Ci ha lasciato improvvisamente Michele Ammendola.
Ristoratore sociale, nella sua pizzeria al Pilastro assumeva dipendenti cosiddetti “fragili” e utilizzava prodotti delle terre confiscate alle mafie.
Sempre dalla parte degli ultimi.
Ci manchi già.
A ciascuno il suo. Diritto di dirla, intendo.
Era a Como stasera: "Il mio? Un processo politico senza colpa e senza prova. I lombardi mi avrebbero eletto ancora". Lo dice un sondaggio, spiega. Lo abbiamo intervistato, celestiale.
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"Ci dispiace"
"Cosa?"
"Che salti il check-up"
"Signorina, o signora, dea mia, io l'amo"
"Prego?"
"Era per biennale giro (dove per 'giro' non devo spiegare, immagino) di prostata, non ha visto prima di chiamare?"
"Uh, vero, lei non deve solo amarmi, deve mantenermi, a lungo"
"Sì"