La previsione più aggiornata della Banca d’Italia è che il Pil nazionale quest’anno crescerà dello 0,6%. Il governo Meloni nella sua manovra ha stimato che la crescita sarà esattamente il doppio, ovvero l’1,2%
Ehm
La Meloni sta cannibalizzando i partiti di destra e li riduce a semplici lacchè silenti.
Col premierato vuol diventare la ducetta della Garbatella e prendersi i "pieni poteri".
Possibile che le opposizioni non si rendano conto del pericolo?
È arrivata l'ora di svegliarsi o no?
Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano avrebbe chiesto un intervento su Anversa, vicedirettore Prime Time, per l'imitazione di Beatrice Venezi, direttrice d'orchestra cara alla destra, realizzata da Virginia Raffaele nello show #colpodiluna. Ridiamo per non piangere.
Ogni martedì in onda su @veneziaradiotv l’ultima stagione di "Noi #Dolomiti". Le puntate verranno trasmesse tutti i martedì alle ore alle 18.30 e in replica tutti i mercoledì alle 13.00. Buona visione! Grazie
@veneziaradiotv per la collaborazione ;-)
Ph. Rifugio Pradidali
Quindi il glorioso esercito israeliano ha fatto saltare in aria l'Università di #Gaza. Oscurantismo per combattere l'oscurantismo di #Hamas. Tempi cupissimi.
Anni ad occhieggiare ai novax, ai nogreenpass, a contestare le misure di restrizione e mettere in dubbio l'efficacia dei vaccini, per poi preparare un piano pandemico che ricalca esattamente le stesse cose fatte dai tanto odiati Conte e Speranza.
La destra è sinonimo di ipocrisia. Un continuo inganno alle persone, per poi prenderle in giro una volta al potere.
https://t.co/iORGj9SAIK
Che vergogna!!
Che mancanza di rispetto!
Ministro, destra e i sempre più raccapriccianti Renziani escono dall'aula del Senato quando parla
Scarpinato.
Non uno qualunque,ma un magistrato
che ha dedicato l'intera Vita alla lotta
contro la mafia.
Che vergogna!!!
Dal @corriere di oggi sonora bocciatura alla #RiformaFiscale del Governo @GiorgiaMeloni da #Davos, dove i “potenti” si riuniscono:
“La riforma fiscale del governo Meloni? È iniqua». Dal World economic forum di Davos arriva una bocciatura per l'esecutivo italiano per opera della ong Oxfam. Che proprio dalla cittadina svizzera in cui i potenti del mondo si incontrano ogni anno ha fatto le pulci al primo anno di Meloni. E dato che non ci sono novità in grado di ridurre le già elevate diseguaglianze, Oxfam propone una misura choc: una tassa sui grandi patrimoni, sopra i 5,4 milioni di euro. Imposta che potrebbe garantire un introito per lo Stato tra i 13,2 e 15,7 miliardi di euro. Risorse che potrebbero, unite a un salario minimo agganciato all'inflazione, ridurre i gap salariali. Il governo italiano non è riuscito a fare abbastanza per migliorare una situazione che già prima della pandemia di Covid-19 era all'insegna della diseguaglianza. Un dramma sociale ed economico che è peggiorato nel 2022, con i poveri sempre più tali e i miliardari che sono addirittura raddoppiati. La riforma del Fisco, promossa a gran voce da Roma, non è abbastanza secondo gli esperti di Oxfam. Da un lato, «c'è stato quasi un dimezzamento della quota di ricchezza detenuta dal 20% più povero (passata dallo 0,51% allo 0,27%) a fronte di una sostanziale stabilità della quota del 10% più ricco degli italiani», spiega l'ultimo rapporto. Dall'altro, sono raddoppiati i miliardari. Secondo lo studio, dall'inizio della pandemia fino al mese di novembre 2023 «il numero dei miliardari italiani è aumentato di 27 unità (passando da 36 a 63) e il valore dei patrimoni miliardari (pari a 217,6 miliardi di dollari a novembre 2023) è cresciuto in termini reali di oltre 68 miliardi di dollari (+46%)”.
Se leggessimo su un giornale di uno Stato che non paga i suoi insegnanti penseremmo immediatamente all’avvicinarsi di una bancarotta nazionale e al terzomondismo che usiamo come lente per esibire una presunta superiorità. Il Paese che non paga gli stipendi a una parte dei suoi insegnanti è l’Italia.
Con l’inizio della scuola infatti migliaia di precari sono stati chiamati in cattedra con contratti temporanei variabili, utilizzati in caso ad esempio di malattia. Le assunzioni a breve termine, a differenza delle altre, sono a capo delle scuole che in caso di bisogno di una sostituzione avviano la ricerca e poi la comunicano al ministero. A quel punto il ministero può calcolare le buste paga e provvedere al pagamento.
I supplenti a breve termine hanno cominciato a lavorare a metà settembre ma a oggi non hanno ancora ricevuto uno stipendio. Insegnanti che sono in gravissima difficoltà economica e non riescono a pagare le spese di base, come gli affitti e gli alimentari. Basta girare in rete per trovare testimonianze di chi non riesce a pagare nemmeno il viaggio per raggiungere la scuola o di chi ha dovuto chiedere un prestito per potersi sostenere in attesa dello stipendio.
Avrebbero dovuto essere pagati - dopo le proteste - il 13 dicembre. Nulla di fatto. Dal ministero avevano fatto sapere che i pagamenti sarebbero arrivati subito dopo Natale. Niente, nemmeno qui. “Un ‘esercito di proletari’ di Stato – li definisce l’Anief, pronto a intentare una causa al Ministero - Eppure, se fossero disoccupati prenderebbero regolarmente la Naspi”.
Dal Ministero dell’Istruzione e del Merito avevano assicurato che si raserebbe risolto tutto l’11 gennaio. Ma ad arrivare è stato solo il pagamento del mese di novembre, rimangono quindi tutti gli arretrati.
Stiamo messi così.
#LaSveglia per @LaNotiziaTweet
«La France est le pays qui reproduit le plus les inégalités sociales alors même qu’elle est le pays qui redistribue le plus d’argent public» constate Lisa Kamen-Hirsig (@LisaKamenHirsig), professeur des écoles et chroniqueuse.
All’inizio dell’anno ci siamo scambiati auguri di pace, ma le armi hanno continuato ad uccidere e distruggere. Preghiamo affinché quanti hanno potere su questi conflitti riflettano: la guerra è in sé stessa un crimine contro l’umanità.
Linea d'Ombra. La Trieste solidale e accogliente che si prende cura dei migranti che la faccia xenofoba delle istituzioni cittadine non vuole vedere. Nessuno si salva da solo.
#Pietre@repubblica