Discussione aperta.
Il fallimento delle sinistre europee hanno creato il terreno fertile per la nascita delle destre populiste e radicali
Comincio io con questo post:
La destra radicale non ha semplicemente conquistato lavoratori e ceto medio: in parte glieli ha consegnati una sinistra che non sapeva più quale posto assegnare loro nel nuovo mondo.
Il fallimento non è stato accettare globalizzazione, innovazione e apertura. Il fallimento è stato accettare una trasformazione gigantesca senza costruire abbastanza rapidamente il nuovo contratto sociale necessario a governarla.
Un’economia può diventare più ricca mentre alcuni lavoratori e territori perdono reddito relativo, sicurezza, status e prospettive. Autor, Dorn e Hanson lo mostrano con il “China shock”: gli effetti negativi dell’esposizione alle importazioni furono molto concentrati territorialmente e l’aggiustamento del lavoro assai più lento del previsto.
Era qui che serviva la sinistra: non per fermare commercio e tecnologia, ma per proteggere il lavoratore durante il cambiamento. Formazione continua, scuole tecniche legate alle imprese, servizi per l’impiego che ricollocano davvero, welfare portabile, investimenti nei territori colpiti e politica industriale orientata alla produttività.
Troppo spesso si è fatto altro: difendere pezzi del vecchio sistema e compensare ex post gli esclusi. Ma un sussidio attenua una perdita; non ricostruisce una carriera né una prospettiva per i figli.
Rodrik mostra come gli shock della globalizzazione possano trasformarsi in domanda populista quando interagiscono con identità e istituzioni interne incapaci di assorbirli. Colantone e Stanig trovano per l’Europa occidentale che il mancato governo delle conseguenze distributive di globalizzazione, tecnologia e crisi è un fattore dell’ascesa nazionalista e radicale.
È cambiata anche la base sociale. Gethin, Martínez-Toledano, su oltre 300 elezioni in 21 democrazie, mostrano il passaggio da una sinistra prevalentemente sostenuta dai meno istruiti a una relativamente più forte tra gli altamente istruiti. Non è diventata “il partito dei ricchi”: ha però perso parte del legame con lavoro manuale e ceto medio inferiore proprio mentre questi attraversavano una trasformazione enorme.
Lo stesso ritardo compare in politica estera. Una parte della sinistra radicale è rimasta ancorata a categorie novecentesche: antiamericanismo, anti-NATO e un anti-imperialismo selettivo che riconosce facilmente l’imperialismo occidentale ma molto meno quello russo.
Uno studio del 2024 sui voti al Parlamento europeo rileva che prima dell’invasione del 2022 i partiti della sinistra radicale erano i meno assertivi verso Mosca; dopo l’invasione molti hanno corretto la rotta, mentre le componenti comuniste tradizionali sono rimaste mediamente più indulgenti. Un lavoro del 2026 precisa che non esiste una sinistra radicale uniformemente filorussa: sull’Ucraina le divisioni sono profonde.
Il problema quindi non è “la sinistra filorussa” . È il campismo: se gli USA sono assunti come polo imperialista principale, chi li contrasta rischia di essere letto come contrappeso, anche quando è una potenza autoritaria e revisionista.
Una parte della destra radicale arriva invece a Mosca da un’altra strada: nazionalismo, sovranismo, conservatorismo identitario e fascinazione per l’autoritarismo. Ideologie opposte possono così convergere nello stesso errore: l’“uomo forte” come alternativa alla lentezza democratica e un mondo di sfere d’influenza in cui i paesi piccoli tornano subordinati ai grandi.
È un paradosso feroce: una sinistra nata per emancipare i deboli dai rapporti di forza rischia, in politica internazionale, di accettare proprio la logica del più forte che rifiuterebbe nei rapporti sociali.
La destra radicale ha riempito il vuoto con identità, confini, protezionismo e uomini forti. Molte risposte sono sbagliate. Ma diventano potenti quando chi dovrebbe proporre quelle migliori ha smesso di progettare il futuro.
E per proseguire nel solco dei cosiddetti "personaggi divisivi", oggi, nel 1953, nasceva #GiovanniLindoFerretti .
Fondatore e autore di tutti i testi dello storico (e indimenticabile) gruppo CCCP - Fedeli alla linea, poi Consorzio Suonatori Indipendenti, poi Per grazia ricevuta e infine solista.
Ancora in tour, proprio in questi giorni, con i rinati CSI.
Autore del famigerato motto Produci, consuma, crepa (Morire, CCCP, 1986), i suoi testi successivi, soprattutto con i CSI, sono folgorazioni poetiche di rara bellezza.
Basti pensare a... tutti quelli di Ko de mondo, Linea Gotica e Tabula rasa elettrificata.
Non sappiamo scegliere, tutto qui. Però, una menzione speciale per Occidente, Cupe Vampe, Linea Gotica e Forma e sostanza ci sta tutta.
Per chiudere il cerchio con il suo essere divisivo, viste le sue dichiarazioni e prese di posizione personali avvenute negli ultimi anni, ricordiamo il finale di A tratti (1994):
Se tu pensi di fare di me un idolo
lo brucerò
Trasformami in megafono m'incepperò
Cosa fare non fare non lo so,
quando dove perché riguarda solo me.
Io so solo che tutto va ma non va.
Che ne dite, #cultisti ?
@pillolerock
@UccellinoMilan Purtroppo questa situazione sarà la nostra costante per un po’, almeno fino a quando non sposeremo una “causa’, una visione che solo un DS e un DT possono avere. Gli allenatori e i giocatori servono alla causa, senza quella è un giro di nomi rischioso e infinito.
Our future, coming into view.
18,500 seats designed to bring the game closer. A new home for football, entertainment and over 25 events a year, built to live beyond matchday.
Register to discover more at https://t.co/gEAe60cPUC
''Yüksek farkındalık seviyesine ulaşan insanlar asosyal hale gelir. Kalabalıklar onları tüketir. Gürültü onları bunaltır. Sohbet etmek iş gibi gelir. Onlar farklı şekilde rahatlar. Sıcacık bir oda, güvendikleri bir iki kişi, iyi yemek, müzik gerçekten anlam taşıyan sohbetler.''
L' istruzione non è memorizzare
che Hitler ha ucciso 6 milioni
di ebrei.
L' istruzione è capire come è stato possibile che milioni di persone comuni fossero convinte che fosse necessario farlo.
L' istruzione è imparare
riconoscere i segni della storia
che si ripete.
Chomsky
@Jacop83@reciardit1899 E’ vero l’aspetto della rosa migliore, però il copione tattico rimane invariato. Gestisce la prima parte di partita per poi prendere il controllo quando l’avversario cala fisicamente.
Cosa diventa il pacifismo quando il tuo paese viene invaso? Lo spiega Artem Chapeye, scrittore ucraino che si è arruolato dopo l'invasione russa: il suo libro, “La gente normale non va in giro armata”, esce oggi in libreria
https://t.co/GuSINwbQyv
@brusco_sandro Conte opera come un parassita, fino a quando potrà si nutrirà del pd e del suo elettorato. Primarie, programma condiviso, tutte cazzate per gli allocchi che non vogliono comprendere che il M5S e’ una forza reazionaria. Non potrà mai e poi mai nascere qualcosa di buono.
Buongiorno amici! Cominciamo la prima settimana di agosto con una buona notizia: l’Italia è diventata una nazione forestale! In un��epoca in cui si parla tanto di green, direi che non è una notizia da poco. Vediamo qualche dato:
- Le nostre foreste hanno superato i 100.000 km² (quasi 11 milioni di ettari) e coprono ormai oltre un terzo del territorio nazionale.
Il dato più sorprendente?
Rispetto agli anni ’70 la superficie boschiva è quasi raddoppiata (da circa 6 milioni di ettari a quasi 11).
Lo sapevate?
- i boschi hanno superato la superficie agricola utilizzata. Un’inversione di tendenza che non si vedeva dal Medioevo.
C’è da dire che questa crescita deriva solo in parte da rimboschimenti, è dovuta soprattutto alla rinaturalizzazione spontanea di terreni agricoli e pascoli abbandonati, in particolare nelle aree montane.
Ma la cosa importante è avere un patrimonio verde che cresce, cattura CO₂, protegge il suolo e regala servizi ecosistemici preziosi.
L’Italia si sta “rinverdendo”… e lo fa in silenzio da decenni.
Saremo la prima generazione che lascerà ai propri figli un paese più verde di come lo ha trovato. Non vi riempie di soddisfazione questa notizia?🌱
Grazie al rinvio della finale dell'ATP 500 di Washington tra Taylor Fritz (attuale numero 9 del ranking) e Jodar, Flavio Cobolli è ufficialmente il nuovo numero 8 del ranking ATP, il suo miglior piazzamento di sempre 📈
La permanenza in Top 8 potrebbe però durare solo una settimana: se Fritz dovesse vincere la finale, tornerebbe ottavo facendo scivolare di una posizione l'azzurro 👀
Ma poco importa! Avere due italiani nella Top 10 mondiale è un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava impensabile 💙
Complimenti, Flavio! 🫂
#Tennis #Cobolli