Redemptorist Provincial Fr Richard Reid CssR recently concelebrated Mass with heroic Albanian Cardinal Ernest Simoni Troshani who spent eighteen years in jail at the hands of Albanian communists, during which time he endured torture & harsh conditions that continued even after his release.
«Pregate, pregate molto; e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all’inferno, perché non c’è chi si sacrifichi e interceda per loro».
~ Madonna di Fatima, 1917
The Vatican has published a collection of Pope Benedict XVI’s private homilies, available for the first time in English. The homilies, delivered between 2005-2017, focus on developing a personal relationship with Jesus Christ.
https://t.co/TDNJq3zAGw
«Se Dio è vita, chi non vede Dio non vede la vita.
A quali strettezze è mai ridotta la speranza degli uomini!
Il Signore però solleva e sostiene i cuori che vacillano, come ha agito con Pietro, che stava per annegare».
~ San Gregorio di Nissa
Il vescovo Barron denuncia la riforma dell'Istituto Giovanni Paolo II: fu ordinata dal defunto papa argentino, come un atto che mina gli assoluti morali della tradizione cattolica per "adattare la dottrina ai tempi nuovi".
L'arcivescovo Paglia riconosce apertamente che Francesco, morto dall'aprile 2025, gli ha affidato il compito di riformare la Pontificia Accademia per la Vita e l'Istituto Giovanni Paolo II per relativizzare la morale classica emerse durante il Sinodo sulla Sinodalità.
La riforma mirava in particolare per quanto riguarda l'omosessualità e le persone divorziate in situazioni irregolari, e ammette che il "fulcro" dell'intera operazione è stata la messa in discussione del diritto naturale come fondamento immutabile della morale sessuale e familiare.
https://t.co/N7lbsMfbtH
🌻 San Giuseppe, prega per noi!
Difendi la Chiesa dai suoi nemici, dagli attacchi del diavolo e da ogni avversità;
E intercedi per i morenti e gli agonizzanti di questo giorno [notte] e di quest'ora.
Amen.
25 giugno 2026 giovedì - DUE RIFLESSIONI:
1 - San Massimo primo Vescovo di Torino IV secolo Anno 423
2 - Dalla enciclica di Leone XIII sulla Consacrazione al Cuore Divino di Gesù
- Sesto giorno Novena ai santi Pietro e Paolo
– Terzo giorno Triduo a san Josemaria Escrivà
👉 San Massimo (da non confondersi con San Massimo il Confessore la cui Memoria è il 13 agosto) guidò la diocesi di Torino, di cui è considerato il fondatore, nel travagliato periodo delle invasioni barbariche. Nato verso la metà del IV secolo, fu discepolo di sant'Ambrogio e di sant'Eusebio di Vercelli.
Nonostante il suo carattere mite, che traspare dalle «Omelie» e dai «Sermoni» che ci sono pervenuti, propose ai sui fedeli un esempio di fermezza e radicalità nella testimonianza dell'essere cristiani.
«È figlio ingiusto ed empio - così li spronava a non lasciare la città - colui che abbandona la madre in pericolo. Dolce madre è in qualche modo la patria».
Li esortava anche a mantenersi irreprensibili nei costumi e a non confidare in superstizioni come l'invocazione della luna: «Veramente presso di voi la luna è in travaglio - scriveva con ironia -, quando una copiosa cena vi distende il ventre e il capo vi ciondola per troppe libagioni».
Con la sua parola di padre chiamò folle di pagani alla fede di Cristo e le guidò nell'Ovile Santo con la celeste dottrina al premio della salvezza.
Famose inoltre le sue esortazioni a fare il segno della croce prima di compiere qualsiasi azione, per assicurarsi sempre una benedizione. Condannò infine coloro che vendevano in cambio di denaro il perdono dei peccati anziché prescrivere adeguate penitenze.
(CLICCARE QUI https://t.co/oA1uSnfmEj... PER APPROFONDIRE)
Preghiamo: 🙏 O Padre buono, che in San Massimo, vescovo e servitore del tuo popolo, hai dato alla Chiesa un'immagine viva del Cristo, buon pastore, per la sua preghiera concedi a noi, con l'aiuto dello Spirito Santo, di giungere ai pascoli della vita eterna. Amen Dalla enciclica di Leone XIII (VEDI QUI https://t.co/LUY8Cndc6r... )sulla Consacrazione al Cuore Divino di Gesù: 👉 “Si deve tener presente soprattutto ciò che Gesù Cristo, non attraverso i suoi apostoli e profeti, ma con le stesse sue parole ha affermato del suo potere. Al governatore romano che gli chiedeva: “Dunque tu sei re”, egli, senza esitazione, rispose: “Tu lo dici; io sono re” (Gv 18,37). La vastità poi del suo potere e l’ampiezza senza limiti del suo regno sono chiaramente confermate dalle parole rivolte agli apostoli: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra” (Mt 28,18). Se a Cristo è stato concesso ogni potere, ne segue necessariamente che il suo dominio deve essere sovrano, assoluto, non soggetto ad alcuno, tanto che non ne può esistere un altro ne uguale ne simile. E siccome questo potere gli è stato dato e in cielo e in terra, devono stare a lui soggetti il cielo e la terra. Di fatto egli esercitò questo suo proprio e individuale diritto quando ordinò agli apostoli di predicare la sua dottrina, di radunare, per mezzo del battesimo, tutti gli uomini nell’unico corpo della chiesa, e di imporre delle leggi, alle quali nessuno può sottrarsi senza mettere in pericolo la propria salvezza eterna. E non è tutto. Cristo non ha il potere di comandare soltanto per diritto di nascita, essendo il Figlio unigenito di Dio, ma anche per diritto acquisito. Egli infatti ci ha liberato “dal potere delle tenebre” (Col 1,13) e “ha dato se stesso in riscatto per tutti” (1Tm 2,6). E perciò per lui non soltanto i cattolici e quanti hanno ricevuto il battesimo, ma anche tutti e singoli gli uomini sono diventati “un popolo che egli si è conquistato” (1Pt 2,9). A questo proposito sant’Agostino osserva giustamente: “Volete sapere che cosa ha comprato? Fate attenzione a ciò che ha dato e capirete che cosa ha comprato. Il sangue di Cristo: ecco il prezzo. Che cosa può valere tanto? Che cosa se non il mondo intero? Per tutto ha dato tutto”. San Tommaso, trattando della questione, indica perché e come gli infedeli sono soggetti al potere e alla giurisdizione di Gesù Cristo. Posto infatti il quesito se il suo potere di giudice si estenda o no a tutti gli uomini, risponde che, siccome “il potere di giudice è una conseguenza del potere regale”, si deve concludere che “quanto alla potestà, tutto è soggetto a Gesù Cristo. anche se non tutto gli è soggetto quanto all’esercizio del suo potere”. Questa potestà e questo dominio sugli uomini lo esercita per mezzo della verità, della giustizia, ma soprattutto per mezzo della carità. Tuttavia Gesù, per sua bontà, a questo suo duplice titolo di potere e di dominio, permette che noi aggiungiamo, da parte nostra, il titolo di una volontaria consacrazione. Gesù Cristo, come Dio e Redentore, è senza dubbio in pieno e perfetto possesso di tutto ciò che esiste, mentre noi siamo tanto poveri e indigenti da non aver nulla da potergli offrire come cosa veramente nostra. Tuttavia, nella sua infinita bontà e amore, non solo non ricusa che gli offriamo e consacriamo ciò che è suo, come se fosse bene nostro, ma anzi lo desidera e lo domanda: “Figlio, dammi il tuo cuore” (Pro 23,26). Possiamo dunque con la nostra buona volontà e le buone disposizioni dell’animo fare a lui un dono gradito.”
On this day in 1950, St. Maria Goretti, who was stabbed to death at the age of 11 defending her virtue, was raised to the Altars, in the first Canonisation held outdoors in the St. Peter's Square. In another first, her aged mother was present at the solemn ceremony.
Saint Giuseppe Cafasso, born Giuseppe Cafasso on January 15, 1811, in the small town of Castelnuovo d'Asti in northern Italy, grew up in a humble family of modest landowners. From an early age he displayed a quiet piety and love for the Mass that marked him as different from other children. Though small in stature and afflicted with a slight spinal deformity that gave him a stooped appearance, he possessed a sharp mind and a resonant voice that commanded attention. He studied at the seminary in Chieri and was ordained a priest in Turin in 1833 or 1834.
After ordination Cafasso continued his studies in moral theology and soon joined the faculty of the ecclesiastical college in Turin, an institution dedicated to the formation of diocesan priests. He eventually became its rector and remained in that role for the rest of his relatively short life. There he formed a generation of clergy, emphasizing a balanced spirituality drawn from saints such as Francis de Sales and Alphonsus Liguori. He opposed the severe rigorism of Jansenism and instead promoted mercy, frequent confession, and devotion to the Eucharist. Among his students and spiritual directees were future saints including John Bosco, whom he guided and supported in founding the Salesian work for disadvantaged youth.
Cafasso became widely known beyond the seminary for his tireless pastoral care among the marginalized. He visited the prisons of Turin regularly, bringing comfort to inmates living in deplorable conditions. He heard confessions, celebrated Mass for them, and prepared the condemned for death with extraordinary gentleness and firmness. So many men walked to the gallows reconciled with God because of his ministry that he earned the lasting title Priest of the Gallows. This work placed him among the Social Saints of nineteenth-century Turin who addressed the harsh realities of industrialization and urban poverty through direct personal charity rather than abstract reform alone.
Despite his frail health, Cafasso practiced rigorous mortification and lived with great simplicity. He spent long hours in prayer, preached with clarity and conviction, and served as a trusted confessor and retreat master for both clergy and laity. His influence extended quietly through personal example and wise counsel, shaping the priestly life of his time. After a brief illness he died in Turin on June 23, 1860, at the age of forty-nine. Pope Pius XI later called him the pearl of the Italian clergy. He was beatified in 1925 and canonized by Pope Pius XII in 1947. Today he is honored as patron saint of prisoners, prison chaplains, and those condemned to death.
In an era of rapid social change, Giuseppe Cafasso showed that holiness could flourish through ordinary priestly duties lived with extraordinary love, especially for the suffering and the forgotten. His life remains a model of patient formation, merciful outreach, and steadfast trust in divine grace.
☩ PREGHIERA PER UN MALATO VICINO ALLA MORTE
Dio Onnipotente ed eterno, custode delle anime: Ti invochiamo, o Signore, affinché affinché l'anima del tuo servo, nell'ora della sua dipartita dal corpo, possa per mano dei tuoi santi Angeli presentarsi a te senza macchia.
☩ PREGHIERE PER I MORENTI
Mio Dio, ti offro tutte le Sante Messe che saranno celebrate oggi in tutto il mondo per i poveri peccatori che ora sono nell'agonia della morte e che moriranno oggi. Possa il Preziosissimo Sangue del nostro Salvatore Gesù Cristo ottenere per loro misericordia.
Amen.
(Indulgenza di 300 giorni - Papa Pio X, 18 dicembre 1907)
El obispo de Arlington, VA, permite el establecimiento en su diócesis de un apostolado de la Fraternidad Sacerdotal San Pedro (FSSP) para la Misa tradicional y los sacramentos
¡Reconstruyendo la paz litúrgica!
23 giugno 2026 martedì – San Giuseppe Cafasso Sacerdote
- Triduo a san Josemaria Escrivà de Balaguer
Quarto giorno Novena ai santi Pietro e Paolo.
👉 Giuseppe Cafasso nasce a Castelnuovo d’Asti, lo stesso paese di san Giovanni Bosco, il 15 gennaio 1811. È il terzo di quattro figli. L’ultima, la sorella Marianna, sarà la mamma del beato Giuseppe Allamano, fondatore dei Missionari e delle Missionarie della Consolata.
Nasce nella Piemonte ottocentesca caratterizzata da gravi problemi sociali, ma anche da tanti Santi che si impegnavano a porvi rimedio. Essi erano legati tra loro da un amore totale a Cristo e da una profonda carità verso i più poveri: la grazia del Signore sa diffondere e moltiplicare i semi di santità!
Frequenta le scuole pubbliche al suo paese e poi entra nel Seminario di Chieri (Torino).
E' di salute malferma, ma sacerdote già a 22 anni, e con un solido ascendente sui compagni. Viene accolto dal teologo Luigi Guala nel convitto ecclesiastico da lui aperto a Torino. Questi lo spinge a compiere opera di catechesi verso i giovani muratori e i carcerati, poi lo vuole a fianco nella cattedra di teologia morale. In 24 anni di insegnamento Giuseppe forma generazioni di sacerdoti, dedicandosi anche ad un'intensa opera pastorale verso tutti bisognosi: condivide le ore estreme con i condannati a morte ed opera tra i carcerati, cui non fa mancare buone parole e sigari, includendo nel suo servizio anche l'aiuto alle famiglie e il soccorso ai dimessi.
Succeduto al Guala, ne perfeziona l'opera, rifiutando sempre ogni titolo onorifico. Grande amico di don Giovanni Bosco (che lo definirà «modello di vita sacerdotale»), lo aiuta materialmente e moralmente nella sua missione. Papa Pio XII lo canonizzò il 22 giugno 1947.
Il suo segreto era semplice: essere un uomo di Dio; fare, nelle piccole azioni quotidiane, “quello che può tornare a maggior gloria di Dio e a vantaggio delle anime”.
Amava in modo totale il Signore, era animato da una fede ben radicata, sostenuto da una profonda e prolungata preghiera, viveva una sincera carità verso tutti. Conosceva la teologia morale, ma conosceva altrettanto le situazioni e il cuore della gente, del cui bene si faceva carico, come il buon pastore.
Quanti avevano la grazia di stargli vicino ne erano trasformati in altrettanti buoni pastori e in validi confessori. Indicava con chiarezza a tutti i sacerdoti la santità da raggiungere proprio nel ministero pastorale.
Ma un altro elemento caratterizza il ministero del nostro Santo: l’attenzione agli ultimi, in particolare ai carcerati, che nella Torino ottocentesca vivevano in luoghi disumani e disumanizzanti. Anche in questo delicato servizio, svolto per più di vent’anni, egli fu sempre il buon pastore, comprensivo e compassionevole: qualità percepita dai detenuti, che finivano per essere conquistati da quell’amore sincero, la cui origine era Dio stesso.
Con il passare del tempo, privilegiò la catechesi spicciola, fatta nei colloqui e negli incontri personali: rispettoso delle vicende di ciascuno, affrontava i grandi temi della vita cristiana, parlando della confidenza in Dio, dell’adesione alla Sua volontà, dell’utilità della preghiera e dei sacramenti, il cui punto di arrivo è la Confessione, l’incontro con Dio fattosi per noi misericordia infinita. I condannati a morte furono oggetto di specialissime cure umane e spirituali. Egli accompagnò al patibolo, dopo averli confessati ed aver amministrato loro l’Eucaristia, 57 condannati a morte. Li accompagnava con profondo amore fino all’ultimo respiro della loro esistenza terrena.
Morì il 23 giugno 1860, dopo una vita offerta interamente al Signore e consumata per il prossimo.
Preghiamo: 🙏 Amato San Giuseppe Cafasso, tu che fosti l’apostolo dei muratori, dei carcerati, dei condannati a morte, della povera gente del tuo tempo, fa’ che coloro che conducono una vita di miseria possano sentire l’amore di Dio vicino a loro.
Ti affidiamo soprattutto coloro che hanno il carcere del peccato nel cuore o che sono reclusi a causa dei loro errori; intercedi per tutti il pentimento sincero e la potenza della Misericordia di Dio.
Intercedi per noi il dono di una fede sincera, di una speranza viva, di una carità fedele.
Ottienici dal Signore, per la tua potente intercessione, le grazie di cui la nostra vita necessita, e veglia e proteggi sui nostri cari.
San Giuseppe Cafasso, prega per noi! Amen
3Gloria Patri....
Primo giorno Triduo a San Josemaria Escrivà, dai suoi scritti.
🙏“Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che avete ricevuto da Dio, e che non appartenete quindi a voi stessi? (1Cor.6,19). Quante volte, davanti alla statua della Vergine Santa, Madre del Bell'Amore, voi risponderete con un'affermazione gioiosa a questa domanda dell'Apostolo! Sì — direte —, lo sappiamo, Vergine Madre di Dio, e col tuo efficace aiuto vogliamo anche viverlo.
La preghiera contemplativa sgorgherà dal vostro cuore ogni volta che mediterete questa grandiosa verità: una cosa così materiale come il mio corpo è stata prescelta dallo Spirito Santo per stabilirvi la sua dimora..., io non appartengo più a me stesso..., il mio corpo e la mia anima — tutt'intero il mio essere — sono di Dio... E questa preghiera sarà feconda di risultati pratici, derivanti dalla grande conseguenza che lo stesso Apostolo suggerisce: Glorificate Dio nel vostro corpo (1Cor.6,20).”
3Ave Maria…
Novena ai santi Pietro e Paolo
🙏 Nel Nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo....
Io credo in Dio, Padre onnipotente……
1. O santi Apostoli Pietro e Paolo, che rinunciaste a tutte le cose del mondo per seguire al primo invito il Santo Maestro di tutti gli uomini, Cristo Gesù, otteneteci, vi preghiamo, che anche noi viviamo con il cuore sempre staccato da tutte le cose terrene e sempre pronti a seguire le divine ispirazioni. Impetrateci la grazia della perseveranza, il coraggio dei grandi missionari, la fedeltà alla santa Madre Chiesa. 1Gloria al Padre...
2. O santi Apostoli Pietro e Paolo, che, istruiti da Gesù Cristo, impiegaste tutta la vita nell'annunciare ai diversi popoli il Suo Divino Vangelo, otteneteci, vi preghiamo, di essere sempre fedeli osservanti di quella Religione santissima alla quale obbediste con tanti stenti e, a vostra imitazione, aiutateci a dilatarla, difenderla e glorificarla con le parole, con le opere e con tutte quante le nostre forze. Supplicate per tutta la Chiesa e per noi la richiesta al Cristo, di ottenere santi sacerdoti. 1Gloria al Padre...
3. O santi Apostoli Pietro e Paolo, che dopo aver osservato e incessantemente predicato il Vangelo, ne confermaste tutte le verità sostenendo intrepidi le più crudeli persecuzioni e i più tormentosi martirii in sua difesa, ottenete a tutte le nostre Comunità, vi preghiamo, la grazia di essere sempre disposti, come Voi, a preferire piuttosto la morte che tradire in qualsiasi maniera la causa della Fede. Otteneteci dal buon Dio Vescovi coraggiosi e fedeli all'insegnamento della Chiesa; proteggete Voi stessi il Sommo Pontefice da ogni pericolo. 1Gloria al Padre...
🙏 Santi Pietro e Paolo, pregate per noi – fateci degni delle promesse di Cristo.
🔴Comunicato stampa del dicastero per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti
In una lettera datata 17 giugno 2026 e indirizzata al Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, il Vescovo Dr. Heiner Wilmer SCJ, il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha comunicato che non è possibile concedere l'indulto richiesto il 30 marzo 2026 per consentire, in circostanze eccezionali, a un fedele laico debitamente incaricato di predicare al posto dell'omelia durante la celebrazione dell'Eucaristia.