Note the underlying stupidity behind these threats. US bases and troops around the world are there for US global force projection, not to protect Spain or Italy or whatever he thinks. America’s enemies would love it if he picked up his toys and went home.
Combattente a Kupiansk:
“Mio figlio è morto, così sono andato in guerra. E combatto. Mi dispiace per mio figlio”
Per gli idioti che scrivono che “gli ucraini sono costretti a combattere da Zelensky.”
Gli ucraini sono costretti a combattere dalla Russia.
A leggere la fitta corrispondenza tra la Biennale e la curatrice del regime di Putin c’è da trasecolare: aiutini, stratagemmi pur di avere il Cremlino a Venezia. Quel padiglione aperto è una ferita. Neanche quelli di Orban dal consiglio europeo. Chiudere, presto, lo scempio
La metto più semplice, magari così si capisce: c'è stato un ottantenne disarmato e pacifico cacciato fisicamente da una strada della sua città da un bulletto che lo ha fisicamente sovrastato. E voi state discutendo delle ragione dell'ottantenne e di quelle del bulletto.
Può darsi che mi sia distratto, ma non ho letto commenti sui fatti di Bologna, Milano e Roma da parte di Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli.
Aspetto sfiduciato.
A Roma si spara contro una coppia che ha il fazzoletto dell’Anpi. A Milano la Brigata Ebraica è costretta a uscire dal corteo. Ancora a Roma e a Bologna viene picchiato e allontanato chi porta le bandiere ucraine e europee. Questo non è il 25 aprile, questo è l’8 settembre
Giacomo Marchetti, 52 anni, ha cacciato a Bologna l’anziano perché aveva la bandiera dell’Ucraina. Attivista comunista che fa propaganda per i valori della COREA DEL NORD.
Rendiamolo Famoso
Questo tizio ha un nome e cognome e scrive per Contropiano, una giornaletto online di vetero comunisti e filorussi. Ma perché ha una pettorina del servizio d’ordine? Chi lo ha autorizzato? Ha compiuto due reati: violazione della Libertà di Riunione e Manifestazione e violenza privata.
Di solito non parlo di politica qui. Ma questa non è politica, è una dose minima di civiltà. @ellyesse, perché non esprimi la tua solidarietà chiara, netta, senza ambiguità alla #brigataebraica espulsa dal corteo del #25aprile? E a chi portava bandiere ucraine, insultati a Roma?
Io adoro il confronto civile.
Per quanto possibile, non sempre mi riesce, cerco di essere gentile.
Quindi non scriverò, del tizio col fratino fosforescente, “ma tu chi cazzo sei? Chi rappresenti?”.
E non dirò al ragazzetto che deride questo signore pacifico: “Torna a studiare, deficiente fascista”.
Non lo farò, perché appunto credo che si debba spiegare. Prendendosi anche, come mi è successo più di una volta, insulti e minacce.
Punto primo, veloce: l’Ucraina è sotto attacco di un fascista. Il fascista è quell’altro. “Sì ma la Nato…”. La Nato non attaccava nessuno. “Sì ma il battaglione Azov…”. I partigiani italiani si giovarono dell’esercito italiano in rotta, che fino a un secondo prima era fascista. “Sì ma la corruzione…”. Se tutti i Paesi corrotti dovessero essere invasi da altri più corrotti di loro, alla sera mangeremmo tutti borsch. “Sì ma le armi…”. Senza le armi – alleate – avremmo parlato tutti tedesco.
Punto secondo, l’opportunità, la memoria, il rispetto. Ascoltate quel signore, che dice “abbiamo aderito…”, “sono conosciuto…”. Pensa di parlare a gente come lui. Pensa che essere memoria lo autorizzi a decidere, a spiegare, a testimoniare, che tra i bersagli dei fascisti di oggi ci sono l’Ucraina e l’Europa, il primo bersaglio di Putin (e del suo gemello in affari, Trump) da almeno un ventennio. E pensa di poterlo rivendicare. Come facciamo con le bandiere palestinesi contro l’altro fascista, quello che – nell’Internazionale delle teste di cazzo – completa il triangolo che comprende Washington e Mosca.
Affari, sfere d’influenza, democrature. La stessa pasta.
Ma il tizio non vuol sentire. Lo allontana. “Non m’interessa”. “Non mi tocchi”. Dice così: “Non mi tocchi”. E se ti tocca cosa fai, lo meni? E l’altro ride, gode del piccolo branco vincitore.
Io credo che, seduti attorno a un tavolo, l’allontanatore, il signore con la bandiera ucraina, il sottoscritto, saremmo d’accordo su un 75% di cose, diciamo sui valori, ché la politica è un’altra cosa e la si esercita in democrazia. Saremmo d’accordo che resistere, oggi, significa proteggere i deboli, i migranti, le persone LGBTQ+, i diritti civili ma anche quelli sociali, ché il capitalismo selvaggio ha devastato smantellando ogni singola regola a favore dei prepotenti.
Credo soprattutto che sapremmo individuarli, i prepotenti. E che dovremmo cominciare a farlo anche quando siamo diventati noi. Al netto di tutto, quello che si vede in questo video è un atto di prepotenza. Per il quale, persino coltivando pareri diversi sulla politica internazionale, qualcuno dovrebbe chiedere scusa.
Perché, come credo di aver detto un’altra volta, e lo ridico: abbiamo i fascisti al Governo. Non dovremmo sprecare tempo a maltrattare vecchietti.
Viva la Liberazione dal Nazifascismo. Viva il #25aprile_è_ANTIFASCISTA. Sempre.
Bandiera Ucraina allontanata in malomodo dal corteo del 25 Aprile a Bologna.
Che vergogna! CHE VERGOGNA!
Tutta la mia solidarietà a Tino, un grande amico della comunità Ucraina di Bologna, una persona dolcissima che non si merita questo vergognoso trattamento. Mi viene da piangere.
The Trump family has made $4 billion off the presidency.
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Don Jr: $19.6M
Unprecedented kleptocracy.