Il 21 agosto è un giorno favorevole per il furto di opere d'arte.
Nel 1911 La Gioconda venne rubata dal Louvre.
Lo stesso giorno del 1961, Il Duca di Wellington, di Francisco de Goya, fu rubato dalla National Gallery di Londra per protesta contro il canone TV per gli anziani
És important que no engeguis l’aire, reciclis, no entris amb el teu cotxe a la ciutat, mantenir els taps de plàstic i ampolles units, fes dutxes curtes…
Mentre aquestes sangoneres van cremant el planeta.
Els rics son un luxe que no ens podem permetre.
Sardenya.
#LateHumans
17 d'agost i encara no hi ha ni un trist post ni quatre línies informant què ha passat amb don ALBERTO GONZÁLEZ (@gonzabeto8), una llegenda com poques del @CEEuropa
Quina vergonya és aquesta? Així tractem els nostres mites?
@hectoribar16@alopezvendrell
Mientras Pablo Hasel lleva 5 años y casi 6 meses en prisión por "delitos de odio", los fascistas en el régimen español se pasean por la calle haciendo saludos nazis y se ríen de su impunidad rompiendo sus denuncias.
Esta subser tiene prohibida la entrada a Alemania mientras en el estado fascista español los medios le ponen el micrófono cada vez que pueden... así lleva siendo desde 1939, los antifascistas en prisión y los nazis desfilando por la calle.
@tancredipalmeri 37 anni fa a San Siro la partita si è interrotta e i tifosi rossoneri hanno intonato “YNWA” in memoria delle 97 vittime di Hillsborough. Cose che non si dimenticano mai.
Voglio anche ringraziare Beppe #Bergomi che, nell' ultima apparizione di Franco #Baresi (a san siro...OVVIAMENTE) porta la torcia olimpica con Lui.
Grazie, perché indossando quel cappello sceglie di proteggere il Nostro immenso Capitano.
Rivali una vita, con grande rispetto.
Tifosi rossoneri, tifosi milanisti, teniamoci per mano in questo giorno triste.
Ti ho amato come nessun altro, primo eroe ai miei occhi da bambino e poi il Capitano sul tetto del mondo.
Buon viaggio Franco
Nicola meritava giustizia, non il silenzio.
Nicola aveva 54 anni e viveva a Pinarella di Cervia, un piccolo paese dove tutti lo conoscevano. Era una persona fragile, con poche risorse economiche, spesso viveva nel suo camper e in paese lo chiamavano ancora “il ragazzo”. Girava in bicicletta con la musica ad alto volume, un pupazzo di Tom sulla spalla e si fermava a parlare con chiunque. Non faceva del male a nessuno.
Sabato notte è stato aggredito da cinque ragazzi. Cinque contro uno. Lo hanno picchiato con una violenza inaudita, provocandogli ferite gravissime. Dopo quattro giorni di agonia è morto. Una morte assurda e inaccettabile, che merita una condanna senza alcuna giustificazione.
Il funerale è stato pagato dal Comune, perché il padre non aveva le risorse per sostenerne le spese. A salutarlo c’erano circa trecento persone, ognuna con un fiore in mano. Un ultimo gesto di affetto per un uomo che, nonostante le sue fragilità, era conosciuto e voluto bene dalla sua comunità.
Alla sua famiglia e a tutti coloro che gli erano vicini rivolgo le mie più sincere condoglianze.
Questa tragedia impone però anche una riflessione. Se gli aggressori fossero stati una baby gang composta da giovani di origine straniera, probabilmente oggi assisteremmo a un’enorme mobilitazione politica e mediatica: dichiarazioni, dirette televisive, conferenze stampa e slogan sulla sicurezza.
Invece il silenzio è assordante.
È difficile non vedere l’ipocrisia di certa politica, soprattutto di chi oggi governa. La sicurezza non può essere un argomento da usare solo quando conviene raccogliere consenso. Le vittime non hanno un colore politico né un’origine: meritano tutte lo stesso rispetto, la stessa attenzione e la stessa richiesta di giustizia.
Condannare la violenza significa farlo sempre, senza doppi standard e senza propaganda. La vita di Nicola vale quanto quella di qualsiasi altro cittadino. La giustizia non può avere due pesi e due misure.