@ItalyMFA Dovreste rinforzare il consolato per fare cose un po’ più serie e meno di facciata, per esempio: sono sei mesi che aspetto un appuntamento per rinnovare la mia carta d’identità.
per innocente che vogliamo crederlo, leggere in una diversa versione tutti i suoi tradimenti e le sue colpe.
[Proust, ARDTP, Albertine scomparsa, p. 234]
MASOCHISMI D’AMORE
Nel fascino d’un essere, nei suoi occhi, nella sua bocca, nella sua figura, entrano certamente gli elementi, a noi ignoti, suscettibili di renderci massimamente infelici, così che sentirci attratti verso quell’essere, cominciare ad amarlo, significa già,
avrei illuminato, avrei riportato a giuste proporzioni la gelosia ispiratami da Albertine, perché vedendola mentre li provava avrei preso le misure e scoperto i limiti dei suoi piaceri.”
[Proust, ARDTP, Albertine scomparsa, p168]
PROUST E IL CUCKOLD
“Tutte le curiosità sulla sua vita che avevo avute una volta, quando ancora non la conoscevo che di vista, e - d’altra parte - tutti i miei desideri della vita, si confondevano in un’unica curiosità, il modo in cui Albertine provava piacere,
vederla con altre donne, forse perché così, andate via loro, io sarei rimasto solo con lei, ultimo e padrone. E vedendola in dubbio se valesse la pena di passare la serata con questa o con quella, la sua sazietà quando l’altra se ne fosse andata, forse la sua delusione,
@gattonero La prossima volta che incontrerò Alain, in una poltrona in prima classe, gli ricorderò che “Sodoma e Gomorra” è il quarto volume della Recherche, non un capitolo del secondo.
Che figuracce!
SCOMPARSO L’OSTACOLO, SCOMPARSA LA VOGLIA.
“Quella Venezia dove avevo creduto che la sua presenza mi sarebbe stata importuna (probabilmente perché sentivo confusamente che mi sarebbe stata necessaria), adesso che Albertine non c’era più preferivo non andarci.
In questo modo, la mia separazione da lei non mi schiudeva affatto il campo dei piaceri possibili che avevo creduto chiuso dalla sua presenza. D’altronde, l’ostacolo che la sua presenza, forse, era effettivamente stata per me al viaggiare, al godermi la vita, non aveva fatto
Ho detto “ti amo” ad una bottiglia di gazpacho, dopo averne bevuto l’ultimo sorso.
L’ho detto involontariamente, ho ascoltato le parole fuggire dalla mia bocca, sorprendendomene come se le avesse pronunciate qualcun altro.
Solo con gli oggetti possiamo essere così sinceri.
LA DEA DEL TEMPO
Albertine era come una grande dea del Tempo, che mi invitava in una forma pressante, crudele e senza scampo, alla ricerca del passato. E se è stato necessario che perdessi per lei degli anni e il mio patrimonio, non ho niente, io, da rimpiangere.