È come se qualcuno stesse riavvolgendo, metro dopo metro, il tappeto della storia nella sua accezione lineare, da “indietro” a “avanti”, che molti di noi, specie i più attempati, davamo per scontata.
“Le continue menzogne non portano a credere il falso, ma a non credere più a niente. Questo crea la sensazione crescente che non ci si possa più fidare di nulla, lasciando campo libero a una sfiducia paranoica su tutto o, ancora peggio, a uno scivolamento verso il nichilismo”.
Rinchiusi nei telefoni e sui socia, viviamo una fase storica che è al tempo stesso di massimo coinvolgimento individuale nella politica e di minima partecipazione collettiva ai movimenti: la nostra società disorganizzata si è ripoliticizzata. Ma non si è risocializzata.
Il termine “tecno-fascismo” non basta a descrivere le ambizioni delle Big Tech: è una tecno-oligarchia che punta all'obsolescenza dell'umanità. Mentre il fascismo controllava le masse, questo nuovo potere svuota le istituzioni e frammenta la società attraverso algoritmi opachi.
Le persone povere e della classe media pagano le tasse, quelle ricche pagano i commercialisti, quelle ricchissime pagano gli avvocati e quelle ultraricche pagano i politici.
“…credo che dipenda dal fatto che si invecchia, e un poco ci si arrende alla vita così com’è, un poco la si capisce meglio di quando si è giovani e intransigenti”. (cit. @MicheleSerra54)
I ragazzi compiono gesti estremi e li mettono in rete perché vogliono essere visti. Sono ossessionati dalla visibilità, non sanno vivere che nello sguardo degli altri e nessuno li guarda perché tutti guardano soltanto se stessi. Siamo bloccati in un ingorgo di narcisismi.
Il tasso di condanne pronunciate da Israele nei confronti di palestinesi che vivono in Cisgiordania è del 99,74 per cento. Il tasso di condanne pronunciate da Israele nei confronti dei coloni ebrei nei casi di aggressioni contro i palestinesi è dell’1,8 per cento.