Il divieto di fare scoppi.
Nessun controllo.
Tanta tanta tristezza.
Questa città merita di essere amata.
Il Gianicolo di Roma abbandonato a se stesso la notte del 31 dicembre... Dove si vede che non si vuole porre un freno alle bande di ragazzi/bimbiminkia che giocano con botti più grandi di loro.
Bombe carta esplose sotto il monumento equestre di Garibaldi.
È una vita intera che mi occupo di poesia... e questo è il punto più alto. Il "Cestino romano" di #mrmanzo al Pigneto.
Voi andate lo assaggiate e poi lo commentate.
#trippa#quintoquarto#poesia
Espectacular y sublime!
La violinista Lina Tur Bonet interpreta “Passagio Roto” de Nicola Matteis frente a “La Adoración de los Magos” de Rubens (1609) en la Galería central del Museo del Prado…
A Maryborough in #Australia, luogo di nascita di Pamela Lyndon Travers autrice di Mary Poppins, i semafori mostrano il personaggio della magica tata con il suo iconico ombrello. Con il rosso tiene l'ombrello abbassato, mentre con il verde è alzato e lei è pronta a volare.
Quando questo ulivo è germogliato 4000 anni fa verso il 2000 a.C.
... In Cina qualcuno stava scoprendo il bronzo, e l'ultimo mammut era inseguito dagli umani.
... Terminava la settima dinastia d'Egitto e a Creta, re Minosse iniziava la costruzione del palazzo che avrebbe ispirato il mito del Minotauro e il suo labirinto.
... Nello stesso periodo in cui quest'albero è germinato, è stato quando la nostra specie ha scoperto l'esistenza del vetro.
... L'albero, che si trova in Grecia, ha visto l'uomo camminare dall'età del bronzo all'era atomica e quella attuale.
... Ha visto il mondo cambiare, ha visto re, despoti, politici, poeti, guerrieri e profeti risorgere e morire.
... Ha attraversato molte, innumerevoli guerre. E continua a dare olive ogni stagione.
Fin dal 1845 è stato attivo a Roma un servizio di trasporto pubblico. Il 12 giugno 1845 viene attivata la prima linea dalla Impresa generale delle diligenze pontificie diretta da Andrea Ridolfi: da piazza Venezia alla basilica di San Paolo l'omnibus impiega circa 45 minuti.
Le corse non sono ad orario fisso, si parte solo quando c’è un conveniente numero di viaggiatori. Il prezzo della corsa, fissato in 10 baiocchi, è riscosso dal cocchiere, che durante il viaggio se ne sta in piedi su un apposita pedana, sistemata sul retro di una carrozza dipinta in giallo e nero, con un unico accesso posteriore e due panche interne sistemate ai lati.
Per vedere attive nuove linee omnibus dovranno passare undici anni. Il 7 luglio 1856 è inaugurata la prima ferrovia dello stato pontificio, la Roma-Frascati. Nello stesso giorno dell’inaugurazione, per la notevole distanza della stazione dall’abitato della città di allora, la Società generale delle strade ferrate romane attiva la linea piazza Montecitorio-porta Maggiore. (Tramroma)
Se osservo il mondo con il senno di poi, ne esco ottimista, quasi fortunato. Se mi soffermo ad osservarlo con gli occhi di padre non posso che meravigliarmi per questo patchwork di problemi che abbiamo sognato di eliminare e che invece abbiamo moltiplicato.