@Svogliatevi@spinozait@MimmoLomino Non ce la si prende nessuno con la polizia in sé. Ce la si prende con la politica che invece di assumersi responsabilità sia nei confronti della polizia, a cui dare migliori strumenti e condizioni di lavoro, che dei cittadini, la butta in cagnara come una partita di calcio.
@BisogninIgor@iljackmora Esatto, ali offensive come il pane, pure Oristanio (?) ...e nessun play oltre ad Ilkhan, terzini da serie C e difesa di lumache. Vagnati incapace. Cairo in malafede.
@ToroGoal@TorinoFC_1906 Peccato che il suo scagnozzo non l'abbia capito e ha riempito di inutili ali offensive...vuole anche Oristanio... Intanto ci teniamo terzini da serie C, difensori lenti e nessun vero sostituto di Duvan. @TorinoFC_1906 società ridicola
Tutto questo…. non è mai successo.
Il generale Dwight D. Eisenhower quando arrivò con i propri uomini presso i campi di concentramento non ebbe il minimo indugio; laddove molti, probabilmente in buona fede, avrebbero cercato di restituire un’ultima forma di rispetto al cospetto dell’orripilante scempio dei corpi delle vittime dei lager e dei sopravvissuti condannati ad essere zombie eterni chiedendo riserbo, lui fece il contrario.
Ordinò, perentoriamente, che fosse scattato il maggior numero di fotografie alle fosse comuni dove giacevano ossa, abiti, corpi scomposti scheletrici ammassati come piramidi casuali. Fotografie per ogni gelida baracca che fungeva da dormitorio, fotografie al filo spinato, ai forni crematori, alle divise, ai cappellini, alle torri di controllo, alle armi, agli strumenti di tortura, sì, c’erano anche quelli.
Fotografie ai sopravvissuti così vicini alla morte da poterci interloquire e restituirla a chiunque li fissasse senza dover nemmeno aprire bocca. Senza parlare, senza parole.
Eisenhower pretese che fossero condotti presso i campi di concentramento tutti gli abitanti tedeschi delle vicine città per vedere la realtà dei fatti e che, suddetti civili, fossero costretti a sotterrare i corpi dei morti.
E poi spiegò: “Che si abbia il massimo della documentazione possibile – che siano registrazioni filmate, fotografie, testimonianze – perché arriverà un giorno in cui qualche idiota si alzerà e dirà che tutto questo non è mai successo”
“Spero di aver smosso un po’ questa generazione: l’episodio che è successo a me succede in tanti altri ambiti, nel lavoro, a scuola, all’Università. Ci dicono che siamo svogliati, che non vai bene se non finisci la laurea in tempo, ma ognuno ha i suoi tempi. Ho sentito tanti giovani in questi giorni che si sono sentiti colpiti personalmente, questa è la mia vittoria più bella.
Chiariamo, io non sono una che si accontenta, a nessuno piace perdere, ma se arrivo quarta non posso che fare i complimenti alle prime tre, non è che posso chiedere di rifare la gara o l’intervista. E poi ognuno ha diritto di gioire per quello che vuole. Io sono contenta perché ho capito quanto valgo”.
- Benedetta Pilato 👏🏼 #GiochiOlimpici