@BrunoVespa La verità è che Sinner entrerà nella storia lei verrà ricordato vagamente come quello dei plastici sempre dalla parte del potere. E nel profondo del suo cuoricino lo sa...
Disse dopo averci fatto il pippone pure lui sul suo incontro, il rosario alla moglie e cazzi vari (per usare il tono consono al soggetto). A Vittò, ma và và.
Da giorni le tv ci angosciano con la morte del Papa. Così si esagera. Siamo stanchi delle solite lagne. Lasciamo che Francesco vada in pace in paradiso senza rompere i coglioni con le solite lagne.
Il Burkina Faso mette al bando i vestiti usati donati dagli americani. E nelle mie orecchie risuonano le parole del più grande burkinabé di tutti i tempi:
“Le origini del debito vengono dalle origini del colonialismo. Quelli che ci prestano denaro sono quelli che ci hanno colonizzato. Sono gli stessi che gestivano i nostri stati e le nostre economie. Questi sono i colonizzatori che hanno indebitato l’Africa attraverso i loro fratelli e cugini, che erano i finanziatori. Noi non avevamo collegamenti con questo debito. Quindi non possiamo pagarlo.
Il debito è il neocolonialismo, in cui i colonizzatori si sono trasformati in “assistenti tecnici”. Dovremmo piuttosto dire “assassini tecnici”. Ci presentano finanziamenti, con finanziatori. Come se il sostegno di qualcuno potesse creare sviluppo. […] Nella sua forma attuale, controllata e dominata dall’imperialismo, il debito è una riconquista dell’Africa abilmente gestita, intesa a soggiogarne la crescita e lo sviluppo attraverso regole straniere. Così, ognuno di noi diventa lo schiavo finanziario, vale a dire un vero schiavo, di coloro che erano stati abbastanza traditori da immettere denaro nei nostri Paesi con l’obbligo di ripagare. […] Siamo in grado di provvedere al nostro fabbisogno alimentare. Secondo alcune organizzazioni internazionali invece dovremmo vivere per sempre grazie ai loro aiuti alimentari, ma questi aiuti ci bloccano e indeboliscono le nostre volontà, e senza che nemmeno ce ne accorgiamo, piano piano, ci abituiamo così ad essere degli assistiti, dei poveracci. Questa abitudine va messa da parte, dobbiamo darci da fare, dobbiamo produrre, produrre di più, e il perchè mi sembra evidente: chi ti impone gli aiuti ti impone i suoi interessi [..] Dobbiamo far capire a tutti che i mercati africani sono i mercati degli africani. Dobbiamo produrre qui, trasformare le nostre materie prime qui e consumarle qui. Dobbiamo produrre ciò di cui abbiamo bisogno e consumare ciò che produciamo, non solo ciò che importiamo. Io e la mia squadra oggi vestiamo tessuti tutti prodotti da noi, col nostro cotone, dai nostri uomini e donne. Intendiamoci, non miro a presentare sfilate di moda, sto semplicemente dicendo che dobbiamo accettare di vivere all’africana, perchè è il solo modo che abbiamo per vivere liberi e con dignità”. (Thomas Sankara, Discorso sul debito)