@OfficialASRoma Eroe di mio papà 🙌🙌!!!💛❤️ C'era un bar su viale Trastevere, adesso c'è un negozio di materassi. Il bar si chiamava "Losi" ed era di sua proprietà mi disse. Poi lo vendette e per risparmiare sull'insegna old skool con i neon (robe costose) diventò L'Oasi.
Per essere un giornalista non importa avere il tesserino, come Cerasa che poco fa a #InOnda ha affermato che non ci sono le prove che Netanyahu abbia volontariamente ignorato gli avvisi dell'imminente attacco del 7/10. Per fortuna in Italia ci sono persone come @giuliainnocenzi.
Este es Michael Caruso, diputado trumpista republicano en Florida, fue cazado abusando sexualmente de su propio nieto de 12 años, al que obligó a hacerle sexo oral.
Caruso defendía la pena de muerte para los pedófilos... sin embargo, ahora que el pederasta es él, salió libre tras pagar una fianza y aprovecharse del sistema judicial protector de pedófilos, a pesar de tener 5 cargos, entre ellos secuestro y abuso sexual de niños.
Nunca falla en estos fachos ultraconservadores de misa de los domingos, siempre terminan siendo criminales de la peor especie.
💛❤️
Ci sono luoghi che diventano casa senza che tu te ne accorga. E poi, un giorno, ti rendi conto che è stato molto di piú… erano persone, emozioni, vita.
Per me, questi 10 anni sono stati tutto questo.
Sono arrivato qui con sogni, ambizioni e tanta voglia di dimostrare. Me ne vado con il cuore pieno. Pieno di ricordi, di battaglie condivise, di gioie immense ma anche di momenti difficili che mi hanno fatto crescere, dentro e fuori dal campo.
In questo ambiente ho trovato affetto vero, stima sincera e un senso di appartenenza che va oltre il calcio. Ho sempre cercato di onorare questa maglia nel modo più autentico possibile, dando tutto me stesso, ogni singolo giorno, senza mai risparmiarmi.
Abbiamo scritto pagine importanti insieme, vivendo emozioni che resteranno indelebili, come la vittoria di un trofeo internazionale che ci ha uniti ancora di più e che porterò sempre dentro di me.
Col passare del tempo sono cresciute le responsabilità e indossare la fascia da capitano è stato molto più di un ruolo: è stato un onore immenso e uno degli attestati di stima più grandi che potessi ricevere. Un privilegio che porterò sempre nel cuore.
Come tutte le storie, anche questa ha avuto un inizio e oggi si avvicina alla sua fine. è stata un’annata particolare, in parte difficile ma questo fa parte del calcio e non cambia ciò che sono e ciò che ho sempre dato.
Il derby sarà la mia ultima partita in casa all’olimpico. E non c’è partita migliore di questa per mettere in campo tutto quello che ho sempre cercato in questo gioco, impegno rispetto e dedizione per questa maglia ma sopratutto la mia gratitudine.
Grazie alla società, che mi ha dato l’opportunità di crescere come uomo e come calciatore.
Grazie ai miei compagni, con cui ho condiviso ogni emozione.
Grazie allo staff, per il lavoro e il supporto quotidiano.
E un grazie speciale a voi tifosi… perché mi avete fatto sentire uno di voi, sempre.
Me ne vado, ma una parte di me resterà qui. Perché certe storie non finiscono davvero, cambiano solo forma.
Sarò per sempre riconoscente a questa società e soprattutto a questa città che mi ha dato tantissimo.
Grazie Roma.
Con affetto Stephan
Perché un italiano dovrebbe tifare per Sinner? Parla tedesco (giusto, è la sua lingua madre), risiede a Montecarlo, si rifiuta di giocare per la nazionale. Onore ad Alvarez che gioca la coppa Davis con la sua Spagna.
Correva l'anno 1961 e Umberto Agnelli, presidente FIGC, fece rigiocare Juventus-Inter sospesa per invasione di campo e vinta dall'Inter a tavolino. Per protesta Moratti mandò i ragazzini, finì 9-1
Al Comunale di Torino i tifosi bianconeri entrati a migliaia sfuggendo ai controlli non potendo trovare posto in tribuna si rovesciarono a bordo campo: l'arbitro Gambarotta fu così costretto a sospendere il match e l'Inter, come da prassi, ebbe partita vinta 2-0 a tavolino. Ma la Juventus del presidente Umberto Agnelli presentò ricorso alla FIGC del presidente Umberto Agnelli e Umberto Agnelli ne ordinò la ripetizione: e fu subito bufera
Come chi mi segue sa, mi è capitato spesso occupandomi di calcio di dover correggere e trasformare l’acronimo FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) in FJGC (Federazione Juventina Gioco Contaminato). La subalternità che l’ente federale ha sempre mostrato nei riguardi della Real Casa coprendone le malefatte o colpendola con sanzioni ridicole quando l’evidenza dei comportamenti illeciti di Madama era tale da rendere inevitabili inchieste e processi, è un fil rouge che ha attraversato i decenni e che ha toccato il culmine negli anni di Calciopoli quando Luciano Moggi - furono i giudici a dirlo - vestì i panni del vero padre padrone della FIGC muovendo i suoi dirigenti e i suoi funzionari come tanti burattini al servizio degli interessi della Juventus.
Ma se Moggi negli anni a cavallo tra i due secoli, dal 1994 al 2006, in FIGC era il presidente ombra, quello che si muoveva dietro le quinte tramando e complottando all’insaputa dei più, ci fu un momento in cui questo avvenne alla luce del sole: un intermezzo durato due anni, dal 10 agosto 1959 al 7 agosto 1961, nel corso del quale sulla poltrona di presidente federale venne insediato in piena ufficialità il presidente della Juventus, l’allora giovanissimo (24 anni al momento della nomina) Umberto Agnelli fratello minore dell’Avvocato: un po’ come se oggi Marotta, presidente dell’Inter, fosse anche presidente federale; come se De Laurentiis, presidente del Napoli, fosse anche il numero uno della FIGC.
Ebbene: bastarono due anni al rampollo della famiglia Agnelli per architettare e mettere a segno il colpo dei “soliti noti”, la sconcezza delle sconcezze, la madre di tutti gli scandali del calcio italiano...
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