@CarloCalenda Io lei proprio non la capisco , sembra spesso una persona qualificata e intelligente, poi questi post francamente idioti per attaccare -e sguinzagliare attacchi- con parole che paiono anche di scherno a chi dedica la propria vita ad una GIUSTA causa
Diego Nargiso: “#Sinner a Roma ha fatto un gesto d’amore per gli italiani. Altrove non so come finiva”
Dopo gli Internazionali d’Italia ho avuto il piacere di parlare con Diego Nargiso, che il Foro Italico lo ha vissuto da protagonista, da atleta, da uomo di sport e da osservatore privilegiato di una settimana che resterà nella storia.
Ne è uscita una riflessione intensa su Jannik Sinner, sull’urlo liberatorio contro Medvedev, sul significato umano della sofferenza sportiva, sull’abbraccio dell’Italia intera e sul momento straordinario che sta vivendo il nostro tennis.
Questi sono alcuni dei passaggi che mi hanno colpito di più.
“Quell’urlo sull’1-1 break del terzo set contro Medvedev è stato il simbolo di tutto. Un urlo da leone, da campione, da giocatore ormai universale, immortale nello sport italiano".
“Jannik era palesemente in difficoltà fisica. E forse, in un altro contesto, non so come sarebbe finita. Ma lui non ha mollato un centimetro. È rimasto dentro la lotta, dentro il dolore sportivo, dentro la fatica".
“Per me l’emozione più grande resta quell’urlo sul 2-1. Perché quello non era un urlo solo per sé stesso. Era un urlo per tutti quelli che, nella vita, attraversano momenti difficili".
“Ci sono momenti in cui fai fatica, momenti in cui sembra che le cose non debbano andare nel verso giusto. E lì conta l’umiltà di restare dentro la difficoltà".
“Puoi restare lì, puoi arginarla, puoi continuare a lottare e a dare tutto quello che hai".
“E poi magari arriva quell’urlo liberatorio: l’urlo di chi non ha vinto solo contro l’avversario, ma anche contro quella parte di sé che voleva mollare".
“Vedere Sergio Mattarella premiare Jannik Sinner insieme ad Adriano Panatta… è qualcosa che va oltre il tennis. Quel premio era un riconoscimento allo sport italiano e al valore che oggi rappresenta per il Paese"
Recap #SinnerRuud
Il Foro italico per mezzo secolo ha vissuto la solitudine dell’autogrill: un luogo di passaggio nella storia degli altri. Ha visto tutti i più grandi campioni avvicendarsi, ordinare un Camogli, un caffè e poi riprendere la strada.
Nell’attesa di tornare ad essere la destinazione e non una tappa, come una mamma italiana, il Foro ogni anno rassettava e indossava il vestito buono della domenica, non sia mai viene qualcuno.
L’ultimo era stato Panatta nel 1976.
Adriano aveva l’aria di una sigaretta accesa davanti a un cinema. Era come Roma: la bellezza che non ha l’ossessione per la perfezione. Il talento come forma di libertà. La classe di chi sembra sempre improvvisare, anche quando sta facendo qualcosa che gli altri non saprebbero fare mai. Forse è per questo che ancora oggi il suo nome a Roma non suona come quello di un atleta. Suona come un quartiere. Un aggettivo.
Da quel giorno in Italia è cambiato tutto: i governi, i Papi, le abitudini, il tennis, persino la ricetta della Fiesta. Ma se dobbiamo litigare, lo facciamo sempre in cucina.
Arriviamo a ieri.
Il Centrale è pieno di tifosi e di speranza. La tribuna autorità è gremita di politici fotocopiati, sembra il pubblico di Propaganda live fatto coi cartonati durante il covid. Il Signor Mattarella è l’unico umano nel mare delle giacche blu.
L’ultima volta che Ruud aveva affrontato Sinner, l’aveva presa sportivamente dondolandosi nell’armadietto dello spogliatoio. Stavolta entra in campo metodico e ordinato: se dovessimo copiare il compito in classe sceglieremmo lui.
Sinner fatica a trovare il ritmo, non mette una prima e subisce il break. A quel punto diventiamo cartonati pure noi e la Signora Siglinde vorrebbe tornare sul ponte dalle nutrie amiche sue.
Ma è qui che la cronaca della partita smette di essere importante.
Sinner fa Sinner, ma soprattutto fa la storia.
La sua, la nostra. È la storia del tempo che tradisce e ripaga, scritta negli occhi buoni di uno spietato talento.
Hai visto mamma: qualcuno, alla fine, è arrivato davvero.
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Sorrentino al Quirinale, rivolgendosi a Mattarella: "Se il mondo fosse abitato solo da lei e dagli artisti, presidente, vivremmo gioiosi e pacifici. Ma purtroppo ci sono anche gli altri."
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🔴#DiBellasul28
Gianni #Cuperlo a #Tv2000: "Caso #Minetti? #Nordio ha messo in imbarazzo il #Quirinale".
👉Le parole del deputato del @pdnetwork: "Il ministro Nordio ha la responsabilità di aver messo in grande imbarazzo il Quirinale per due volte nell'arco di una settimana, quasi un record. E siccome Sergio #Mattarella da anni è in cima alle classifiche sulla fiducia degli italiani, e penso che sia una cosa preziosa per il Paese per la qualità della nostra democrazia, avere avuto questa responsabilità lo ritengo un fatto particolarmente grave e la richiesta delle dimissioni, che non avverrà, perlomeno dovrebbe indurre il ministro della #Giustizia a presentarsi dinanzi alle Camere e a riferire tutto ciò che sa su questa vicenda".
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